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venerdì 13 aprile 2012
giovedì 12 aprile 2012
mercoledì 11 aprile 2012
sabato 7 aprile 2012
venerdì 6 aprile 2012
lunedì 2 aprile 2012
martedì 19 luglio 2011
Eduardo Risso (Comics: segnalazione autori mostruosamente bravi)
Ok, Continuando con la segnalazione di autori che ho iniziato con il post precedente ecco a voi un maestro assoluto del bianco e nero, autore grafico di capolavori come 100 Bullets (ai testi l'altrettanto grande Brian Azzarello) e Chicanos ( per i testi del compianto Carlos trillo), Borderline (sempre di Trillo) e tanti tanti altri gran fumetti, ecco a voi in tutto lo splendore del bianco e nero: Eduardo Risso.
Argentino, Eduardo Risso nasce a Leones nel 1961, "cominciò la sua carriera di disegnatore nel 1981 collaborando con il quotidiano La Nacion e con le riviste Erotiocon and Satiricon tutti pubblicati dalla Editorial Columba." (fonte wikipedia)
Da quel momento la carriera dell'autore argentino non si ferma più e inizia un susseguirsi di collaborazioni sempre più prestigiose, dai gia citati Chicanos e Borderline a 100 Bullets con la DC/Vertigo comics.
Dal punto stilistico di Risso si può senza dubbio affermare che sia uno dei maestri indiscussi dello stile grafico, il suo modo di disegnare ed inchiostrare unito alle riprese complicate e di stampo cinematografico, oltre che alla recitazione che riesce ad infondere ai suoi personaggi hanno fatto di lui, oltre che un autore grafico seguitissimo e apprezzatissimo, anche un riferimento tecnico per molti giovani autori di comics (tra cui chi vi scrive).
Riassumendo il concetto in due parole: Maestro assoluto!!!!
lunedì 18 luglio 2011
Qualche segnalazione in ordine sparso. (Sergio Toppi Claire Wendling)
Come da titolo quache segnalazione in ordine sparso di autori veramente eccezzionali, quindi per questo post non vi ammorberò con le mie recensioni, solo qualche nome di gente che merita di essere conosciuta.
Cominciamo con un maestro assoluto, Sergio Toppi, ora, se non conoscete questo illustratore fumettista, vi consiglio vivamente di porre rimedio a questa lacuna fiondandovi nella fumetteria/libreria più vicina e fare mambassa dei suoi libri di illustazione. Per informazione il maestro Toppi ha realizzato anche parecchi fumetti, no. fumetti è riduttivo, meglio dire opere a fumetti. Ma di quest'ultime mi riservo il piacere di parlare più diffusamente in un secondo momento.
Nel frettempo eccovi qualcuna delle sue illustrazioni, tanto per farvi un'idea della sua mostruosa bravura.
Seconda segnalazione; Claire Wendling.
Rimaniamo nel campo dell'illustrazione con questa autrice incredibilmente brava. Questa donna deve avere una facilità di disegno che rasenta il sovrannaturale, per tacere poi dell'incredibile naturalezza sia dei movimenti sia delle espressioni. Allucinantemente brava, non mi viene altro terminie per descriverla.
Anche di lei, come per Toppi, mi riservo di parlarne in un post più lungo, dove poter analizzare meglio le sue doti tecnico/stilistiche.
Per il momento vi consiglio, quando andrete in fumetteria per il maestro Toppi, di riservarvi qualche Euro per le sue opere, ne vale la pena.
Ecco qualche immagine, tanto per farvi gola.
Cominciamo con un maestro assoluto, Sergio Toppi, ora, se non conoscete questo illustratore fumettista, vi consiglio vivamente di porre rimedio a questa lacuna fiondandovi nella fumetteria/libreria più vicina e fare mambassa dei suoi libri di illustazione. Per informazione il maestro Toppi ha realizzato anche parecchi fumetti, no. fumetti è riduttivo, meglio dire opere a fumetti. Ma di quest'ultime mi riservo il piacere di parlare più diffusamente in un secondo momento.
Nel frettempo eccovi qualcuna delle sue illustrazioni, tanto per farvi un'idea della sua mostruosa bravura.
Seconda segnalazione; Claire Wendling.
Rimaniamo nel campo dell'illustrazione con questa autrice incredibilmente brava. Questa donna deve avere una facilità di disegno che rasenta il sovrannaturale, per tacere poi dell'incredibile naturalezza sia dei movimenti sia delle espressioni. Allucinantemente brava, non mi viene altro terminie per descriverla.
Anche di lei, come per Toppi, mi riservo di parlarne in un post più lungo, dove poter analizzare meglio le sue doti tecnico/stilistiche.
Per il momento vi consiglio, quando andrete in fumetteria per il maestro Toppi, di riservarvi qualche Euro per le sue opere, ne vale la pena.
Ecco qualche immagine, tanto per farvi gola.
giovedì 14 luglio 2011
Consigli non richiesti: Preacher. (comics, Garth Ennis)
Piccolo quiz, dove potete trovare riuniti insieme in un unico fumetto un vampiro irlandese alcolizzato, una sventola bionda dal brutto carattere e il grilletto facile e un ex predicatore che ha nientepopodimeno che il potere del verbo dalla sua parte?
Risposta: In Preacher naturalmente.
Nata nel 1994 e conclusasi nel 2000, la serie a fumetti di Preacher edita dalla DC sotto l'etichetta Vertigo comics nasce dalla dissacrante mente di Garth Ennis ed è realizzata graficamente dall'arte del disegnatore Steve Dillon, le fantastiche copertine sono invece opera di Glenn Fabry.
Questo fumetto parla.... bè un attimo, ragioniamo, di cosa parla esattamente Preacher?
Se dovessi fare una sinossi di questa serie dovrei dire che parla di un'entità di nome Genesis che, nata dall'unione clandestina tra un angelo del signore (masculo) e un demone (femmina) è scappata dal paradiso per andarsi ad unire all'anima del reverendo Jesse Custer, ora questa entità fuggiasca al momento della loro unione ha dato al reverendo Custer il potere del “verbo” ovvero il potere di comandare a qualunque essere mortale o meno attraverso l'uso delle parole, che tradotto in parole povere sta a significare che se Jesse da un qualsiasi ordine a chicchessia, quello deve eseguirlo, letteralmente! Quindi, ricapitolando; se Jesse usando il verbo ti ordina di metterti a testa in giù e abbaiare alla luna, tu, volente o nolente, ti metti a testa in giù e abbai alla luna, punto.
Ritornando alla sinossi; dov'ero rimasto? Ah si! Al verbo, insomma Jesse Custer si ritrova addosso tutto quel potere divino e decisamente nei casini, visto e considerato che quando il simpatico essere chiamato genesis si è unito a lui, ha raso al suolo l'intera città in cui il nostro protagonista faceva il predicatore, a questo punto entrano in scena Tulip e Cassidy, la prima è la ex di Jesse e sta scappando da una sparatoria (che ha cominciato lei) a bordo di un furbone scoperto alla cui guida sta Cassidy, che, oltre ad essere il proprietario del suddetto furgone è anche un vampiro, si avete capito bene un vampiro, per altro irlandese e come se non bastasse un po (tanto) alcolizzato.
