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giovedì 14 luglio 2011

Consigli non richiesti: Preacher. (comics, Garth Ennis)




Piccolo quiz, dove potete trovare riuniti insieme in un unico fumetto un vampiro irlandese alcolizzato, una sventola bionda dal brutto carattere e il grilletto facile e un ex predicatore che ha nientepopodimeno che il potere del verbo dalla sua parte?
Risposta: In Preacher naturalmente.
Nata nel 1994 e conclusasi nel 2000, la serie a fumetti di Preacher edita dalla DC sotto l'etichetta Vertigo comics nasce dalla dissacrante mente di Garth Ennis ed è realizzata graficamente dall'arte del disegnatore Steve Dillon, le fantastiche copertine sono invece opera di Glenn Fabry.
Questo fumetto parla.... bè un attimo, ragioniamo, di cosa parla esattamente Preacher?
Se dovessi fare una sinossi di questa serie dovrei dire che parla di un'entità di nome Genesis che, nata dall'unione clandestina tra un angelo del signore (masculo) e un demone (femmina) è scappata dal paradiso per andarsi ad unire all'anima del reverendo Jesse Custer, ora questa entità fuggiasca al momento della loro unione ha dato al reverendo Custer il potere del “verbo” ovvero il potere di comandare a qualunque essere mortale o meno attraverso l'uso delle parole, che tradotto in parole povere sta a significare che se Jesse da un qualsiasi ordine a chicchessia, quello deve eseguirlo, letteralmente! Quindi, ricapitolando; se Jesse usando il verbo ti ordina di metterti a testa in giù e abbaiare alla luna, tu, volente o nolente, ti metti a testa in giù e abbai alla luna, punto.
Ritornando alla sinossi; dov'ero rimasto? Ah si! Al verbo, insomma Jesse Custer si ritrova addosso tutto quel potere divino e decisamente nei casini, visto e considerato che quando il simpatico essere chiamato genesis si è unito a lui, ha raso al suolo l'intera città in cui il nostro protagonista faceva il predicatore, a questo punto entrano in scena Tulip e Cassidy, la prima è la ex di Jesse e sta scappando da una sparatoria (che ha cominciato lei) a bordo di un furbone scoperto alla cui guida sta Cassidy, che, oltre ad essere il proprietario del suddetto furgone è anche un vampiro, si avete capito bene un vampiro, per altro irlandese e come se non bastasse un po (tanto) alcolizzato.
 
A questo punto accadono un bel po di cose, ma non essendo io particolarmente sadico, mi astengo dal rivelarvi il resto della trama, vi basti sapere che nel primo albo cartonato della versione italiana ci sono anche, nell'ordine: Qualche angelo, uno sceriffo molto molto particolare ( tra le altre cose, ha una sua personalissima teoria sugli ufo ) faccia da culo, no, non mi sto riferendo allo sceriffo, è proprio un personaggio che si chiama così, un serial killer chiamato il predatore-maciullatore, una stranissima coppia di sbirri e....ah si dimenticavo! Ci sarebbe anche il santo degli assassini.



Conclusa la sinossi di Preacher vediamo di parlare un pochino più diffusamente dei punti di forza di questa serie.
Quel geniaccio di un irlandese che risponde al nome di Garth Ennis con questa serie mette sul tavolo tutta la sua bravura e tutto il suo estro grottesco; cattivo, salace, dissacrante oltre i limiti dell'umana immaginazione, Preacher è tutto questo e molto, molto di più.
All'interno di una trama decisamente grottesca e volutamente irrealistica, Ennis riesce a spiazzare lo spettatore con un'alternanza di scene che vanno dal grottesco/comico al drammatico, e con dei personaggi la cui caratterizzazione rivela un'abilità incredibile, se è vero infatti che Preacher è una serie prevalentemente grottesca non mancano in essa ne i momenti di introspezione, ne, come già detto, i momenti realmente drammatici, di quelli che, per usare una terminologia di solito legata al cinema, ti tengono incollato alla poltrona.
Ricapitolando, leggendo Preacher vi farete un sacco di risate, ma passerete anche qualche momento di reale suggestione drammatica.
Credetemi quando vi dico che nella vita di ogni vero lettore di fumetti c'è un prima e un dopo Preacher, leggere questa serie, significa spalancare le porte ad un nuovo modo di concepire il fumetto.
Non ci credete? Pensate che stia esagerando? Quando un mio amico mi consigliava questo fumetto, magnificandolo oltre ogni credibilità ero al pari di voi decisamente scettico, mi dicevo: <<Eh! Che sarà mai sto Preacher? Possibile che sia così allucinante-mente incredibile?>> Poi cedendo all'insistenza del mio amico ( è un tipo molto insistente ) ho provato ed alla fine mi è toccato ringraziarlo, (Ciao Mik) Preacher era veramente allucinante-mente incredibile.
Concludendo: CAPOLAVORO!!!

Concluso di magnificare lo sceneggiatore non posso esimermi dal parlare almeno un poco del disegnatore e del copertinista di questo fumetto.
Ai disegni troviamo l'ottimo Steve Dillon, parlando di lui posso dire che cercando in tutto il globo terraqueo non si sarebbe potutto trovare un altro disegnatore migliore di lui per questa specifica serie. Dillon riesce a rendere come nessun altro le espressioni dei vari personaggi, grottesche in una maniera del tutto particolare, anche solo vedere i volti dei vari Tulip , Jesse, Cassidy e gli altri in dati momenti, riesce a provocare nel lettore un attacco inarrestabile di risate. Grandissimo.
Altra menzione di merito per il copertinista Glenn Fabry  di cui ho già parlato nella recensione dedicata a Slaine, è un illustratore eccezionale, basta guardarsi una delle sue copertine dipinte ad acrilico per rendersi conto della sua bravura.


Soggeto e sceneggiatura: Garth Ennis.
Disegni: Steve Dillon.
Copertine: Glenn Fabry.
Case editrice: DC Vertigo.

sabato 9 luglio 2011

Consigli non richiesti: Slaine.(comics)







Come? Non avete mai sentito parlare di Slaine Mc'Roth? Ahrgggg!!!!!
Pentitevi fumettarti! Pentitevi dei vostri peccati e in ginocchio con il capo cosparso di cenere compite un pellegrinaggio alla fumetteria più vicina, prima che gli dei del fumetto vi inceneriscano.

A parte gli scherzi, a chi di voi non conoscesse questo fumetto, partorito dalla genialissima (si lo so, non si dice genialissima, ma l'aggettivo geniale in questo caso sarebbe riduttivo) mente di Pat Mills, consiglio vivamente di fare ammenda e di fiondarsi in fummetteria e comprarlo, credetemi, mi ringrazierete.
Nato nell'ormai lontano 1983, edito dalla casa editrice Inglese 2000 Ad, ideato dal grandissimo Pat Mills, Slaine è un fumetto di stampo fantasy/mitologico che narra le vicende dell'eroe irlandese Slaine Mc'Roth, personaggio delle leggende celtico irlandesi, che si dice fu il primo re d'Irlanda.
Mills ha ripreso questo personaggio dalle saghe irlandesi per farci dono di uno dei personaggi dei fumetti meglio caratterizzati di tutta la storia dei comics.

