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lunedì 13 giugno 2011

Referendum: L'Italia s'è desta?

A quanto pare e facendo tutt i dovuti scongiuri del caso, ce l'abbiamo fatta, il forum sembra essere stato raggiunto e superato, stando infatti al sito del fatto quotidiano ad adesso la percentuale di affluenza alle unre supera iil 56% per tutti e quattro i quesiti referendari.
Sempre sul sumenzionato sito del quotidiano di Padellaro e Travaglio si leggono le prime spassossime reazioni dei politici di centro destra, Sacconi minimizza e dice: "Non è un segale per il premier." gli fa da contr'altare il ministro La Russa: "Non cambia niente per il governo.", avete notato che queste frasi iniziano tutte con Non? Il non nell'analisi grammaticale  è un avverbio di negazione semplice, negazione di cosa? Negazione della tranvata, che nonostante tutte le notizie farlocche, nonostante la disinformazione, nonostante tutti i mezzucci, hanno preso in piena faccia quelli del centrodestra.
Perchè possono cianciare quanto vogliono ma questo a mio parere è un chiaro segnale politico, la stragrande maggioranza degli esponenti del centro destra si era schierata per l'astensione e invece, gurda un pò, il quorum c'è, quindi hanno fallito, punto!
E ora possiamo dirlo, è stata una grande vittoria venuta dalla base, dalla rete e da tutti quellli che hanno fatto passaparola per spingere ad andare al voto.
Faccio notare anche che è la seconda volta,   leggasi vittoria alle comunali di Milano e Napoli che  la gente ha determinato una vittoria partendo da un movimento dal basso, che come nel nostro inno l'Italia s'è desta?

venerdì 3 giugno 2011

Fanfaluche nucleari.

Sono reduce dalla visione dell'ultima puntata di anno zero di Michele Santoro, puntata qualla di stasera incetrata sul nucleare.
Come al solito, la trasmissione è ben fatta, Santoro è pungente come un ago, i servizi, sugli effetti dell'incidente di Chernobyl, sono toccanti e sul punto e l'editoriale di Marco Travaglio è fantastico come al solito.
Fin qui tutto bene, quello che ho faticato a mandare giù sono la massa di argomentazioni, trite e ritrite dette e ripetute fino alla nausea, dei pro-nuclearisti.
Le conosciamo tutti queste argomentazioni:
Eh! Ma tanto le centrali ce le abbiamo al confine con la Francia, tanto vale metterle anche noi, tanto se scoppia lì...
Eh! Ma il carbone ne uccide 2000000 di persone, ma non ne parla mai nessuno.
Eh! Ma se non mettiamo le centrali continuiamo a pagare di più in bolletta, che poi tanto l'energia elettrica la compriamo dalla Francia.
Eh! Ma  le rinnovabili non bastano mica per sodisfare il fabisogno energetico del paese, meglio il nucleare.

E che cazzo! Ma è possibile che questi tizi pensino che gli italiani siano una massa di completi idioti?

Eh! Ma tanto le centrali ce le abbiamo al confine con la Francia, tanto vale metterle anche noi, tanto se scoppia lì...
Mi sfugge la logica di questa argomentazione, è un po come dire, il mio vicino di casa è un pazzo bombarolo che si diverte a costruire bombe artigianali in garege col rischio di fare esplodere tutto il quartiere, quindi, (il ragionamento scatta subitaneo) invece di chiamare la polizia per farlo smettere, mi metto anch'io a costriure qualche bella bomba in salotto, tanto...


Eh! Ma il carbone ne uccide 2000000 di persone, ma non ne parla mai nessuno.
Male, molto male, ma anche qui, che diavolo c'entra? Se le centrali a carbone producono tanti morti per inquinamento logica vorrebbe che si cercasse di ridurre la costruzione di suddette centrali, magari con le rinnovabili. Costruire nuove centrali nucleari, sommando i danni certi del carbone a quelli potenziali ma eterni del nucleare non ha senso.