A questo punto accadono un bel po di cose, ma non essendo io particolarmente sadico, mi astengo dal rivelarvi il resto della trama, vi basti sapere che nel primo albo cartonato della versione italiana ci sono anche, nell'ordine: Qualche angelo, uno sceriffo molto molto particolare ( tra le altre cose, ha una sua personalissima teoria sugli ufo ) faccia da culo, no, non mi sto riferendo allo sceriffo, è proprio un personaggio che si chiama così, un serial killer chiamato il predatore-maciullatore, una stranissima coppia di sbirri e....ah si dimenticavo! Ci sarebbe anche il santo degli assassini.
Conclusa la sinossi di Preacher vediamo di parlare un pochino più diffusamente dei punti di forza di questa serie.
Quel geniaccio di un irlandese che risponde al nome di Garth Ennis con questa serie mette sul tavolo tutta la sua bravura e tutto il suo estro grottesco; cattivo, salace, dissacrante oltre i limiti dell'umana immaginazione, Preacher è tutto questo e molto, molto di più.
All'interno di una trama decisamente grottesca e volutamente irrealistica, Ennis riesce a spiazzare lo spettatore con un'alternanza di scene che vanno dal grottesco/comico al drammatico, e con dei personaggi la cui caratterizzazione rivela un'abilità incredibile, se è vero infatti che Preacher è una serie prevalentemente grottesca non mancano in essa ne i momenti di introspezione, ne, come già detto, i momenti realmente drammatici, di quelli che, per usare una terminologia di solito legata al cinema, ti tengono incollato alla poltrona.
Ricapitolando, leggendo Preacher vi farete un sacco di risate, ma passerete anche qualche momento di reale suggestione drammatica.
Credetemi quando vi dico che nella vita di ogni vero lettore di fumetti c'è un prima e un dopo Preacher, leggere questa serie, significa spalancare le porte ad un nuovo modo di concepire il fumetto.
Non ci credete? Pensate che stia esagerando? Quando un mio amico mi consigliava questo fumetto, magnificandolo oltre ogni credibilità ero al pari di voi decisamente scettico, mi dicevo: <<Eh! Che sarà mai sto Preacher? Possibile che sia così allucinante-mente incredibile?>> Poi cedendo all'insistenza del mio amico ( è un tipo molto insistente ) ho provato ed alla fine mi è toccato ringraziarlo, (Ciao Mik) Preacher era veramente allucinante-mente incredibile.
Concludendo: CAPOLAVORO!!!
Concluso di magnificare lo sceneggiatore non posso esimermi dal parlare almeno un poco del disegnatore e del copertinista di questo fumetto.
Ai disegni troviamo l'ottimo Steve Dillon, parlando di lui posso dire che cercando in tutto il globo terraqueo non si sarebbe potutto trovare un altro disegnatore migliore di lui per questa specifica serie. Dillon riesce a rendere come nessun altro le espressioni dei vari personaggi, grottesche in una maniera del tutto particolare, anche solo vedere i volti dei vari Tulip , Jesse, Cassidy e gli altri in dati momenti, riesce a provocare nel lettore un attacco inarrestabile di risate. Grandissimo.
Altra menzione di merito per il copertinista Glenn Fabry di cui ho già parlato nella recensione dedicata a Slaine, è un illustratore eccezionale, basta guardarsi una delle sue copertine dipinte ad acrilico per rendersi conto della sua bravura.
Soggeto e sceneggiatura: Garth Ennis.
Disegni: Steve Dillon.
Copertine: Glenn Fabry.
Case editrice: DC Vertigo.
sabato 9 luglio 2011
Consigli non richiesti: Slaine.(comics)
Come? Non avete mai sentito parlare di Slaine Mc'Roth? Ahrgggg!!!!!
Pentitevi fumettarti! Pentitevi dei vostri peccati e in ginocchio con il capo cosparso di cenere compite un pellegrinaggio alla fumetteria più vicina, prima che gli dei del fumetto vi inceneriscano.
A parte gli scherzi, a chi di voi non conoscesse questo fumetto, partorito dalla genialissima (si lo so, non si dice genialissima, ma l'aggettivo geniale in questo caso sarebbe riduttivo) mente di Pat Mills, consiglio vivamente di fare ammenda e di fiondarsi in fummetteria e comprarlo, credetemi, mi ringrazierete.
Nato nell'ormai lontano 1983, edito dalla casa editrice Inglese 2000 Ad, ideato dal grandissimo Pat Mills, Slaine è un fumetto di stampo fantasy/mitologico che narra le vicende dell'eroe irlandese Slaine Mc'Roth, personaggio delle leggende celtico irlandesi, che si dice fu il primo re d'Irlanda.
Mills ha ripreso questo personaggio dalle saghe irlandesi per farci dono di uno dei personaggi dei fumetti meglio caratterizzati di tutta la storia dei comics.
Le prime vicende della lunga saga epic/fantasy di Slaine si svolgono inizialmente nel perduto regno di Tir-nan-og mitica terra da cui, sempre secondo le leggende celtiche, provengono i primi abitanti dell'Irlanda. Qui, Slaine è un vagabondo scacciato dal suo clan che percorre le strade dell'avventura, in mano la sua fida ascia chiamata Mordicervello, al suo fianco il (poco) fidato nano Ukko, nel cuore la voglia di avventure e di attaccare briga che contraddistingue ogni guerriero celtico che si rispetti, e sulla lingua quella frase geniale che ilnostro eroe ripete sempre prima di cominciare a spaittellare crani a colpi d'ascia frase che è tutto un programma: Baciami L'ascia!!!!!
Nel volgere della saga, Slaine diventerà poi il grande re dei celti per guidare il suo popolo contro i feroci Fomori capeggiati dal terribile Balor dall'occhio malvagio, e successivamente..... ma è meglio che mi fermi qui, a voi il piacere di scoprire dove il destino e gli dei celtici porteranno il nostro eroe.
Ora dovrei fare il mio dovere di recensore e spiegare a grandi linee gli elementi salienti di questo fumetto, ma credetemi quando vi dico che per spiegare bene tutti gli elementi messi nel calderone da Mills ci vorrebbe lo spazio di un'enciclopedia Treccani e non il ristretto spazio di una recensione da blog.
Fantasy, di quello con la F maiuscola, storia mitologica irlandese, epica fantasy mischiate sapientemente con elementi storici reali da Mills, ironia di qualità, che nelle storie di questo autore non manca mai, drammaticità ben espressa e mai pesante, poetica irlandese contestualizzata per essere godibile da un pubblico contemporaneo, sceneggiature perfette e dialoghi fantastici, questi gli elementi salienti che mi vengono in mente di primo acchito, anche se leggendo questo fumetto sono convinto che voi saprete trovarci anche altre cose, Slaine è un fumetto talmente complesso che ad ogni lettura ci si trovano nuove chiavi narrative.