Le prime vicende della lunga saga epic/fantasy di Slaine si svolgono inizialmente nel perduto regno di Tir-nan-og mitica terra da cui, sempre secondo le leggende celtiche, provengono i primi abitanti dell'Irlanda. Qui, Slaine è un vagabondo scacciato dal suo clan che percorre le strade dell'avventura, in mano la sua fida ascia chiamata Mordicervello, al suo fianco il (poco) fidato nano Ukko, nel cuore la voglia di avventure e di attaccare briga che contraddistingue ogni guerriero celtico che si rispetti, e sulla lingua quella frase geniale che ilnostro eroe ripete sempre prima di cominciare a spaittellare crani a colpi d'ascia frase che è tutto un programma: Baciami L'ascia!!!!!
Nel volgere della saga, Slaine diventerà poi il grande re dei celti per guidare il suo popolo contro i feroci Fomori capeggiati dal terribile Balor dall'occhio malvagio, e successivamente..... ma è meglio che mi fermi qui, a voi il piacere di scoprire dove il destino e gli dei celtici porteranno il nostro eroe.
Ora dovrei fare il mio dovere di recensore e spiegare a grandi linee gli elementi salienti di questo fumetto, ma credetemi quando vi dico che per spiegare bene tutti gli elementi messi nel calderone da Mills ci vorrebbe lo spazio di un'enciclopedia Treccani e non il ristretto spazio di una recensione da blog.
Fantasy, di quello con la F maiuscola, storia mitologica irlandese, epica fantasy mischiate sapientemente con elementi storici reali da Mills, ironia di qualità, che nelle storie di questo autore non manca mai, drammaticità ben espressa e mai pesante, poetica irlandese contestualizzata per essere godibile da un pubblico contemporaneo, sceneggiature perfette e dialoghi fantastici, questi gli elementi salienti che mi vengono in mente di primo acchito, anche se leggendo questo fumetto sono convinto che voi saprete trovarci anche altre cose, Slaine è un fumetto talmente complesso che ad ogni lettura ci si trovano nuove chiavi narrative.
Non posso terminare questa recensione senza fare menzione degli autori grafici che hanno contribuito alla grandissima nel fare di questo fumetto un qualcosa di irrinunciabile per ogni fumettaro che si rispetti.



Inizialmente disegnato dalla moglie di Pat mills Angela Kincaid, Slaine passa di mano rispettivamente a Mike McMahon e Massimo Belardinelli per poi giungere ai sapienti pennelli del grande Simon Bisley e dopo un'ulteriore passaggio all'altrettanto grande Glenn Fabry, chi mastica di fumetti a questo punto avrà ben compreso la grandezza di questo “parco” disegnatori/illustratori, da far tremare i polsi, attualmente Slaine è illustrato dall'ottimo Clint Langley.

Sogetto e sceneggiatura: Patt Mills.
Disegni/illutrazioni: Angela Kincaid, Mike McMahon, Massimo Belardinelli, Simon Bilsley, Glenn Fabry, Clint Langley.
Casa editrice: 2000 AD.




venerdì 8 luglio 2011

Consigli non richiesti: L'Ussaro (Arturo Pérez-Reverte )







Cariche gloriose di cavalleria, gli stendardi sventolanti alla brezza della gloria, l'eroismo di un guerriero impavido che combatte per l'onore della patria, la morte eroica, non vano sacrificio ma un prezzo da pagare per il proprio paese........Tutte stronzate, la guerra è sangue e merda, nessun ideale, nessun senso, solo sangue, lacrime e potenzialità buttate nell'assurdo calderone della battaglia.
Questo il messaggio, se messaggio ci deve essere, del libro che vi vado a recensire.
Nato dalla fantasia e dall'esperienza di reporter di guerra di uno degli scrittori spagnoli contemporanei di maggior successo, L'Ussaro di Arturo Pérez-Reverte si presenta come un libro che tratta della guerra franco spagnola ai tempi di Napoleone Bonaparte e dell'occupazione francese della Spagna e della relativa guerra che vide affrontarsi l'esercito francese contro la resistenza spagnola, fatta di partigiani dai lungi pugnali che combattevano una guerra di agguati sanguinosi, a cui i  francesi rispondevano con una durissima repressione che non risparmiava nessuno, insomma una guerra sporca, di quelle cattive, senza pietà ne chiesta ne data da tutte e due le parti.


Poche righe sopra ho parlato di messaggio, ma forse sarebbe più appropriato parlare di cronaca, una cronaca di guerra scritta da Reverte che vede come protagonista un giovane sottotenente degli Ussari francesi di nome Frederic Glluntz, giovane con la testa piena di ideali di racconti e di gloria da romanzo che si troverà ben presto costretto a fare i conti con la dura realtà di una guerra sporca, fatta di impiccati lungo la strada, e cadaveri mutilati.
Il libro inizia lento, riflessivo, per procedere verso una progressione di fatti sempre più frenetici e cattivi, sino alla conclusione che lascia un amaro in bocca che è assai difficile da togliere.
L'Ussaro è il primo libro di Arturo Pérez-Reverte , primo e uno dei più belli a mio personalissimo parere, di questo scrittore che ci ha regalato libri di grande bellezza e particolarità come Il club Dumas da cui è poi stato tratto il film La Nona porta con Johnny Depp, e la saga del Capitano Alatriste, anche questo trasposto, con assai minor successo nelle sale con il film Il destino di un guerriero con il pur ottimo Viggo Mortensen.
Da leggere assolutamente.


martedì 5 luglio 2011

Consigli non richiesti: Primo comando. (Patrick O'Brian)




Cambiamo un po', lasciamo per un attimo il mondo del cinema e delle serie Tv per buttarci nel rutilante mondo della letteratura, e letteratura con la L decisamente maiuscola visto che andremo ad occuparci del primo libro della saga di Jack Aubrey e Stephen Maturin.
Nato dalla geniale mente di Patrick O'Brian, Primo comando, è, come detto il romanzo d'apertura delle vicende che vedono protagonisti il comandante inglese Aubrey, capitano della Royal navy nel periodo delle guerre napoleoniche ed il suo inseparabile amico, nonché chirurgo di bordo (e agente segreto al servizio della corona britannica) Stephen Maturin, dottore di origine mista irlandese/spagnola.
In Primo comando, conosciamo i due protagonisti nell'inizio della loro amicizia. Siamo in Spagna durante le prime fasi della guerra che vede contrapposte la Francia, non ancora napoleonica e L'Inghilterra, l'incontro tra i due avviene ad un concerto tenuto dalla moglie del comandante del porto (di cui Jack è l'amante) di Mahon, località spagnola in mano alla corona britannica, il loro incontro è tutto fuorché amichevole, i due infatti arrivano quasi alle mani, ma si sa, le migliori amicizie cominciano spesso e volentieri in modo burrascoso e così è per i due che ben presto si ritrovano amici. Ad un pranzo offerto da Jack a Stephen per festeggiare il suo primo comando, Aubrey, saputo che l'altro è medico, gli fa la proposta che darà il via alle avventure dei due, Jack offre infatti al neo amico il posto di chirurgo di bordo della corvetta di sua maestà britannica Sophie,
Stephen accetta riconoscente, (era infatti in una situazione economica pressoché disastrosa) ed è questo l'inizio delle avventure della coppia che si protrarranno, con grande diletto dei lettori per ben venti seguitissimi romanzi, ventuno se consideriamo l'ultimo uscito postumo e incompleto.
Che dire di questo romanzo senza rischiare di rovinarne la trama con spoiler sgraditi?
In primo comando ci sono tutti gli elementi che hanno portato al meritatissimo successo di O'Brian,
Descrizioni particolareggiate delle manovre delle navi e della vita della marina militare inglese, tanto accurate quanto mai noiose o ridondanti, scelta azzeccatissima dei personaggi, che sono la più grande risorsa dello scrittore, Jack e Stephen sono infatti caratterizzati alla perfezione, entrambi grandi conoscitori dei loro rispettivi mestieri quanto incompetenti e, se mi passate il termine, incasinati nel resto, tutt'altro che perfetti nella vita “civile” Jack è un pasticcione incredibile per quanto riguarda i rapporti sociali quanto Stephen è misantropo e assolutamente inaffidabile  in tutto quello che ha a che fare con il mare, varie volte lo vedremo nei suoi tentavi assolutamente involontari e reiterati di affogarsi in tutti i modi possibili ed immaginabili.
Come detto, due personaggi tutt'altro che perfetti e per questo assolutamente fantastici.
Altra forza di questo libro, e conseguentemente di tutta la serie di romanzi, è la musica, i due protagonisti come forse ricorderete si sono conosciuti ad un concerto non per caso, sono infatti entrambi appassionati musicisti dilettanti, violino per Jack, violoncello per Stephen, e la musica la fa da padrona durante tutta la loro saga, Boccherini, Mozart, Vivaldi e molti altri vengono tutti suonati , discussi e amati aggiungendo un elemento di particolarità ai romanzi che ha molto contribuito a decretarne il successo, come si può anche vedere gustandosi il film Master and commander. (sfida ai confini del mare.) tratto appunto dalla serie di romanzi di Patrick O'Brian.
Da leggere assolutamnete.