Eh! Ma se non mettiamo le centrali continuiamo a pagare di più in bolletta, che poi tanto l'energia elettrica la compriamo dalla Francia.
Falso, è provato che le centrali non apportano nessun benifico economico, inoltre l'Italia anche ragionando dal punto di vista economico è troppo indietro, quatttro o cinque centrali nucleari inciderebbero sul fabisogno energetico di pochissimo, praticamente nulla, inutile costruirle, inoltre completare una centrale ci vogliiono minimo minimo dieci anni, diedi anni in cui praticamente spenderemmo solamente soldi senza ricavarne nulla in cambio dal punto di vista energetico.
Un investimento folle anche dal punto di vista finanziario.
E poi basta con stà storia della Francia, non s ne può più, chi se ne frega se dobbiamo comprare energia dalla Francia, se da tanto fastidio che si comprasse da qualche altro paese.

Eh! Ma  le rinnovabili non bastano mica per sodisfare il fabisogno energetico del paese, meglio il nucleare.Non bastano perchè  si è investito poco e male, inoltre nessuno dice che le rinnovabili devono soddisfare tutto il fabisogno energetico da un giorno a quell'altro, sarebbe idiota pensarlo, l'idea sarebbe (in un paese normale) di aumentare l'utilizzo delle rinnovabili riducendo al contempo gli sprechi energetici,  arrivando ad una buona percentule di auto produzione di energia tramite appunto le energie rinnovabili coaudiuvato dalla produzione standard. Col tempo si puo fare benissimo.

Il 12 e il 13 Giugno io vado a votare e volto SI  all'abrogazione del decreto sul nucleare,  di centrali in mezzo alle balle non ne voglio ne ora ne mai!
Voi che fate?

mercoledì 1 giugno 2011

Referendum 12 e 13 giugno: ci sarà il quesito sul nucleare.

Grande notizia; la corte di cassazione ha dato ragione alle richieste dell'opposizione (idv) che chiedeva di votare le nuove norme inserite nel decreto del governo, Questo decreto, con la solita mossa furbina del governo, rimandava il "progetto" nucleare di un anno, affossando in questo modo uno dei referendum, quello appunto che chiedeva la cancellazione del nucleare in Italia, togliendo così di fatto agli italiani il sacrosanto diritto di decidere sul proprio futuro.
Ora grazie alla sentenza della corte nelle urne saranno presenti  tutti e quattro i quesiti referendari.
 Visto e considerato il grandissimo spazio dato al referendum in questi giorni sulle tv (praticamente zero) ricordo brevemente di cosa si sta parlando.

Referendum 12 e 13 giugno:
Questo è un referendum di tipo abrogativo, quindi chi vuole abrogare le leggi in questione, deve votare SI sulla scheda.

Privatizzazione dell'acqua ( due referundum)

Ritorno al nucleare

Leggettimo impedimento.

Io dal canto mio andrò deisamente a votare e voterò un SI  deciso e alquanto incazzato a tutti e quattro i quesiti.
Voterò si perché voglio che l'acqua sia pubblica e di tutti, non voglio che centrali nucleari in mezzo alle palle, tra le altre cose penso che costruire delle centrali atomiche in un paese a grande rischio sismico come l'Italia sia a dir poco una cosa  folle,  e credo anche (lo so, sono un romantico) che la giustizia debba essere uguale per tutti.

martedì 3 maggio 2011

Mompracem e Lampedusa.