Non posso terminare questa recensione senza fare menzione degli autori grafici che hanno contribuito alla grandissima nel fare di questo fumetto un qualcosa di irrinunciabile per ogni fumettaro che si rispetti.
Inizialmente disegnato dalla moglie di Pat mills Angela Kincaid, Slaine passa di mano rispettivamente a Mike McMahon e Massimo Belardinelli per poi giungere ai sapienti pennelli del grande Simon Bisley e dopo un'ulteriore passaggio all'altrettanto grande Glenn Fabry, chi mastica di fumetti a questo punto avrà ben compreso la grandezza di questo “parco” disegnatori/illustratori, da far tremare i polsi, attualmente Slaine è illustrato dall'ottimo Clint Langley.
Sogetto e sceneggiatura: Patt Mills.
Disegni/illutrazioni: Angela Kincaid, Mike McMahon, Massimo Belardinelli, Simon Bilsley, Glenn Fabry, Clint Langley.
Casa editrice: 2000 AD.
giovedì 7 luglio 2011
Wonder woman video
Come potete vedere mi sono divertito a smanettare un po con questo video, che ho realizzato usando le varie fasi di colarazione della mia pin-up di wonder woman, intendiamoci, non mi aspetto di vincere nessun premio oscar, il tutto è stato fatto più che altro per divertimento mio personale.
Comunque vdetevelo, non per altro per la canzone di sottofondo che è molto bella, anche se in effetti a risentirla ora, non è che centri moltissimo con Wonder Woman, ma vabbè, quando una canzone è bella è bella sempre, anche fuori contesto.
mercoledì 6 luglio 2011
Simone Bianchi ottiene un super rinoscimento a San Diego.
Fa piacere in questo periodo in cui la nostra povera Italia è sbefeggiata in tutto il mondo causa scandali e bunga-bunga vari, che un'italiano ottenga riconoscimenti importanti nel proprio campo lavorativo, rialzando in questo modo almeno un pochetto le nostre quotazioni.
E' il caso dell'artista Simone Bianchi, autore grafico di comics prima per la Dc comics (lanterna verde, batman) e da qualche anno a questa parte apprezzatissimo autore della scuderia marvel comics.
L'artista di origini lucchesi celebre per il tratto elaborato e personale, viene infatti celebrato quest'anno all'apertura di San Diego comicoon, famosa (e affollatissima) convenction di fumetti che richiama ogni anno apassionati della nona arte da tutto il mondo.
Simone esporrà i suoi lavori nella prestigiosa Chuck Jones Gallery.
Per maggiori informazioni clicca qui.
sabato 2 luglio 2011
wonder woman pin-up work in progress
Hello everyone.
Here you all the steps that I made for my pin-up wonder woman, I put you through the steps from the beginning, I started from the design in pencil originaleper get to the final result, I have put here every stage staining.
If you were interested in more technical details step by step, I suggest you look back a few posts on my blog, I put it here on my blog all the steps one by one, with attached explanation of what I wanted to do.
venerdì 1 luglio 2011
Capitan America, 22 luglio nelle sale.
A quanto pare ci siamo arrivati, il 22 luglio, in piena, caldissima estate uscirà anche nelle sale italiane Capitan America, il primo vendicatore, per la regia di Joe Johnston e come protagonista Chris Evans, con la partecipazione, tra gli altri di Tommy Lee Jones.
La storia credo che almeno a grandi linee la conosciate quasi tutti; durante la seconda guerra mopndiale il giovane Steve Rogers, mingherlino (e asmatico) giovane idealista viene scartato alla visita al centro di arruolamento dove si era recato ovviamente per arruolarsi e servire così la sua patria, respinto per via del suo fisico il giovane viene però ammesso al progetto segretissimo del supersoldato, dove dopo varie vicende diventerà appunto Capitan America e qui mi fermo per non rivelare a chi non avesse mai letto il fumetto del vendicatore a stelle e strisce, tutta la trama del film.
Film atteso, e atteso a mio parere da una bella prova, personaggio Cap molto difficile da rendere al meglio senza scadere in una cosa troppo retorica, vedremo come regista e interpreti se la sono cavata, dal trailer, personalmente (e strananemtne) sono moderatamente ottimista, bè vedremo.
Qui di seguito vi metto il trailr in Italiano.
La storia credo che almeno a grandi linee la conosciate quasi tutti; durante la seconda guerra mopndiale il giovane Steve Rogers, mingherlino (e asmatico) giovane idealista viene scartato alla visita al centro di arruolamento dove si era recato ovviamente per arruolarsi e servire così la sua patria, respinto per via del suo fisico il giovane viene però ammesso al progetto segretissimo del supersoldato, dove dopo varie vicende diventerà appunto Capitan America e qui mi fermo per non rivelare a chi non avesse mai letto il fumetto del vendicatore a stelle e strisce, tutta la trama del film.
Film atteso, e atteso a mio parere da una bella prova, personaggio Cap molto difficile da rendere al meglio senza scadere in una cosa troppo retorica, vedremo come regista e interpreti se la sono cavata, dal trailer, personalmente (e strananemtne) sono moderatamente ottimista, bè vedremo.
Qui di seguito vi metto il trailr in Italiano.
20000 sterline, personaggi, fase quattro: Mitch.
Ed ecco a voi l'ultimo personaggio pricipale del mio fumetto, Mitch.
MITCH:
NOME: Mitch Williams
SOPRANNOME: nessuno
ATTIVITA: in teoria scommettitore professionista, in realtà sopravvive di espedienti il cui ricavato va nella quasi totalità a coprire le perdite di gioco
ALTEZZA: 1,72 cm
CAPELLI: castani
OCCHI: verdi
CARATTERE: pigro e sognatore
Mitch oltre che recitare il ruolo di spalla per il protagonista ( Lenny ) è anche un personaggio molto caratterizzato, che contribuisce a tenere alto il livello comico grottesco della storia.
Mitch; nome completo Mitch Williams, nasce a Londra nel 1971, figlio di prostituta e padre ignoto, sin da giovane età il piccolo mitch vive una vita fatta di povertà e espedienti.
Unico parente conosciuto è uno zio, ovviamente da parte di madre, affetto da meningite, che essendo stato in gioventù uno scommettitore incallito ha trasmesso questa passione al nipote, che ora si vanta di essere uno scommettitore professionista, in realtà il nostro Mitch, come si suole dire, non ne azzecca una neanche per sbaglio, così molto spesso, o per meglio dire praticamente sempre, è costretto a escogitare dei modi ( più o meno pazzeschi ) per non essere pestato a sangue come una bistecca dal creditore di turno. E’ proprio durante uno dei suoi piani notoriamente folli, che conosce Lenny, ( a sua volta impegnato a trovare soldi per non essere pestato come la sopra citata bistecca da uno dei suoi innumerevoli creditori ) l’amicizia nasce spontanea, d’altronde con dei caratteri così simili tra loro…….
20000 sterline, personaggi, fase tre: Lenny.
Signori e signore siamo alla fase tre, ecco a voi finlamnete in tutto il suo splendore; (rullo di tamburi) il protagonista del mio fumetto 20000 sterline; Lenny.