lunedì 4 luglio 2011

Consigli non richiesti: Lo chiamavano Trinità, R.I.C.D.I. (recensione in conflitto di interessi)

Partiamo da una premessa di manleva, è per me parecchio difficile recensire questo film cercando, (non mi illudo di riuscirci) di rimanere obiettivo e non sperticarmi in elogi entusiastici ad ogni riga, sono un fan della coppia Bad Terence praticamente da sempre, quindi, cari lettori, siete avvisati.
Detto ciò, partiamo con la recensione.
Signori giù il cappello ( da cowboy naturalmente) di fronte ad un film che ha fatto storia.
Uscito nel 1970 per la regia di Enzo Barboni, che firma anche soggetto e sceneggiatura, Lo chiamavano Trinità nasce, secondo quanto raccontato dai due protagonisti in diverse interviste, con l'intento di essere uno spaghetti western dal tono brillante, pare quindi di capire che Barboni, che per la cronaca al tempo firmava i suoi film secondo la moda dell'epoca con lo pseudonimo di “ E.B. Clucher”, non intendesse affatto realizzare un film comico/satirico che prendesse in giro il genere spaghetti western.
Bè, fosse nelle sue intenzioni o meno, Barboni realizza un capolavoro comico/satirico di proporzioni epocali, basti pensare che questa pellicola è uno dei film italiani più visti nel mondo, con un seguito di fan da mettere paura, altro dato interessante sono il numero di repliche che Trinità ha collezionato negli anni, tutti gli anni, senza esclusioni, rete quattro manda in onda questo film, seguito poi a ruota da tutti gli altri della coppia Bad Spencer Terence Hill, riscuotendo ad ogni passaggio un ottimo share di telespettatori, e questo nella sola Italia, se calcolassimo le repliche andate in onda negli altri paesi raggiungeremmo un cifra mostruosa, per tacere poi di siti, blog, forum di discussione, fan-club ecc. ecc. sparsi per mezzo mondo, questi i dati che danno la stima del successo di questo film e della coppia di attori.
I protagonisti di questa pellicola che ha lanciato Carlo Pedersoli (Bud Spencer) e Mario Girotti (Terence Hill) sono due fratelli, Trinità (Terence Hill) e Bambino (Bud Spencer), il primo è un pistolero dal carattere svogliato, che va in giro facendosi trascinare dal suo cavallo a bordo di una specie di sgangheratissima slitta, senza una meta, senza uno scopo, ma con un gran talento per mettersi e mettere gli altri (sopratutto Bambino) nei guai, è conosciuto dalle orde di pistoleri che lo vorrebbero sfidare, come “la mano destra del diavolo” per la sua velocità con la pistola.
Segni particolari: Oltre il caratteristico odore che lo fa riconoscere a miglia di distanza, (E' un ragazzo molto pulito il nostro Trinità) un gran prurito alle mani.

Parliamo ora un po' di Bambino, “la mano sinistra del diavolo”, un colosso barbuto dal carattere decisamente irascibile. All'inizio del film lo troviamo dietro ad una stella di sceriffo, ma non lasciatevi ingannare dalla prima impressione, Bambino in realtà è un ladro di cavalli (“E neanche tanto bravo!” questo secondo Trinità) che si è trovato a fare lo sceriffo in una maniera molto, molto particolare, in attesa che i suoi uomini Faina e il Timido lo raggiungano, “Per andarmene in California a fare qualche buon colpo.” Ma poi nel bel mezzo dell'attesa arriva il suo caro fratellino e gli incasina di brutto le cose.
Antagonista del film è Il Maggiore, un allevatore di cavalli che vorrebbe strappare una particolare valle agli “agricoltori” un gruppo di non meglio precisati religiosi/contadini che fanno della non violenza il loro credo, in aiuto degli “Agricoltori” e sopratutto di due bellissime agricoltrici, giungerà Trinità che con l'aiuto di Bambino ( A dir il vero più che altro interessato ad una mandria di cavalli ancora da marchiare.) daranno al cattivo una lezione scandita al suon ritmato di una sfilza di cazzotti.
Da menzionare anche l'altro cattivo, Mezcal, un desperado messicano con un nome che è tutto un programma.
Film questo che oltre ad aver lanciato la coppia Pedersoli Girotti, ha avuto il merito di essere il primo di una serie di film con protagonisti i due attori che fanno genere a se, con un tipo di umorismo reso con una gestualità e una tempistica comica che sotto molti aspetti ricordano la “tecnica” di Stanlio e Olio, e con una caraterizzazione dei personaggi incentrata sul meccanismo della satira di genere: Se infatti andiamo ad analizzare i vari film della coppia, notiamo che appunto vanno a genere, Western, poliziesco, spionistico, avventura, ecc. ecc. prendendo i luoghi comuni del genere e costruendoci sopra un umorismo che fa dello stravolgimento dei topos narrativi la sua vera forza.
Non posso chiudere questa recensione senza menzionare i caratteristi del film, grandissimi, sono sicuramente parte integrante del successo di questa pellicola e di tutte le altre che vedono Terence Hill e Bud Spencer come protagonisti. Faina, Il timido, Jeff, Mezcal, tutti personaggi resi alla grande dai rispetti attori, il mitico Riccardo Pizzutti su tutti.
Insomma un film che come ho detto all'inizio ha fatto storia.
Da vedere assolutamente! (possibilmente davanti ad un piatto di fagioli.)

Interpreti principali:

Terence Hill: Trinità.
Bud Spencer: bambino.
Farley Earl Granger: Il Maggiore.
Remo Capitani: Mezcal.
Ezio Marano: Faina.
Luciano Rossi: Il Timido.
Riccardo Pizzutti: Jeff

Regia, soggetto e sceneggiatura:
Enzo Barboni.


sabato 2 luglio 2011

Consigli non richiesti: Detective Stone.

Dick Durkin: <<Se io fossi un essere religioso e non l'essere pensante che credo di essere, non direi che costui si crede Satana, direi che è Satana!>>
Detective Stone: <<Comunque, Satana è nella merda!!!>>
Ecco una degli scambi di frasi più fantastica del film che vi vado a recensire in queste mie quattro righe.
Detective Stone, film del 1992 diretto Tony Maylam e Ian Sharp con protagonista l'ineffabile Rutger Hauer nei panni del detective Stone.
Questo piccolo capolavoro di tamaraggine pre esplosione tarantino, (quando la tamaraggine non era ancora voluta) occupa un posto d'onore nel mio trash/archivio.
Il film in questione è ambientato in una Londra semifuturistica (siamo nel 2008) allagata e invasa dai ratti, dove Stone è un detective della squadra omicidi sospeso per comportamento psicotico (ah! I cari buoni vecchi luoghi comuni dei film d'azione degli anni ottanta, trovatemi un duro di quegli anni che non sia stato sospeso almeno una volta e vi pago da bere.) che dà la caccia ad un'introvabile serial killer che si diverte a strappare i cuori alle sue vittime per poi dargli pure un bel morso, (al cuore di solito ma a volte anche alle vittime) ora, non voglio assolutamente rovinarvi la geniale sorpresa, ma questo serial killer è molto, molto, particolare, in confronto il Dr. Hannibal Lecter è un boy scout!