Da pochi giorni è passato (nella quasi totale indifferenza) l'anniversario della morte dello scrittore Emilio Salgari, lo conosciamo tutti, è il padre di Sandokan, del corsaro nero e di altri personaggi ancora, famosi e meno famosi.
Bene, in questi giorni, complice il suddetto anniversario mi è saltato alla mente un strana, strisciante e alquanto curiosa similitudine, ricordate l'isola di Sandokan? Esatto, la mitica Mompracem, piccolo isolotto nel mar malese, dove Sandokan con il suo fido amico Yanez de Gomera alla testa dei feroci tigrotti, resistevano contro la schiacciante potenza inglese in quelle acque.
Bene ora torniamo alla similitudine, piccolo quiz: Recentemente avete forse visto in tivù un'isola, piccola, anzi piccolissima, quasi uno scoglio a ben guardare, piena zeppa di gente?
Si esatto quell'isola è Lampedusa, Mompracem e la nostra nostra Lampedusa. Cominciamo ad analizzare le similitudini.
Prima similitudine: Le dimensioni sono consimili, due minuscoli lembi di terra in mezzo al mare.
Seconda similitudine: Entrambe sono a ridosso di una penisola assai più grande, la Malesia per Mompracem e ovviamente l'Italia per Lampedusa.
Terza similitudine: Entrambe vedono le proprie coste zeppe di piccole imbarcazioni, alcune ormeggiate altre direttamente tirate in secca sulle spiagge, a Mompracem erano i prahos dei tigrotti, a Lampedusa sono i barconi dei tunisini.
Quarta similitudine: Un gran fermento che aleggia nell'aria, nell'isola creata da Salgari era l'ansia della battaglia sempre imminente, sempre dietro l'angolo, e nell'italica isola? A Lampedusa dove di pirati non ce ne sono, il fermento è dato da motivi abbastanza ovvi, innanzitutto il caos che diverse migliaia di migranti piombati nella tranquilla isola non possono non creare negli abitanti, poi c'è l'ansia che proprio quei migranti portano con se, il disagio per il viaggio, la situazione a dir poco incerta in cui si trovano, la paura di essere rimpatriati, eccetera.
Ora, per evitare il tedio che arriverebbe inevitabile con altre similitudini, passiamo ad una considerazione, che fine ha fatto Lampedusa?
Avrete forse notato che da qualche tempo dell'isola siciliana non se parla più, a parte qualche breve news su tg vari, solo dalla rete arrivano informazioni.
Che fine ha fatto Lampedusa? Quanti immigrati sono presenti in questo momento sull'isola? In che condizioni sono? Stanno venendo trasferiti? I migranti che vengono trasferiti, dove diamine vanno? Ecc. ecc.
Domande retoriche in fin dei conti, come ho già detto non è difficile almeno sulla rete dare risposta a questi quesiti, basta andare su un sito di un quotidiano o su uno di news e ci si può informare a piacimento.
Il problema è un altro, tutti coloro che (si spera siano sempre meno) non hanno altra forma di informazione se non quella via tubo catodico, quante possibilità hanno di venire informati sulla situazione di Lampedusa?
Poche possibilità a dir il vero, in questi giorni abbiamo assistito a fior fiore di servizi sulla beatificazione di Giovanni Paolo secondo, sulle presunte diatribe Bossi/Berlusconi sulla guerra alla Libia, la guerra in Libia, l'uccisione di Bin Laden ecc.
Non c'è dubbio che siano tutte notizie importanti, ma se non si può certamente non parlare dell'uccisione del leader di al Qaeda in modo approfondito ed esaustivo, forse si sarebbe potuto a ben vedere ritagliare qualche minuto tra una beatificazione e un discorso del papa (quello vivo ovviamente) per approfondire una situazione, quella di Lampedusa che ha stranamente visto calare una cortina di quasi silenzio su di essa.
Eppure gli sbarchi continuano e con la situazione in Libia che diventa più caotica ogni giorno che passa è facile ipotizzare che le condizioni possano peggiorare velocemente.
La domanda è quindi questa: Non è che Lampedusa sia destinata a sparire dalla memoria collettiva a stregua di quell'isola di Mompracem di cui tutti conoscono il nome ma di cui nessuno più parla?
http://www.cadoinpiedi.it/2011/05/03/lampedusa_e_mompracem_destino_comune.html