Ps: Se ci fosse qualche editore ben intenzionato di passaggio che volesse pubblicare questo fumetto, io mica mi offendo;)
Ps: Se ci fosse qualche editore ben intenzionato di passaggio che volesse pubblicare questo fumetto, io mica mi offendo;)
LENNY:
NOME: Leonard Mc Flay
SOPRANNOME: Lenny
ATTIVITA: Lenny vive o meglio sopravvive di espedienti di ogni genere, e svolge anche ogni tipo di lavoro che non comporti fatica fisica ne mentale, insomma che non comporti nessun tipo di fatica
ALTEZZA: 1.78 cm
CAPELLI: neri
OCCHI: neri
CARATTERE: pigro e svogliato ma estroverso
Lenny è il protagonista principale della trama di 20000 sterline, è infatti il fulcro delle vicende che ruotano attorno alla storia.
Lenny, nome completo Leonard Mc Flay, di origini irlandesi nasce a Dublino nel 1972, figlio di genitori benestanti, ( il padre è avvocato penalista ) il giovane Leonard sin dalla più tenera età viene avviato a una brillante carriera scolastica, che dovrà poi condurlo sulla strada dell’avvocatura. Studente e figlio integerrimo; tutto, nella vita di Lenny scorre su binari precisi e molto ben avviati, finche all’età di diciotto anni, il nostro Leonard conosce per la prima volta l’amore, sfortuna vuole che la ragazza di cui si innamori, non sia propriamente quel che si dice una ragazza per bene. Andrea Flanagan, questo il nome della giovane pulzella, infatti, oltre a far scoprire al nostro giovane eroe i piaceri dell’amore, lo porta a scoprire anche quelli dell’alcol, del gioco d’azzardo e non ultimi quei piaceri proibiti che derivano dall’uso vario e costante di quasi tutte le sostanze stupefacenti leggere che si conoscano.
Ora, questo tipo di piaceri hanno il difetto di essere alquanto costosi, soprattutto se, come nel caso di Lenny, in una coppia che si abbandona ai suddetti piaceri, a pagarne i costi è uno solo. Il nostro giovin eroe, si trova, ora quindi con un grosso dilemma da risolvere, non potendo contare sulla comprensione finanziaria del padre, rigidamente tradizionalista e, alquanto severo in materia di vizi giovanili, è obbligato a rimediare i soldi in altri modi, purtroppo, questi altri modi comprendono cose come il furto d’auto, lo scippo e il furto con scasso. Bisogna essere sinceri, per quanto il nostro Leonard si impegnasse, non era veramente gran che come ladro, difatti dopo tre mesi dall’inizio della sua neonata carriera criminale, viene beccato in flagranza di reato, mentre cerca di aprire illecitamente una macchina, ovviamente, come ognun sa, essere beccati comporta l’arresto che a sua volta comporta un processo, che a sua volta ancora ( nel caso di Lenny ) comporta uno scandalo, infatti per un noto e stimato avvocato penalista dalla reputazione immacolata come il padre di Leonard non è bella cosa dover essere costretti a difendere il proprio figlio in un pubblico processo.
Risolto quindi con successo il caso del proprio diletto figlio, il nostro stimato e irreprensibile avvocato, come prima cosa si premura di diseredare il povero Lenny e di scacciarlo, letteralmente, a calci in culo da casa.
Ora, la situazione di Leonard non era propriamente delle più rosee, solo come un cane, ( la diletta e fedelissima compagna, appena sentito puzzo di bruciato aveva infatti pensato bene di tagliare la corda il più velocemente possibile ) senza il becco di un quattrino e senza prospettive per il futuro, pensa bene di lasciare la natia Dublino e di trasferirsi a Londra, dove comincia a condurre una piacevole esistenza di espedienti di ogni genere.
E qui a Londra lo troviamo ancora felicemente impegnato a condurre la solita vita fatta di piccole truffe e piccoli furti inframmezzati a espedienti più o meno pazzeschi.
20000 sterline, personaggi, fase due: Hulk
Signori, signore e giovani rampolli; ecco a voi Hulk, uno dei personaggi della mia storia a fumetti 20000 sterline, ambientata in quel di Londra, e (purtroppo) mai uscita, ma cissà forse un giorno,,,,,
HULK:
NOME: Lazlo Borgorovitch alias: Wilbur Walsh, alias: Rodrigo Motoya, alias: Greg Wonder
SOPRANNOME: Hulk
ATTIVITA: gestore e proprietario del pub molly malone/ piccolo malavitoso inserito nel mercato dell’usura e del riciclaggio di merce rubata
ALTEZZA: 1.90 cm
CAPELLI : biondi
OCCHI: celesti
CARATTERE: estremamente irascibile
Il personaggio di Hulk all’interno della storia, appare come proprietario del pub molly malone, dove svolge anche il ruolo di barista. Il pub, come d’altronde il suo proprietario, svolgono un ruolo importante nello svolgimento della trama, Hulk, vero nome; Lazlo Borgorovich è figlio di genitori bielorussi immigrati clandestinamente negli stati uniti negli anni settanta con il figlio appena undicenne. Dal padre, (piccolo malavitoso costretto a scappare dalla natia città di Minsk per contrasti mai sanati col boss locale ) il piccolo Lazlo apprende con profitto i mestieri di pappone e picchiatore, mestieri questi che svolgerà con successo fino all’età di ventidue anni, quando una spiacevole serie di incomprensioni con il locale distretto di polizia di Chicago lo spingono a prendersi un lungo periodo di vacanza.
Prima tappa della vacanza è il Canada, dove il nostro Lazlo, che ora, per comprensibili motivi di privacy, preferisce farsi chiamare Wilbur Walsh, si ritrova a lavorare come taglialegna per circa sei mesi, dopo i quali viene espulso dal Canada per: Rissa, danneggiamenti, oltraggio, resistenza a pubblico ufficiale ecc.
Dopo una breve parentesi come passeggero su una nave in veste di clandestino, ritroviamo il nostro eroe in Colombia dove rimane per circa dieci anni, impiantando, sotto il nome di Rodrigo Montoya, una fiorente attività di import export tra la Colombia e gli stati uniti, in società con i fratelli Nadinho e Vinicio Escobar. La parentesi colombiana termina quando la macchina dei suddetti fratelli Escobar salta in aria ad opera di mandanti sconosciuti. Affranto per la dipartita dei suoi soci in affari, e spinto forse anche da due tentativi consecutivi di omicidio ai suoi danni, il nostro, lascia la Colombia per la più tranquilla Inghilterra.
Sbarcato nella terra di Albione all’inizio degli anni novanta acquista il pub molly malone; simpatico ed ameno caseggiato posizionato nei sobborghi di Londra. Nel pub, il buon Lazlo, ( al momento meglio conosciuto sotto il nome di Greg Wonder ) avvia una fortunata attività di usura e riciclaggio di merce rubata. Al presente lo troviamo ancora stanziato dentro il molly malone, dove conduce vita spensierata, dividendosi tra la gestione dell’amato pub, ( dove è ormai amichevolmente soprannominato Hulk, oltre che per la somiglianza con l’omonimo lottatore, anche per una millantata carriera come lottatore ) ed i suoi affari con il sottobosco malavitoso londinese.