Ad affiancare Stone in questa caccia senza quartiere e buon senso, ben presto arriverà il detective Dick Durkin (un nome geniale) esperto di serial Killer con svariate lauree e dalle strane abitudini che vi lascio il piacere di scoprire da soli.
Che dire d'altro su questo film? Che è diabolicamente fantastico, sinceramente non sono mai riuscito a decidermi se questo film sia trash in modo voluto e ragionato o invece la totale tamaraggine sia involontaria, anche se io propendo per la prima ipotesi, lascio a voi farvi un'idea su questo punto, ma comunque sia credetemi; questo film merita di essere visto, scene come quelle in cui i nostri tresh/eroi vanno nell'armeria a fare rifornimento sono imperdibili.

Responsabile armeria: <<No NO! Questa no!>>
Stone: <<Perché?>>
Responsabile armeria: <<Questa è una granata Megaton incendiaria! Si devasta una jungla con una di queste!>>

Fantastica la fotografia del film, trash o non trash, la fotografia è fatta veramente bene, sopratutto nei luoghi oscuri rende benissimo il clima, bravissimi gli attori, da Rutger Hauer (Stone) a Neil Duncan (Darkin) una menzione particolare all'interprete femminile Kim Cattrall (Michelle) che raggiungera in seguito la notorietà col telefilm Sex and the city.
Insomma se siete amanti dei buoni cari vecchi film d'azione e del trash, volontario o meno, non potete perdervi questo film.
Da vedere assolutamente.

Interpreti principali:

Rutger Hauer: Detective Stone.
Kim Cattrall: Michelle.
Neil duncan: Dick Durkin.


martedì 28 giugno 2011

Consigli non richiesti: il tredicesimo guerriero.

<<Ecco là io vedo mio padre, ecco là io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli, ecco là io vedo tutti i miei parenti defunti, dal principio alla fine. Ecco, ora chiamano me, mi invitano a prendere posto in mezzo a loro nella sala del Valhalla, dove l'impavido può vivere per sempre. >>

Questa una delle frasi di maggior impatto epico del film, viene detta durante la scena.....
Ma non anticipiamo i tempi, andiamo con ordine. Il tredicesimo guerriero, film uscito nelle sale nell'ormai remoto 1999 per la regia di John McTiernan con Antonio Banderas come protagonista, questo film storico dalle forti connotazzioni epiche è stato tratto dal libro “Mangiatori di morti” di Michael Crichton.
Andiamo ora a parlare un poco dell'ambientazione, la vicenda si svolge principalmete in scandinavia, o almeno questa è l'impressione anche se il luogo geografico non viene detto chiaramente, comunque, ovunque sia ambientata la vicenda di preciso si tratta di un regno di “grande re del nord” il re in questione è un vichingo e vichinghi, o meglio “normanni” sono anche i protagonisti (anche se in realtà non hanno niente della popolazione vichingo/francese storicamente identificabile con i normanni ma sono dei vichinghi a tutti gli effetti).
Quindi la storia si svolge tra foreste, caverne e mari dell'estremo nord, terre di nebbie e leggende, grandi avventure dal sapore epico e violenza a tutto spiano.
La storia è narrayta attraverso il personaggio di Antonio Banderas, Aḥmad ibn Faḍlān cronachista, poeta e arabo, mandato dal sultano nelle lontane terre del nord, qui avviene il suo incontro con i “normanni” come vengono chiamati i vichinghi in questo film, l'incontro avviene in prossimità del funerale del capo dei normanni, qui Ahmad otterrà il primissimo assaggio delle usanze normanne, che troverà strane, arcaiche ma affascinanti, finito il funerale, la mattina dopo avviene la svolta nel film; Wulfgard “il figlio di un grande re del nord” il giovane principe è arrivato all'accampamento per implorare l'aiuto di Buliwyf (il re dei normanni) la sua terra è minacciata da un'antica maledizione, solo dei grandi guerrieri posso portare aiuto.
A questo punto fa la sua comparsa in scena “l'angelo della morte” una vecchia indovina, che attraverso la divinazione tramite l'antica magia delle rune, svelerà il modo giusto per aiutare la gente del re del nord.
L'indovina consulta gli dei e dice che tredici guerrieri devono andare, inizia una delle scene più evocative del film, nella grande sala comune, in mezzo alle acclamazioni dei normanni, la vecchia estrae tredici rune, ad ogni runa è abbinato un guerriero che dovrà partire per questa grande avventura, le rune si susseguono una dietro l'altra, ad ognuna di esse, un guerriero risponde fiero alla chiamata, il primo ad alzarsi è il re, Buliwyf, poi seguono altri undici uomini, fino all'ultima chiamata, la vecchia dice che il tredicesimo guerriero non dev'essere normanno, nella sala comune cala il silenzio, tutti i visi sono rivolti verso Ahmad, che chiede stupito al suo amico Melchisidek “cosa vorresti dire? “ l'amico lo guardo fisso negli occhi e risponde: “il tredicesimo guerriero sei tu!”
Inizia così l'avventura di Ahmad ibn Fadan, conivolto suo malgrado nell'antica faida tra i normanni e il leggendario popolo di uomini bestia, i Wendol.
Questo film, trasuda epicità da tutti i fotogrammi della pellicola e si si passa sopra alle decise incongruenze di carattere storico, ( uno dei tredici guerrieri sfoggia un'armatura d aconquistadores spagnolo del millequattrocento) ci si trova di fronte ad un grande film, bellissima trama, grande fotografia e personaggi fantastici, ottimi, e non era facile, anche i dialoghi, epici ma senza diventare ampollosi.
Insomma un ottimo film sotto quasi tutti gli aspetti, come ho giò detto ci sono delle piccole incongruenze di carattere storico, ma credetemi ci si passa sopra con grande facilità, conquistati come si è dalla vicenda epica, tra l'altro il tredicesimo guerriero può, a mio parere sfoggiare uno dei finali più epici di tutta la filmografia epico/fantasy che mi sia capitato di vedere, da brividi dietro la schiena credetemi.
Da vedere con grande piacere.

Interpreti principali.

Ahmad ibn Fadan: Antonio banderas.
Buliwyf : Vladimir Kulich.
Skeld: Richard Bremmer.

Regia:
John McTiernan.

venerdì 24 giugno 2011

Consigli non richiesti: NCIS unità anticrimine.

“NCIS, centra qualcosa con CSI?”
“Solo se sei dislessico!”