20000 sterline schede personaggi.
Salve a tutti, qualche tempo fà ho postato qui sul mio blog una mia vecchia sceneggiatura facente parte di un prtogetto poi mai realizzato., il tittolo era 20000 sterline, ora, recuperato un'aòltra porxzzione di file dai miei polverosi archivi informatici, eccomi a postare le schede dei personaggi del sopracitato progetto.
Il tutto. come al solito, deve essere considerato come una mera fonte d'informazioni per chi volesse farsi un'idea di come si realizza un fumetto.
Vi metto anche il link alla sceneggiatura. eccolo:
20000 sterline sceneggiatura.
ecco la prima caraterizzazzione:
Il tutto. come al solito, deve essere considerato come una mera fonte d'informazioni per chi volesse farsi un'idea di come si realizza un fumetto.
Vi metto anche il link alla sceneggiatura. eccolo:
20000 sterline sceneggiatura.
ecco la prima caraterizzazzione:
IL DAMERINO:
NOME: Adrian Le Cerche
SOPRANNOME: il damerino
ATTIVITA: gestisce un piccolo impero malavitoso nel cuore di Londra
ALTEZZA: 1.78
CAPELLI: castani
OCCHI: azzurri
CARATTERE: permaloso e vendicativo.
Il damerino riveste un ruolo cruciale nella trama di 20000 sterline, difatti è sia l’antagonista principale di Lenny, ( il protagonista ) sia, in un certo qual modo, il motore propulsore della storia, tutto infatti inizia perché Lenny, indebitato per 20000 sterline col damerino, cerca di rimediare i soldi combinando un affare, (poi fallito) con Hulk, indebitandosi in questo modo anche con lui. Da questo punto, che è poi l’inizio del fumetto vero e proprio, comincia una spirale crescente di guai e equivoci che procedendo in un crescendo umoristico grottesco confluiscono in un finale risolutivo.
Spiegato il ruolo del damerino all’interno della trama, passiamo a descrivere il personaggio e le sue caratteristiche.
Il damerino, vero nome; Adrian Le Cerche, nasce a Lione, Francia, nel 1970. Figlio di genitori contadini, il giovane e turbolento Adrian, alla tenera età di quattordici anni decide che la vita del contadino non rientra nelle sue prospettive, e così, dopo essersi accomiatato dagli amatissimi e comprensivi genitori, e dopo aver schivato una fucilata del padre, forse non contento della misteriosa sparizione di una notevole quantità di denaro dalla propria casa, il nostro piccolo vagabondo si dirige alla volta di Parigi.
Arrivato nella capitale, il buon Adrian si dedica con perseveranza al compito di dilapidare nel più breve tempo possibile il denaro cosi generosamente donatogli dal padre, la perseveranza e l’impegno profusi dal nostro eroe sono cosi notevoli, che, nel giro di un anno, riesce, con notevole anticipo sulla tabella di marcia che si era imposto, a conseguire il proprio scopo. Cosi, lieto e soddisfatto della sua riuscita impresa, l’ora quindicenne Adrian si butta con il notevole impegno che abbiamo potuto constatare in lui, nella rutilante professione del borseggiatore di strada.
Dopo un periodo di dieci anni, che lo vedono progredire nel ramo della criminalità, passando in breve, da semplice borseggiatore a ricettatore, per poi arrivare al grado di spacciatore, passando per gli scalini intermedi di rapinatore a mano armata e pappone, il non richiesto interesse della gendarmeria parigina per la sua persona, lo spingono a lasciare Parigi in tutta fretta.
E’ a Marsiglia che ritroviamo il giovane, partito undici anni prima dalla natia Lione, tuttavia il piccolo e rozzo contadino si è ormai trasformato in un elegante e attraente uomo, queste notevoli qualità, fanno in breve breccia nel cuore di molte giovani e facoltose ragazze, permettendo così ad Adrian di intraprendere una nuova professione; il gigolò.
Tra le molte conquiste che il nostro rubacuori si lascia alle spalle, una in particolare è meritevole di nota; Annemarie De Boguire, figlia del capo incontrastato della malavita marsigliese, questa giovane ragazza colpisce in tal modo Adrian che se ne innamora di colpo, guadagnandosi in questo modo una posizione di rilievo all’interno dell’organizzazione del padre. In verità, i soliti invidiosi descrivono la ragazza come un mostro ributtante, con un carattere in tutto degno di una gorgone, ma si sa, al cuor non si comanda.
Tuttavia il nostro Adrian, nella sua idilliaca felicità aveva un problema, ovvero il suddetto cuore batteva spesso e volentieri anche per altre ragazze, ora, quando ci si è impegnati con la figlia di un boss malavitoso con un forte concetto dell’onore, che, tra l’altro, non passa per essere un uomo molto disposto al perdono, saggezza vorrebbe che si rinunciasse a corteggiare altre donne.
Tuttavia la saggezza non era tra le molte virtù che il protagonista di questo scritto possedeva, così spesso e volentieri il nostro bel Adrian passava piacevoli nottate in compagnia di leggiadre e spensierate bellezze locali. Fu proprio quando, stava uscendo di casa per una di queste piacevoli serate, che, all’improvviso, forse lievemente insospettito dalla vista di tre energumeni armati di kalasnikov che stavano salendo le scale, che il nostro eroe decise che era più salutare lasciare al più presto la Francia.
Inghilterra, Londra, è qui che circa un anno dopo ritroviamo le tracce del nostro fuggiasco, appena giunto nella capitale dell’impero britannico, Adrian si da subito da fare con la solita energia che lo sappiamo possedere; nel giro di un anno si ritrova a capo di un piccolo ma emergente impero criminale che spazia i suoi interessi dallo sfruttamento della prostituzione al commercio di stupefacenti, passando per il racket delle estorsioni, come si noterà il nostro piccolo contadino era destinato a farne, di strada.
Ora è conosciuto e temuto con il nomignolo di: damerino, per l’abitudine ad essere sempre vestito con insolita eleganza, sconosciuta nel mondo della malavita londinese, e per i modi estremamente affettati che esibisce in giro, tutto ora sembra andare secondo le sue aspettative, finché un bel giorno…………
mercoledì 29 giugno 2011
relazione d'anatomia.
Salvea tutti, oggi, rimettondo un pò d'ordine nei millemila file presenti nel mio hard Disk ormai giunto al limite dell'esplosione, ho ritrovato un mio scritto quasi risalente al periodo giurassico, quando ancora ragazzetto frequentavo l'accademia di belle arti, lo scrittto in questione è una relazione d'anatomia che trattava di anatomia appunto e di super eroi, o meglio del rapporto tra essi e l'anatomia.
Mi ha divertito molto rileggere una cosa così vecchia, un pò strana e a tratti quasi pretenziosa, cos' ho deciso di postarla qui sul blog.
Potrebbe forse essere utile a qualcuno per farsi un'idea sulla matodologia di lavoro di un'autore di comics, anche se devo precisare che essa non deve essere assolutamente letta come una lezione di nessun tipo, semplicemente perchè non mi sento in grado di dare lezioni a nessuno, al massimo potrebbe essere un'utile fonte di informazioni per qualcuno ai primissimi inizi come disegnatore, si insomma: tanto per farsi un'idea.
Comunque sia, eccola, buona lettura:
Ps: E scusate lo stile decisamente ampolloso, ma in fondo era una relazione scolastica. ;)
Mi ha divertito molto rileggere una cosa così vecchia, un pò strana e a tratti quasi pretenziosa, cos' ho deciso di postarla qui sul blog.
Potrebbe forse essere utile a qualcuno per farsi un'idea sulla matodologia di lavoro di un'autore di comics, anche se devo precisare che essa non deve essere assolutamente letta come una lezione di nessun tipo, semplicemente perchè non mi sento in grado di dare lezioni a nessuno, al massimo potrebbe essere un'utile fonte di informazioni per qualcuno ai primissimi inizi come disegnatore, si insomma: tanto per farsi un'idea.
Comunque sia, eccola, buona lettura:
Ps: E scusate lo stile decisamente ampolloso, ma in fondo era una relazione scolastica. ;)
RELAZIONE DI ANATOMIA:
L’importanza della costruzione anatomica della figura umana nel fumetto super eroistico:
PREMESSA.
Al momento di scegliere l’argomento per questo mio testo, ho voluto trattare un branca peculiare del vasto mondo dei comics, ho scelto di parlare della produzione super eroistica, perché credo che tale branca del fumetto sia poco conosciuta e anche un poco snobbata nel nostro paese, anche dal mondo del fumetto italiano.
Io credo, ma badate è un’opinione puramente personale, che tale atteggiamento sia da considerarsi un poco ingiusto, verso una tipologia di fumetto che, nel bene e nel male ha contribuito molto alla diffusione del fenomeno comics nel mondo.
Ecco perciò il motivo della scelta di un argomento tanto peculiare.
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Quando ci si sofferma ad osservare, anche solo superficialmente, un fumetto di stampo super eroistico, la prima cosa che salta agli occhi, sono senza dubbio le forme anatomiche dei protagonisti.
E’ difatti ben difficile non notare le figure in copertina che, in pose iper dinamiche, fanno sfoggio della loro muscolatura perfetta invogliando il lettore ad acquistare l’albo a fumetti.
A prescindere da ogni considerazione di stampo moralistico, è infatti ben difficile misconoscere
l’effetto che questi personaggi riescono a creare nei lettori; un effetto di ammirazione- emulazione, che, soprattutto, nei lettori più giovani, che costituiscono, tra l’altro, la fetta di mercato più consistente per questo genere di comics, costituisce una parte considerevole del successo dei super eroi.
Soffermandosi ad analizzare questo fenomeno mediatico, ci si accorge immediatamente che grande parte del successo editoriale di personaggi come Super man, Batman Wolverine ecc. sia infatti da imputare al modo di realizzare l’anatomia dei personaggi.
Difatti questi personaggi vanno a toccare a mio parere, la parte inconscia presente in ognuno di noi, quella componente fanciullesca che, sopra tutto quando si è ragazzini, ci proietta in un mondo dove noi siamo gli eroi senza paura che sconfiggono il male con un sorriso sulle labbra e la battuta sempre pronta.
Anatomia, è questa la parola magica; immaginiamoci per un attimo Batman che emerge dalle ombre in un oscuro vicolo di Gotham city, davanti a lui, un criminale; potrebbe essere il Joker, come un qualsiasi ladruncolo, il dettaglio saliente è che sia terrorizzato, la pistola che ha in mano trema, mentre la punta verso l’uomo pipistrello. Ora vediamo il cavaliere oscuro farsi avanti, è avvolto nel lungo mantello, poi, con un gesto teatrale il mantello viene scostato e……. scopriamo che Batman ha il fisico dell’impiegato statale medio, pochi ma inconsistenti muscoli e una vistosa pancetta che straborda sulla bat cintura.
Poco credibile, vero? Probabilmente a questo punto della scena il Joker o il ladruncolo che sia, stramazzerebbe al suolo dalle risate, ( il Joker sicuramente. ) e sarebbe la fine della gloriosa carriera del giustiziere di Gotham.
A parte questa piccola licenza umoristico – grottesca, il concetto che voglio esprimere, è, come la fisicità inumana, passatemi questo piccolo paradosso, di questi personaggi a fumetti sia necessaria, quasi fondamentale, per la buona riuscita di quella strana miscela alchemica che mantiene personaggi come Super man e Batman, se pur con molti alti e bassi, sulla cresta dell’onda da sessanta anni a questa parte.
Dicendo questo, sia chiaro, non voglio in alcun modo sminuire il grande, anzi grandissimo apporto della figura dello scrittore, difatti se la componente anatomica è fondamentale in questo genere di comics, altrettanto lo è la parte scritta, di ideazione, in un connubio imprescindibile che da vita a quella che Hugo Pratt definiva letteratura disegnata.
Fatta questa breve ma doverosa precisazione, torniamo in argomento; Fino ad adesso ho cercato ( e spero di esserci riuscito ) di spiegare come la componente anatomica sia fondamentale nei comics che trattano super eroi, ora vorrei passare ad analizzare il fautore di questa anatomia, ovvero l’autore grafico, o disegnatore, come viene chiamato qui in Italia.
Difatti la maggioranza dei fruitori di comics è erroneamente portata a pensare che, tutto sommato, disegnare dei tizi in calzamaglia che svolazzano tra i palazzi non sia poi così difficile, questione di allenamento.
La realtà invece è ben altra, imparare a disegnare l’anatomia in modo professionale, richiede anni di paziente apprendistato.
Innanzi tutto bisogna partire dalle basi, e studiare in modo approfondito l’anatomia classica.
Il primo passo è senza dubbio studiare lo scheletro umano e imparare le sue proporzioni, il secondo passo è studiare e mandare a memoria la forma anatomica di ogni singolo muscolo visibile e impararne i movimenti, difatti nel fumetto, l’anatomia non è mai statica, in quanto anche quando i personaggi sono immobili, si tratta comunque di posizioni rilassate che richiedono un attento studio per non rischiare di cadere in posizioni forzate e rigide, ovvero innaturali, da qui, l’importanza di conoscere le varie forme anatomiche e le variazioni che i movimenti comportano sulle suddette forme anatomiche.
Quando si è cominciato a padroneggiare le proporzioni e le forme anatomiche si dovrebbe passare alla fase successiva, ovvero lo studio della figura in movimento.
Difatti come ci insegna il grande Burne Hoggarth, ( i cui libri sono imprescindibili per chiunque voglia disegnare comics ) Lo studio anatomico nei fumetti, di qualunque tipo, deve essere affrontato sapendo che la figura umana dovrà interagire dinamicamente con lo spazio circostante.