Questa risposta geniale viene dall'agente Antony DiNozzo, durante una delle primissime puntate della prima serie di questo telefilm che vi vado con mio sommo gaudio or ora a recensire.
Andiamo con ordine, NCIS è un acronimo che sta per: Naval Criminal Investigative Service, della marina degli Stai Uniti d'America, in parole povere, un servizio federale che si occupa di tutti quei crimini che riguardano la marina militare statunitense. Nata come spin-off dalla serie JAG avvocati in divisa, con cui condivide lo stesso produttore, questa serie televisiva sin dalla prima serie si sgancia dalla serie madre, che in effetti non è che sia stà gran cosa e brilla d'un subito di luce propria, tanto che negli anni è arrivata a superare negli ascolti serie di “peso” come Dottor House.
Come descrivervela nelle poche parole di una recensione? Diciamo che il bello di questa serie è di non avere nulla ma proprio nulla di nuovo o d'innovativo al suo interno. Esatto, avete letto bene, sto glorificando il fatto che questo telefilm non abbia prodotto nessuna nuova trovata geniale, niente, nulla, nix!
Strano? Bizzarro? Per nulla signori e signore, non sono impazzito, il fatto è che tra una miriade di serie che si sforzano a tutti i costi di mettere sempre nuove trovate innovative sul fuoco degli ascolti, NCIS si basa sulle vecchie, solide, basiche tematiche dei vecchi telefilm dei tempi che furono; sceneggiatura ottima, personaggi caratterizzati da Dio, colpi di scena al momento giusto e senza esagerare (tipo Lost per fare un esempio, dove ogni puntata c'era un colpo di scena che capovolgeva tutta la trama) una buona dose di ironia e la non-continuity, ovvero, NCIS non ha una trama che si dilunga nel tempo ma è seriale, una puntata via l'altra, come ogni buona serie poliziesca che si rispetti.
Uno semplicemente si vede un paio di puntate a settimana e stop, senza starsi a domandare se il protagonista sopravviverà all'attacco dei licaoni mannari provenienti da lato oscuro dalla luna, (trama liberamente tratta da Lost) ogni puntata finisce e fine, se ne riparla alla settimana ventura.
Insomma, semplice, ben fatto, con personaggi fighi e molta sana ironia, questi gli elementi che contraddistinguono NCIS unità anticrimine.
A questo punto di solito inizio a parlare della trama, ma essendo, come detto qualche riga sopra, una serie a puntate senza una trama particolare, non saprei proprio cosa descrivervi, è un telefilm poliziesco, quindi ovviamente il punto focale sono le indagini, l'unica cosa di particolare rispetto ad altre serie crime è l'ambientazione, ovviamente trattando di crimini inerenti alla marina militare americana, moltissime scene si svolgono su navi, porti e luoghi consimili, altre cose paricolari non ce ne sono, la vera forza di questa serie, oltre tutto quello che ho già scritto è la squadra, dal capo Leroy Jethro Gibbs, burbero ma brillante ex marine, a Anthony "Tony" DiNozzo donnaiolo a apparentemente infatile braccio di destro di Gibs, e gli altri personaggi che non sto a descrivervi per non rovinarvi il piacere di scoprirli da soli.
Insomma una serie molto ben fatta.
Da vedere con piacere.
Come ultima cosa, vi segnalo che su rai due stanno dando le repliche della prima serie, il venerdi sera alla 21:00, tra l'altro la prima serie è amio parere una della più belle in assoluto.
Da vedere.

Attori principali:

Mark Thomas Harmon: Leroy Jethro Gibbs.
Michael Weatherly: Anthony "Tony" DiNozzo.
Sean Murray: Timothy "Tim" McGee
Cote de Pablo: Ziva David
Sasha Alexander: Caitlin "Kate" Todd

giovedì 23 giugno 2011

Consigli non richiesti: Alcune cosette interessanti.

Bè che dire, niente recensioni vere e proprie a questo giro, ma come da titolo vi segnalo alcune cose che ho trovato interessanti.
Per il primo suggerimento ecco qua una cosetta divertente che ho trovato, del tutto casualmente  su youtube, quando l'ho visto, mi sono disastrato dalle risate, ecco a voi:Epic rap battles of history


Da notare la catena da repper al collo di Darth Vader, tra l'altro, come potrete vedere il video che vi ho proposto non è il solo della serie, ci sono anche gli scontri tra altri personaggi storici e un po meno storici, si va da Beethoven VS Justin Bieber a Genghis Khan Vs Easter bunny e tanti altri.
Se vi volete fare due risate vedeteli, ne vale sicuramente la pena se non altro per l'idea geniale al limite della follia degli ideatori.

Passiamo a qualcosa di completamente diverso, diverso ma simile per quanto riguarda le risate.
Dall'inesauribile genio di corrando Guzzanti (rullo di tamburi) Aniene.
Che dire: Nulla guzzanti si presenta da solo, un uomo, un genio, Punto!
Purtroppo Aniene lo potrete vedere solo su Ski, managgia  a quei fetentoni che non fanno lavorare questo genio su le reti della tv pubblica, che il fulmine di Aniene li incenerisca tutti.


 


domenica 19 giugno 2011

Consigli non richiesti: Game of throne.


Lo confesso; sono un appassionato di fantasy, dal signore degli anelli al mondo del gioco da tavolo Warhammer non mi sono mai perso niente che avesse il pur vago sentore di genere fantasy, c'è anche da dire che la mia passione per questo genere è direttamente proporzionale al mio tasso di critica, insomma sono un vero “rompi” sempre pronto alla critica quando mi metto a guardare od a leggere una nuova opera che tratta di spade, elfi e consimili.
E' quindi con la mia barriera critica alzata alla massima potenza che mi sono messo a vedere questa serie, pronto, anzi prontissimo a farla a brani alla prima occasione e invece mi sono ritrovato a guardare un prodotto con i controfiocchi, Game of throne spacca e spacca di brutto.
Partiamo da una doverosa premessa, questa serie è tratta dal ciclo di romanzi “Cronache del ghiaccio e del fuoco” ( A Song of Ice and Fire ) dello scrittore George R.R. Martin e questa prima stagione si basa sul primo libro “Game of throne”.
Terminata la premessa, passiamo alla recensione vera e propria; Il telefilm inizia a Grande inverno la fortezza posta a guardia del confine nord dove, al comando delle genti del nord c'è Lord Eddard Stark, capofamiglia della casata Stark, storica famiglia che ha il compito di proteggere il regno dalle tribù dei bruti, un popolo nordico di selvaggi che dimorano oltre la barriera che separa le terre civilizzate da fredda desolazione del gelido nord, oltre i bruti Gli Stark devono vigilare anche sulla ricomparsa dei leggendari “estranei” popolo di guerrieri non umani che infestano le fiabe e leggende delle popolazioni nordiche, sempre timorose di un loro ritorno.

A sud, regna invece il re sul trono di spade, Robert Baratheon, grande amico e antico compagno d'armi di Lord Stark che un bel giorno si presenta a grande inverno per chiedere aiuto al vecchio amico. Il titolo di primo cavaliere del regno è vagante, causa prematura dipartita del precedente titolare, nell'aria aleggia il perfido odore del tradimento.
Inizia così la serie televisiva Game of throne, inizia bene e continua meglio, in questa serie c'è tutto quello che un appassionato di fantasy può legittimamente aspettarsi da una serie Tv, tradimenti, sesso, sangue, sentimento, paura, in Game of throne tutti questi elementi sono presenti e in gran quantità.
Fantastici i personaggi che girano intorno al leggendario trono di spade, tutti intenti alla conquista del potere, che in effetti, come da titolo, è la chiave di volta della trama, giochi del trono, rende benissimo l'idea del caleidoscopio di trame, tradimenti, complotti, incesti e sangue intessuti dai personaggi per la conquista del potere.