Quindi, quando si passa a questa fase dello studio, non basterà più conoscere le variazioni che i movimenti comportano sulle singole forme anatomiche, ma imparare a muovere la figura nel suo insieme in modo armonico, allenandosi al contempo ai vari, possibili e pressoché infiniti movimenti di camera, si dovranno perciò imparare le riprese sia dal basso che dall’alto, e non finisce qui, visto che sarà necessario imparare a far interagire la figura con l’ambiente circostante.
Questa fase è particolarmente difficile in quanto ci si dovrebbe abituare a disegnare la figura nelle posizioni più imprevedibili che la mente di uno sceneggiatore possa concepire.
Provate ad immaginare di dover realizzare una sequenza narrativa dove Spider man è accovacciato sul tetto di un palazzo, lo sceneggiatore vi ha indicato che il simpatico arrampica muri è ripreso di spalle dall’alto, sullo sfondo si vede una strada di New York, con tanto di macchine che sfrecciano.
Difficile? Questo è niente, il fruitore medio di comics non ha la più pallida idea di quanto possa essere diabolico uno sceneggiatore, (e so di cosa sto parlando essendo anche uno sceneggiatore) propinando al povero disegnatore di turno riprese ultra complesse.
Il passo seguente è lo studio delle espressioni umane, questo studio è fondamentale per la recitazione dei personaggi, difatti l’espressione dona anima e carattere ai personaggi ed è fondamentale per comunicare i vari stati d’animo.
Terminata questa difficilissima fase, si passa subito a quella immediatamente successiva, non sarà più infatti sufficiente la conoscenza dell’anatomia classica, arrivato a questo punto, l’aspirante fumettaro dovrà imparare a trascendere la normale anatomia umana per passare ad una super umana.
In fondo stiamo parlando di super eroi, credo quindi che sia facile comprendere la differenza che passa tra una normale anatomia umana, per quanto sviluppata essa possa essere, e quelle degli eroi dei comics.
Difatti, l’anatomia super eroistica per essere tale, deve andare oltre il normale, per raggiungere l’ideale, difatti la figura del super eroe ha una così grande presa sul pubblico proprio per la sua esteriorità esagerata, il super eroe è in conclusione quello che il lettore vorrebbe essere ma non può.
Tradotto nella pratica, il disegnatore deve imparare a rendere le forme anatomiche esasperate al massimo, tenendo presente che il tipo di cartuning, termine questo, usato per indicare appunto l’anatomia esasperata dei comics, può variare molto a seconda dei personaggi che si illustrano.
Questo perché i super eroi devono trasmettere con la loro esteriorità anche carattere e tratti salienti del personaggio.
Spider man, per esempio, ha un tipo di anatomia molto esasperata ma che al contempo deve essere longilinea, deve insomma trasmettere un senso di agilità e di velocità, al contrario l’anatomia di un personaggio come Hulk deve trasmettere sin dal primo colpo d’occhio un’idea di possanza fisica immensa.
Imparare dai grandi maestri è sempre cosa buona e giusta, ma in questa fase diventa a mio parere addirittura fondamentale.
Non bisogna aver paura di “copiare” i grandi maestri, perché solo copiando, si possono arrivare a comprendere i segreti di questa arte e giungere alla fine ad un proprio peculiare stile di disegno.
Bisogna perciò superare quell’arroganza comune purtroppo a molti, che spinge tanti principianti a considerarsi degli autori completi appena riescono a realizzare una anatomia umana appena decente.
Il mestiere di autore grafico di comics richiede, una forte dose di fiducia in se stessi e nelle proprie possibilità ma anche ed in egual misura, una grandissima dose di umiltà.
E’ almeno a mio parere perciò, sbagliato credere di poter raggiungere un proprio personale stile di disegno in poco tempo, tralasciando la parte di apprendimento necessaria che comporta il “guardarsi” gli altri autori.
Apprende dai maestri i “trucchi del mestiere” è inoltre utile per raggiungere il necessario livello di professionalità che comporta questo, come altri mestieri.
Chi infatti crede che fare il fumettaro sia un lavoro che richieda poco impegno sarà ben presto smentito dalla dura realtà; riuscire a diventare dei professionisti, comporta molte ore di duro lavoro ogni giorno, e la necessita di impadronirsi di diverse discipline come la prospettiva , la regia, la composizione e cosa importantissima la comprensione della sequenzialità.
Ma ora sto forse andando un poco fuori tema, per tornare al nocciolo della questione, passerò ora a esporre le varie scuole di pensiero della costruzione anatomica nei comics super eroistici.
Innanzi tutto è doverosa una piccola premessa; La produzione di comics che trattano di super eroi , è diffusa quasi esclusivamente negli Stati Uniti d’America, anche se, tale produzione è esportata, con alterne fortune, in quasi tutto il mondo.
Quindi la disamina delle varie scuole o stili, di disegno tratterà solo ed esclusivamente la produzione americana, ovviamente nel mondo sono presenti molte altre scuole, ugualmente importanti per la comprensione del fenomeno fumetto nella sua globalità.
Tuttavia, visto la specificità dell’argomento in discussione, tali scuole non verranno qui trattate.
Rimando il lettore che fosse interessato a tale argomento a testi ben più competenti di quello che tenete tra le mani.
Tengo inoltre a precisare che la disamina che seguirà, sarà incentrata solo ed esclusivamente sul fumetto super eroistico, quindi, anche all’interno della produzione americana si tratterà solo ed unicamente di una branca specifica di tale enorme ed affascinante scuola.
- La scuola iper realistica:
Questa tipologia di disegno nasce con il maestro Burne Hogart, è difatti dagli insegnamenti di quest’artista che si sviluppano una serie di disegnatori che fanno dell’esasperazione anatomica il loro cavallo di battaglia.
In questo stile, la muscolatura assume dimensioni e forme anatomiche esasperate anche rispetto alla produzione media super eroistica, i super eroi diventano ancora più super del “normale,” la muscolatura è qui portata all’eccesso.
Tipici di questa corrente sono anche i virtuosismi che sfuggono alle esigenze narrative, per assumere connotati quasi illustrativi e diciamolo pure, anche un poco auto celebrativi.
Anche i movimenti e le inquadrature sono tese a mettere in risalto le doti virtuosistiche del disegnatore, facendo assumere ai personaggi delle e vere proprie “pose.”
Massimo esponente di questa scuola è senza alcun dubbio Claudio Castellini, che ha raggiunto il massimo livello nell’esasperazione, sia a livello di forme anatomiche sia di inquadrature e movimenti, fino ad essere considerato a sua volta la scelta migliore per l’apprendimento delle forme anatomiche e delle inquadrature esasperate.
- La scuola dinamica:
Il capostipite di questa corrente è Jim Lee, autore di origini coreane, questo artista ha saputo importare con grande successo elementi tipici dei comics giapponesi e coreani negli stati uniti, fondendoli con il peculiare modello anatomico americano, riscuotendo agli inizi degli anni ottanta un successo enorme, e dando inizio ad una scuola di disegno che continua a furoreggiare anche ai giorni nostri.
L’elemento peculiare che questo intraprendente cartonist ha importato in America è la dinamicità esasperata in cui i giapponesi sono maestri.
I personaggi di questa corrente “bucano” il foglio, con pose tese a dare l’idea di un movimento portato all’eccesso. Tipico di questa scuola è anche l’uso delle linee cinetiche, atte ad sottolineare ancora di più il senso di movimento.
- La scuola classica:
La scuola classica non ha un capostipite vero e proprio in quanto è andata maturando nel corso degli anni, avvalendosi dell’apporto di svariate generazioni di disegnatori.
Fin dagli albori dei super eroi si è andata infatti formando una tipologia di disegno che lentamente ha preso connotati quasi iconici.
Questa corrente non ha tratti peculiari degni di nota, in quanto rappresenta il sub strato “classico” su cui si sono poi appoggiate le altre scuole.
I tratti fondamentali vanno perciò andati a cercare fuori dal mondo super eroistico, a quella generazione di pionieri antecedenti a Super Man, primo super eroe propriamente detto, a quella generazione, dicevamo, che veniva dal disegno o dall’illustrazione classici, un nome su tutti;
Alex Raymanond, il padre di quel Flash Gordon , personaggio questo, che conteneva molti di quegli elementi che avrebbero poi caratterizzato i super eroi.
Da ricordare tra i maestri “classici” Bob Kane, il padre di Batman e il grandissimo John Buscema, i cui disegni hanno ispirato ben più di qualche generazione di autori.
Terminata questa escursione nelle principali scuole di disegno vorrei passare a spiegare brevemente le varie fasi con cui viene realizzato un super eroe.
- IMPOSTAZIONE:
Tenendo presente che i super eroi che si andranno a disegnare rientrano in quel meccanismo sequenziale che sono i comics, e che quindi i suddetti personaggi saranno inseriti in un contesto specifico in cui dovranno interagire con l’ambiente circostante in modo dinamico, si incomincia ad abbozzare lo spazio o ingombro, che la figura andrà ad occupare all’interno della vignetta o della pagina, tenendo presente anche il tipo di movimento che il super eroe dovrà compiere, dopo di che si abbozzano gli ingombri degli altri elementi presenti.
E’ essenziale in questo primo stadio, accertarsi che i pesi siano distribuiti bene all’interno della vignetta o della pagina, tenendo presente le indicazioni dello sceneggiatore, e il tipo di effetto o impressione che vogliamo suscitare nel lettore.
Non dimentichiamo che in questa prima fase il disegnatore dovrà tenere conto anche degli spazi occupati dal lettering e dalle possibili onomatopee.
- DISEGNO:
Si passa ora a impostare nel dettaglio, in primis il movimento del super eroe, prestando attenzione che il suddetto movimento, qualunque esso sia, risulti fluido e coerente con le esigenze narrative.
Terminata l’impostazione del movimento del personaggio si passa a definire l’ambiente circostante ed eventuali altre figure dinamiche.
- DEFINIZIONE:
In questa fase si comincia a lavorare la figura del nostro personaggio nel dettaglio; le forme anatomiche vengono definite con cura, il viso viene dotato di espressione, e i vari elementi circostanti vengono anch’essi definiti.
E’ fondamentale tenere a mente come si vorrà poi inchiostrare la figura e l’ambiente, in modo da aver già chiaro in testa con una buona approssimazione i pesi che l’inchiostrazione andrà a occupare ed abbozzarli di conseguenza, importante ricordarsi che in un fumetto una data vignetta deve essere sempre sequenziale alla vignetta precedente e a quella successiva, andranno quindi tenuti presenti gli equilibri di bianco e nero dell’intera tavola, se si sta disegnando una singola vignetta, o delle pagine precedenti e successive in caso si stia realizzando una splash page, ovvero quando si realizza un’intera tavola come se fosse un’enorme singola vignetta.
- PARTICOLARI:
Si passerà ora alla definizione dei vari particolari presenti nel disegno, questi particolari vanno dai dettagli più minuti sia del personaggio, come le pieghe del mantello o i particolari della cintura o della maschera, a l’espressione del super eroe e delle varie eventuali altre figure, i capelli e l’ambiente circostante.
- IMPOSTAZIONE DELL’INCHIOSTRAZIONE:
Arrivati a questo punto si comincerà a impostare, sempre a matita, le masse di nero che
verranno occupate dall’inchiostrazione.
Qui è fondamentale tenere a mente che l’inchiostrazione gioca un ruolo fondamentale, per tutti i tipi di comics, ma nel genere super eroistico può essere ancora più determinante.
Infatti con l’inchiostrazione si dovrà implementare la muscolatura del personaggio, si dovrà cioè realizzare un tipo di inchiostrazione che metta in risalto la muscolatura, ricordandosi anche di un altro elemento peculiare dei super eroi; il costume, l’inchiostrazione deve infatti giocare con i vari tipi di costume, mettendone in evidenza le particolarità.
Da tenere in considerazione che, per talune tipologie di personaggi questo fattore raggiunge dimensioni essenziali, pensiamo ad esempio a Batman; In questo personaggio il costume gioca un ruolo talmente importante da divenire parte integrante della psicologia del personaggio.
L’uomo pipistrello infatti rende il meglio di se, da un punto di vista di fascinazione grafica, quando l’autore riesce a giocare con il buio della notte, ( quasi sempre presente nelle sue storie )
Facendo immergere ed emergere il personaggio nell’oscurità e giocando appunto con i dettagli del costume, come il mantello, la maschera ecc..
- RIPASSO:
Siamo giunti alla conclusione di questo piccolo excursus nel modus operandi di questa tipologia particolare di comics.
Rimane ora solo il ripasso, ultima ma non meno importante fase.
Al contrario di quanto si potrebbe pensare, il ripasso non è solamente un vuoto esercizio di precisione, ma una fase fondamentale essa stessa, fase questa dove vengono ripassate le line esterne in modo da conferire spessore al disegno a matita, e realizzati i riempimenti.
Con questo ho terminato il mio piccolo viaggio in questa branca dei comics, a volte bizzarra ma sempre affascinante, che sono i super eroi.
Ho cercato di esprimere con questo mio testo, innanzi tutto, il mio personale punto di vista su un fenomeno che ha trasceso ormai da tempo i confini del mondo cartaceo dei comics per innalzarsi a vero e proprio fenomeno mediatico, pensiamo solamente a film, alcuni veri e propri capolavori di “genere”( i due Batman di Tim Barton, sopra gli altri ) o ai video giochi, i cartoni animati ecc.
In secondo luogo, ho cercato di comunicare le mie conoscenze sulle varie metodologie con cui si realizzano questi fumetti, lungi da me l’intento di insegnare qualcosa a chi che sia, per questo vi sono testi ben più qualificati del mio, ho solamente e puramente cercato di gettare un pò di luce su un dietro le quinte che rimane spesso e volentieri sconosciuto ai più.
Ho, insomma cercato di far comprendere al lettore quanto, interessante, complesso e difficile sia
Il lavoro di chi illustra questo tipo di comics.
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