Ora passiamo un attimo a gli attori, fantastico Shaun Bean nel ruolo di Lord Stark, maestoso, mesto e rabbioso quando serve, era decisamente ora che questo attore, famoso per il ruolo di Boromir nel film del signore degli anelli, recitasse in un ruolo da protagonista, migliore scelta per questo personaggio non avrebbero davvero potuto fare.
Bravissimo anche Mark Addy nel ruolo del Re Baratheon, bravissimi anche i due Lannister Lena Headey nel ruolo della regina e Nikolaj Coster-Waldau nel ruolo di fratello della regina, da notare il fatto che finalmente i cattivi non sono dei bruttoni dall'aspetto perfido, che sembrano usciti da un film della Disney ma sono invece esteriormente dei belloni che sfoggiano sorrisi accattivanti e buone maniere, vero sopratutto per il ruolo del fratello gemello della regina.
Bravissimi in generale gli attori di questa serie, per cui non mi starò a dilungare oltre nel magnificarne le interpretazioni, anche se devo fare un'eccezione per Peter Dinklage nella parte del “folletto” terzo gemello della nobile famiglia Lannister e dunque fratello della regina, il suo è forse il personaggio più interessante della serie, anzi togliamo il forse, il suo è il personaggio più interessante della serie, punto.
Grande attore e lo dico senza alcuna stupida ironia riguardo alla sua statura, vermente una grande prova d'attore per un gran personaggio.
Insomma, se vi paicciono gli intrighi, le scene di sangue e di sesso e amate il fantasy, questo è la vostra serie televisiva.
Da guardare assolutamente.

Attori principali:

Shaun Bean: Lord Stark.
Peter Dinklage: Tyrion Lannister.
Mark Addy: Re Baratheon.
Lena Headey: Cersei Lannister. (regina)
Nikolaj Coster-Waldau: Jaime Lannister.

Casa di produzione: HBO.
Rete televisiva: HBO.


Tratto dai romanzi: “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” di George R.R. Martin.


venerdì 17 giugno 2011

Consigli non richiesti: Santoro “Signori entra il lavoro. Tutti in piedi”

Questa sera andrà in onda in stremaing dal sito del fatto quotidiano, di Repubblica e altri siti ancora lo spettacolo condotto da Michele Santoro sull'anniversario dei 110 anni della Fiom.
Lo spettacolo parlerà, stante quanto detto sul sito del "Fatto quotidiano" di lavoro, e altre tematiche, saranno presenti alla trasmissione, oltre il già citato conduttore Michele Santoro, Marco Travaglio, Vauro, Serena Dandini, Maurizio Crozza e altri.
L'evento che si terrà a Bologna nel parco di Villa Angeletti sarà come già detto trasmesso in streaming e andrà in onda anche su Tv regionali e locali,  “Signori entra il lavoro. Tutti in piedi” riprenderà il polt dell'evento "Rai per una notte" andato in onda, o meglio in rete, all'incirca un anno fa, e gia ci si aspetta un boom di pubblico.
Bene, staremo a vedere, personalmente ho trovato rai per una notte un evento molto interessante, memento di cosa potrebbe essere il servizio pubblico senza tante tagliole poste sul cammino di chi il servizio pubblico vorrebbe farlo al meglio delle sue possibilità.
Per chi fosse interessato metto il link al sito del fatto del quotidiano dove potrete trovare maggiori informazioni.
Link “Signori entra il lavoro. Tutti in piedi”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/15/signori-entra-il-lavoro-tutti-in-piedi-finanzia-linformazione-libera/118236/

lunedì 13 giugno 2011

Consigli non richiesti: Master and commander (sfida ai confini del mare)








Il film inizia con una didascalia stile star wars, la scritta ci spiega che siamo nel 1805 e Napoleone Bonaparte è sul punto di invadere l'Inghilterra con il suo esercito, la battaglia per evitare questa sconfitta, le forze inglesi la combattono sui mari di tutto il mondo con la Royal Navy.
Dopo questa doverosa premessa esplicativa del contesto storico in cui si muove la narrazione, vediamo apparire la Surprise, una fregata della sunnominata Royal Navy al comando del capitano Jack Aubrey detto il “jack il fortunato”, scorrono alcuni minuti della normale vita di una nave da guerra di sua maestà poi ecco fare la sua comparsa in scena una nave nemica, è la Acheron, naturalmente è francese e colta la Surprise di sorpresa quasi la affonda, ma sotto il comando di “jack” la nave inglese riesce a rifugiarsi in un banco di nebbia, dopo le riparazioni comincerà la lunga caccia della Surprise a vascello nemico.

Inizia così Master and commander film tratto dai bellissimi romanzi di Patrick O'brian, scrittore di origine irlandese poi naturalizzato inglese, che dopo una vita travagliata e assai interessante ( è stato un agente del controspionaggio inglese durante la seconda guerra mondiale), ci ha regalato una serie di romanzi che narrano le avventure di Jack Aubrey capitano della Royal navy e Stephen Maturin dottore di bordo, naturalista e agente segreto inglese, questi romanzi vantano una foltissima schiera di appassionati in tutto il mondo (tra cui chi vi scrive) e questo film riesce nel non facile intento di cogliere e convertire in pellicola i punti di forza delle opere letterarie di O'Brian.
C'è tutto, da la narrazione della vita di bordo di una fregata inglese, colta benissimo dal film, alla descrizione particolareggiata ma mai noiosa delle manovre della Surprise durante al navigazione, ma il vero punto di forza del film, come d'altronde dei romanzi sono le figure di jack e Stephen, entrambi eccelsi nei rispetti ruoli, marinaio e dottore/scienziato quanto incasinati nel resto, è proprio questo il punto di forza della coppia, entrambi sono infatti tutt'altro che perfetti ma insieme, come tutte le grandi coppie dei film/libri si completano alla perfezione.
Molto bravi Russell Crowe nei panni di jack, ruolo perfetto per lui che assomiglia un po al personaggio anche nella vita reale, e Paul Bettany nei panni di Stephen Maturin, ruolo non facile che riesce a rendere alla perfezione.





Altro punto di forza del film, anche questo ben presente nei libri è la musica, classica in questo caso, entrambi i protagonisti sono appassionati musicisti dilettanti (nei libri si sono conosciuti ad un concerto) e tutto il film e scandito da temi musicali bellissimi, da Boccherini a Mozart a Vivaldi, il violino e il violoncello dei due ci accompagnano per tutto il film, dando tra l'altro a questo film una delle colonne sonore più belle degli ultimi anni.
Che altro rimane da dire? La fotografia è eccezionale, la regia di Peter Weir è ottima, narra bene la trama e riesce a cogliere le pause della vita di mare senza renderle tempi morti.
Insomma, non volendo rovinarvi la trama spiattelandovela qui, vi dico solamente che se siete appassionati di film sul mare, bé questo non dovete assolutamente perdervelo.
Da vedere Assolutamente.


Protagonisti:

Russell Crowe: Jack Aubrey.
Paul Bettany: Stephen Maturin.
James D'Arcy: Tom Pullings.

Regista: Peter Weir.
Fotografia: Russell Boyd.

giovedì 9 giugno 2011

Consigli non richiesti: Razor (Battlestar Galactica)

Attenzione, questa recensione si occupa di elementi legati alla serie Battlestar Galactica, chi non conoscesse la serie può leggerne la mia recensione qui:

Consigli non richiesti: battlestar Galactica


Ora forse vi starete chiedendo: Ancora a parlare di Battlestar Galactica?
Risposta: Si! Ancora Battlestar Galactica, per la precisione in questa mia piccola recensione mi occuperò di un film per la Tv nato dalla sopracitata serie, Razor appunto.
Razor, che come detto, è un film tratto dalla serie sopracitata, si va a collocare cronologicamente in mezzo alla seconda serie di Battlestar Galactica, durante il primo periodo come comandante della Pegasus di Apollo, nome in codice di Lee Adama, (il figlio del comandante Adama, capitano del Galactica) La Pegasus, per chi non avesse visto la serie è una battlesar che i nostri profughi spaziali incontrano all'inizio della seconda serie.
Questa nave spaziale era originariamente comandata dall'ammiraglio Helena Cain, spregiudicata e alquanto crudele comandante della moderna nave da battaglia, che preso il comando della flotta coloniale in virtù del grado superiore, non tarda, per causa dei suoi metodi crudeli, a mettersi in fortissimo attrito col comandante Adama, questo attrito sfocerà ben presto in uno scontro aperto che porterà dopo varie vicende alla morte dell'ammiraglio per mano di una cylon “umana” precedentemente prigioniera sulla Pegasus. Alla morte di Helena Caine il comando della flotta passerà per via gerarchica ad Adama, che nominerà in successione ben tre comandanti della Pegasus, i primi due vengono levati di mezzo dagli sceneggiatori abbastanza velocemente per fare spazio appunto a Lee Adama Apollo.
Qui finisce il riassuntino della serie e comincia il film vero e proprio.


Razor è un film basato su due trame parallele e composto con forti dosi di flashback, i due filoni narrativi parlano uno della missione della Pagasus che dovrà trovare e distruggere un astrobase Cylon molto particolare, questa base stellare infatti è della vecchia generazione di cylon e ospita al suo interno uno dei primi “ibridi” umano-cyloni. Questi ibridi furono tra le cause della misteriosa ritirata dei robot senzienti nella prima guerra Cylon-umani.
In questo filone narrativo vedremo anche un breve squarcio del passato del comandante Adama, durante le ultime fasi della prima guerra.
Il secondo plot narrativo è invece incentrato sull'approfondimento della figura dell'ammiraglio Helena Caine, che nella serie era parso, per quanto ottimamente recitato un po troppo “stronza” per essere vera, bene, in questo film vedremo la storia della Pagasus dal principio dell'attacco Cylon alle colonie sino alla morte della donna e scopriremo i motivi che hanno reso l'ammiraglio così dura e spietata, questi flashback rendono agli occhi dello spettatore il personaggio di Helena estremamente interessante dando un'ottima idea di cosa possano fare la guerra e i traumi alla personalità umana.
Per questo approfondimento viene usato come pretesto il personaggio del tenente Kendra Shaw, ufficiale molto legata all'ammiraglio, che attraverso lei conosceremo meglio.
Film a mio parere assai interessante degna appendice della serie da cui prende tutti gli elementi di forza, fantastica l'interpretazione data da Michelle Forbes all'ammiraglio Caine, questa attrice sembra nata per il ruolo di cattive cattivissime ma con un senso compiuto. Brava!



Attori principali:

Regista:Félix Enríquez Alcalá
Sceneggiatore: Michael Taylor.

Michelle Forbes : Ammiraglio Helena Caine.
Stephanie Chaves-Jacobsen: Tenente Kendra Shaw.
Kathryn Ann "Katee" Sackhoff: Kara "Starbuck" Thrace.
Jamie Bamber : Lee "Apollo" Adama (comandante della Pegasus)
Tricia Helfer: Modello numero sei.

mercoledì 8 giugno 2011

Consigli non richiesti: Spartacus blood and sand.








La storia inizia nella lontana sia per tempo che per spazio, Tracia. E' il 73 A.C. Siamo al tempo della repubblica romana, prima di Giulio Cesare, di Augusto e dell'impero e come detto la storia parte dalla lontana Tracia, dove un guerriero, Spartacus appunto, viene fatto prigioniero e condotto a Capua per essersi ribellato al potere di Roma, a Capua il guerriero trace diventa un gladiatore sotto il pugno di ferro di Quinto Lentulo Batiato, padrone della scuola di gladiatori della sopracitata Capua.
Nell'arena di questa città romana assistiamo quindi alle vicende di Spartacus, alle prese con la dura vita ( e morte) del gladiatore romano, tra violenza (molta), sesso (molto anche questo) e sentimenti (il giusto).
Questa in soldoni la trama della serie televisiva “Spartacus, Blood and sand”, ovviamente c'è di più, anzi, molto di più, in questa notevole serie Tv che brilla come un raro gioiellino color rosso sangue, nella pletora di soporifere serie tutte sentimenti e buonismo dell'odierno panorama televisivo.
Partiamo innanzitutto a parlare della trama, ovviamente come da titolo si parla del leggendario Spartacus e qui fatemi fare un a piccola divagazione: Oggettivamente ci voleva una buona dose di coraggio con anche qualche grammo di sana follia, a riprendere, o meglio, a resuscitare un personaggio direttamente dagli albori della cinematografia hollywoodiana dei tempi che furono, coraggio e molto, molto mestiere, per prendere l'antidiluviano gladiatore e farne una serie di successo, un bravi, bravissimi da parte mia, agli sceneggiatori ed ai produttori.
Terminata la divagazione, torniamo alla trama, niente di sconvolgente o particolarmente intricato a livello di plot narrativo in questa serie, ed è proprio questa la sua forza; la semplicità, niente trame complicatissime alla Lost, con mille flashback e divagazioni. In Spartacus bood and sand, c'è un protagonista, Spartacus appunto, che viene catturato dai romani e messo a fare il gladiatore, lui da prima non ci sta, poi Batiato, il padrone della scuola di gladiatori riesce a convincerlo con la possibilità di riabbracciare la donna amata, venduta anch'essa come schiava e dispersa nelle infinite maglie della repubblica romana, Batiato fa quindi una proposta a Spartacus; tu combatti per me, e lo fai al meglio delle tue possibilità facendomi guadagnare soldi e prestigio e io in cambio ti ritrovo la donna che ami alla follia. Qui in pratica inizia la vera trama del telefilm e il telespettatore viene catapultato nel mondo dei giochi gladiatori dell'antica Roma, tra scontri all'ultimo sangue, intrighi e scene di sesso infuocato. Semplice, chiaro e con tutti gli elementi giusti al posto giusto, sesso, sangue e sentimento, le tre esse canoniche del buon sceneggiatore di successo


Ora passiamo ad analizzare la fotografia e gli effetti speciali, nonché la metodologia narrativa di questa serie, un punto di forza di questo telefilm sono infatti gli scontri nell'arena, che sono chiaramente ispirati alle trasposizioni cinematografiche delle opere di Frank Miller, (Sin city, e Trecento.) stesso modo di narrare la violenza, scene rallentate, schizzi di sangue verso la telecamera, movimenti coreografati al punto giusto per rendere le scene più eclatanti (come ad esempio il colpo finale in uno scontro) al meglio come impatto visivo. Tutti questi elementi ripresi come già detto dalle opere di Frank Miller, sono resi al meglio per rendere questa serie estremamente godibile dal punto di visto visivo.
Una menzione è d'obbligo per i personaggi principali di Spartacus, ora nell'insieme della serie tutti o quasi i personaggi sono ben riusciti a caratterizzati, ma due spiccano un palmo sopra tutti gli altri, Batiato, il padrone della scuola di gladiatori e la di lui moglie Lucretia, interpretati rispettivamente dai bravissimi John hannah e Lucy Lawless, personaggi eccezionali, degni della coppia Macbeth e consorte, cattivissimi, contorti, a tratti estremamente crudeli, ma mai e ribadisco mai, scontati o macchiettistici, in una parola: Perfetti!!!


Interpreti principali:
Lucy Lawless: Lucretia.
John hannah: Quinto Lentulo Batiato
Andy Whitfield: Spartacus.
Peter Mensah: Dottore
Craig Parker: Gaio Claudio Glabro

Casa di produzione: Starz Media, Starz Productions.

martedì 7 giugno 2011

Consigli non richiesti: 100 Bullets.


100 Bullets, serie a fumetti scritta da Brian Azzarello e disegnata da Eduardo Risso, copertine di Dave Johnson, edito dalla Vertigo comics.
Non è facile parlare di 100 bullets nel ristretto spazio di una recensione, per rendere giustizia alla complessità di questa serie bisognerebbe infatti scrivere minimo minimo una tesi universitaria, non potendo dilungarmi in cotale maniera cercherò di riassumere il possibile.
Da dove cominciare? Dal nome; 100 Bullets, da subito l'idea del genere, noir, ed infatti la storia tessuta dalla tastiera di Brian Azzarello e resa graficamente dall'impareggiabile china di Eduardo Risso è noir alla massima potenza, gli ingredienti del genere ci sono tutti; sparatorie, sesso, criminalità, violenza e un'atmosfera che più oscura non si potrebbe.

Il primo volume, della serie, “Primo colpo” ci catapulta subito nella complessa trama principale,
Vediamo la protagonista dell'episodio, Isabelle “Dizzy” Cordova, una ragazza appena uscita dal carcere dove era stata messa per omicidio, Dizzy un ex gang-staaaa è lacerata dal rimorso per la fine violenta del marito e del figlioletto, fine che crede sia avvenuta per colpa del suo passato, è sul treno che dal carcere la sta riportando nel ghetto che chiama casa, quando ecco entrare in scena l'agente Graves, quest'uomo, anziano, vestito completamente di nero e con uno sguardo che farebbe rannicchiare dalla paura persino i duri più duri, apre la valigetta che porta con se e mostra a Dizzy una foto, sulla foto i due uomini responsabili dell'omicidio della sua famiglia, sono due “sbirri” corrotti che hanno compiuto il massacro dei suoi famigliari per una questione di soldi, la ragazza è sbalordita, ma ecco che l'agente Graves rincara la dose, apre la valigetta davanti a lei e le mostra il contenuto, una pistola e una scatola con cento proiettili, oltre la pistola dentro ci sono anche tutte le prove che dimostrano che i due sbirri corrotti hanno ucciso la sua famiglia, poi ecco la proposta; Grave dice a Dizzy che la pistola e i proiettili non sono rintracciabili, ogni indagine che dovesse imbattersi in loro verrebbe immediatamente “dimenticata” e la persona a esse collegata rilasciata immediatamente, di fatto una licenza d'uccidere con tutti i crismi. Graves Dice anche alla ragazza che la valigetta ed il suo contenuto sono suoi, da usare come e più gli piace, senza regole, senza conseguenze se non quelle di rischiare la propria pelle in caso decidesse di farsi giustizia da sola.
Ecco uno dei plot narrativi principali di 100 bullets, l'agente Graves che si presenta a da la possibilità ad una persona vittima di qualche ingiustizia di scegliere, affidarsi alla legge o farsi giustizia da soli? Ma non finisce qui, questa è solo la punte dell'iceberg della trama, Graves non è un angelo vendicatore buono e puro, è un personaggio estremamente complesso che si va ad inserire in un intreccio narrativo quanto mai complesso ed avvincente, che si dipana lungo tutta la storia gettando il lettore in un mondo di intrighi, violenza, sesso, potere e singole vicende personali dei vari protagonisti della serie, che sono molti e tutti tratteggiati con una maestria insuperabile dallo sceneggiatore.
Una menzione a parte va fatta per il disegnatore della serie, Eduardo Risso, un maestro assoluto del bianco e nero, i suoi personaggi sono espressivi, reali, e il suo strory telling (il modo di narrare la storia) è insuperabile, perfetto per una storia noir, Eduardo Risso è senza dubbio uno dei maestri del bianco e nero.
Da leggere assolutamente.


lunedì 6 giugno 2011

Consigli non richiesti: battlestar Galactica






Partiamo da un presupposto di partenza: Non sono un gran fan delle serie fantascientifiche, o meglio, non lo ero, poi un giorno, quasi per caso sono incappato in questa serie, battlestar galactica appunto, e volente o nolente mi sono dovuto ricredere.
Reboot della serie orinale "Galactica" del 1979, Battlestar Galactica è una serie televisa andata in onda per la prima volta nel dicembre del 2003.
Intricata, iper adrenalinica, claustrofobica, passionale, e quasi mai scontata, questa serie mi ha conquistato dalla prima puntata e come un mastino napoletano che addenta l'osso, non mi ha più mollato fino alla conclusione.
Ma andiamo con ordine, La serie è ambientata 40 anni dopo la fine della prima guerra che ha visto contrappoti gli umani, abitanti delle dodici colonie di Cobol ed i Cylon, esseri robotici creati dagli umani e poi a questi ribellatesi.
La trama inizia sul Galactica, una vecchia battlestar veterna della guerra Cylon/umani che sta per essere messa a riposo per divenire un museo, comandante della nave è  William Adamo, un vecchioo militare, che come la sua nave ha partecipato anchesso alla guerra come pilota di viper ( il caccia delle forze coloniali) improvvisamente dopo un silenzio durato quarant'anni i Cylon colpiscono e lo fanno in maniera decisiva, grazie ad un'infiltrato che ha baipassato il sistema informatico di difesa delle colonie le forze Cylon attaccano e radono al suolo le dodici colonie. Le forze di difesa umane sono impotenti, i mezzi, tutti collegati alla nuova interfaccia elettronica sono inerti grazie al virus che l'agente Cylon ha inserito nel sistema informatico centrale, unica astronave immune  è appunto il   Galactica, che vecchia e scollegata dalla rete, si salva dal virus.
E' l'inizio della trama vera a propria della serie, il Galctica e una piccola flotta di navi civili sono l'unico, esiguo rimasuglio della razza umana e sono in fuga, perennemente inseguiti dai Cylon intenzionati ad annientarli, il galactica e la flotta civile iniziano  così una lunga odissea spaziale alla disperata ricerca della salvezza e della terra, un mitico pianeta che secondo le leggende di Cobol sarebbe il luogo di origine della  razza umana.
La serie è estremamente curata e ben fatta, con un'inizio iper adrenalinico e claustrofobico, dove non c'è un attimo di respiro tra un balzo iperspaziale e l'altro, sempre con i Cylon alle calcagna, la fine sembra perennemente dietro al prossimo angolo pronta a germire lo spettatore totalmente coinvolto dalla trama.


Oltre la trama ben strutturata e sapientemente dosata, spicca l'ottima caraterizzazione dei personaggi, nessuno escluso, dai protagonisti a l'ultimo dei comprimari tutti sono ben delineati e con dialoghi estremamente realistici, con il loro carico di angosce, speranze e incertezze. Altro punto a favore della serie è la resa della tecnologia, niente scudi, niente raggi energetici, in battlestar Galactica le navi stellari si sparano a colpi di testate nucleari e i caccia, sia i viper umani, sia i rider cylon utilizzano  comunissimi proiettili. Altra dettaglio interessante è il modo di spostarsi dei mezzi nello spazio, che è incentrato sulla reale fisica spaziale, i caccia non planano come ad esempio in star Wars, ma si spostano grazie all'inerzia manovrovando grazie a piccoli getti d'aria che consentono spostamenti spettacolari, in parecchie scene di battaglia si vede per esempio un viper che inseguito ruota su se stesso ( Presentando così il muso all'avversario) pur continuando a procedere nella stessa direzione sparando al contempo all'avversario.
Anche i "cattivi" ne escono bene, cosa non comunissima nelle serie di fantascienza, dove di solito i villains spesso e volentieri sono ridotti a poco più che malvagie macchiette, lungi da questo in battlestar Galactica i Cylon sono ben tratteggiati, con le loro ragioni e motivazioni, in effetti durante il dispegarsi della trama ci si accorge che non si può parlare propriamente di buoni e cattivi ma piuttosto di uno scotro di civiltà, dove a volte gli umani non fanno proprio la figura dei buoni.

Insomma una serie da vedere assolutamente.



Ideatore:  Ronald D. Moore
Interpreti principali:
Edward James Olmos: comandante Adama/ Jamie Bamber: Lee "Apollo" Adamo/Mary McDonnel: Laura Roslin/James Callis: Gaius Baltar/Tricia Helfer: Numero sei/Katee Sackhoff: Kara "Scorpion" Thrace