domenica 12 giugno 2011

Referendum: Missione esuguita.

Ecco fatto, stamattina sono andato a votare, verso le dieci meno qualcosa mi sono recato al seggio e ho schiaffato quattro bei si sulle relative schede, avevo intenzione di andarmene al mare dopo, alla faccaizza di quei politici che invitavano ad andare al mare per evitare il voto, ma il tempo è grigio e promette pioggia imminente, vabbuò meglio così, pioggia a catinelle, seggi pieni (si spera), faccio notare così di sfuggita che il berlusca ultimamanete porta una iella che manco un gatto nero che ti attraversa la strada mentre passi sotto una scala di venerdi tredici durante una congiunzione particolarmente nefasta di pianeti; lo eleggono, crisi finanziaria mondiale, annuccia la costruzione del ponte di Messina e viene un terremoto, vuole mettere le centrali nucleari, disatro nucleare in giappone, invita ad andare al mare e piove in tutta Italia, portasse pure sfiga?
Vabbè ritornando in argomento, stamani quando sono andato a votare ai seggi non c'era praticamente nessuno, vero è che era abbastazna presto e che quindi molti sarabbano stati ancora tra le braccia di Morfeo, ma, bè come inizio non era molto incoraggiante, vebbuò,  speriamo bene.

sabato 11 giugno 2011

Qualche mia tavola a matita.

Ecco un paio di tavolozze che avevo realizzato qualche tempo fa per delle prove per la marvel comics, sono tavole della serie "Guardian of the galaxy".
Per la cronaca, no è andata molto bene, ma mi sono comunque divertito un sacco a disegnare questi personaggi, in special modo Rocket Racoon, il procione spaziale!!!
Rivendole adesso ci becco una sacco di ingenuità che al tempo mi erano sfuggite, ma bè sbagliando si impara, non si dice sempre così?






venerdì 10 giugno 2011

L'ultimo ruggito di Santoro.

Ebbene, alla fine, almeno apparentemente ce l'hanno fatta, anno zero, il famoso e seguitissimo programma di Michele Santoro ha chiuso, fine, stop, chiuso.
Dopo anni e anni di manfrine, divieti, sentenze, multe, reprimede, ecc. ecc. Santoro ha deciso di gettare la spugna, difficile dargli torto, va bene resistere, resistere, resistere, ma a tutto c'è un limite, anche alla sopportazione umana e così ieri è andata in onda sui rai due l'ultima puntata di anno zero e come prevedibile è sato bum di ascolti, otto milioni di telespettatori erano infatti ieri sera incollati alle poltrone ad assistere all'ultimo show di Santoro.
E che show ragazzi, a partire dall'anticipazione per finire con le vignette di Vauro è stato un vero e proprio spettacolo televisivo di gran lievello, con Santoro che si è tolto parecchi fastidiosi, sassolini dalle scarpe, e che dire del resto della puntata? Fantastica, dall'editoriale di Travaglio, pungente e cattivo come al solito, ai servizi, puntuali e sul pezzo come non mai, eccezionale poi il momento in cui Santoro ha replicato alle parole diel ministro Castelli, che affermava che finalmente (secondo lui) ora Santoro avrebbe fatto trasmissioni non pagate del canone, Santoro a quel punto è letteralmente espolso ed ha snoccialoto tutti i dati riferiti alle entrate che il suo programma ha fatto guadagnare alla rai, e dal pubblico è partita un'ovazione che neanche al derby di Milano si era sentita, il conduttore ha poi continuato tirando in ballo i programmi flop imposti dal governo, quelli si pagati dal canone, insomma se non avete visto la puntata ve la consiglio caldamente, è da vedere, un trasmissione elevata a memento di cosa potrebbe essere il servizio pubblico di qualità senza la politica in mezzo alle balle.

giovedì 9 giugno 2011

Consigli non richiesti: Razor (Battlestar Galactica)

Attenzione, questa recensione si occupa di elementi legati alla serie Battlestar Galactica, chi non conoscesse la serie può leggerne la mia recensione qui:

Consigli non richiesti: battlestar Galactica


Ora forse vi starete chiedendo: Ancora a parlare di Battlestar Galactica?
Risposta: Si! Ancora Battlestar Galactica, per la precisione in questa mia piccola recensione mi occuperò di un film per la Tv nato dalla sopracitata serie, Razor appunto.
Razor, che come detto, è un film tratto dalla serie sopracitata, si va a collocare cronologicamente in mezzo alla seconda serie di Battlestar Galactica, durante il primo periodo come comandante della Pegasus di Apollo, nome in codice di Lee Adama, (il figlio del comandante Adama, capitano del Galactica) La Pegasus, per chi non avesse visto la serie è una battlesar che i nostri profughi spaziali incontrano all'inizio della seconda serie.
Questa nave spaziale era originariamente comandata dall'ammiraglio Helena Cain, spregiudicata e alquanto crudele comandante della moderna nave da battaglia, che preso il comando della flotta coloniale in virtù del grado superiore, non tarda, per causa dei suoi metodi crudeli, a mettersi in fortissimo attrito col comandante Adama, questo attrito sfocerà ben presto in uno scontro aperto che porterà dopo varie vicende alla morte dell'ammiraglio per mano di una cylon “umana” precedentemente prigioniera sulla Pegasus. Alla morte di Helena Caine il comando della flotta passerà per via gerarchica ad Adama, che nominerà in successione ben tre comandanti della Pegasus, i primi due vengono levati di mezzo dagli sceneggiatori abbastanza velocemente per fare spazio appunto a Lee Adama Apollo.
Qui finisce il riassuntino della serie e comincia il film vero e proprio.


Razor è un film basato su due trame parallele e composto con forti dosi di flashback, i due filoni narrativi parlano uno della missione della Pagasus che dovrà trovare e distruggere un astrobase Cylon molto particolare, questa base stellare infatti è della vecchia generazione di cylon e ospita al suo interno uno dei primi “ibridi” umano-cyloni. Questi ibridi furono tra le cause della misteriosa ritirata dei robot senzienti nella prima guerra Cylon-umani.
In questo filone narrativo vedremo anche un breve squarcio del passato del comandante Adama, durante le ultime fasi della prima guerra.
Il secondo plot narrativo è invece incentrato sull'approfondimento della figura dell'ammiraglio Helena Caine, che nella serie era parso, per quanto ottimamente recitato un po troppo “stronza” per essere vera, bene, in questo film vedremo la storia della Pagasus dal principio dell'attacco Cylon alle colonie sino alla morte della donna e scopriremo i motivi che hanno reso l'ammiraglio così dura e spietata, questi flashback rendono agli occhi dello spettatore il personaggio di Helena estremamente interessante dando un'ottima idea di cosa possano fare la guerra e i traumi alla personalità umana.
Per questo approfondimento viene usato come pretesto il personaggio del tenente Kendra Shaw, ufficiale molto legata all'ammiraglio, che attraverso lei conosceremo meglio.
Film a mio parere assai interessante degna appendice della serie da cui prende tutti gli elementi di forza, fantastica l'interpretazione data da Michelle Forbes all'ammiraglio Caine, questa attrice sembra nata per il ruolo di cattive cattivissime ma con un senso compiuto. Brava!



Attori principali:

Regista:Félix Enríquez Alcalá
Sceneggiatore: Michael Taylor.

Michelle Forbes : Ammiraglio Helena Caine.
Stephanie Chaves-Jacobsen: Tenente Kendra Shaw.
Kathryn Ann "Katee" Sackhoff: Kara "Starbuck" Thrace.
Jamie Bamber : Lee "Apollo" Adama (comandante della Pegasus)
Tricia Helfer: Modello numero sei.

mercoledì 8 giugno 2011

La mia pagina su deviant art.

A chi di voi fosse interessato, da qualche tempo ho rispolverato la mia vecchia pagina su Deviantart, praticamente mai usata e ho cominciato a postarci un po di roba, alcune cose le trovate anche qui sul blog, altre sono inedite, sto cercando di rendere il blog e la pagina su deviant uniformi quanto a miei lavori postati, comunque, deviant permettere di mettere i file di immagine a dimensioni assolutamente impensabili su di un blog, quindi se siete interessati a vedere i miei lavori ad una risoluzione ottimale fateci un salto.
A breve mettero un link fossi qui sul blog, per l'intanto eccovi il link.

Link deviantart: http://superskrul.deviantart.com/

Consigli non richiesti: Spartacus blood and sand.








La storia inizia nella lontana sia per tempo che per spazio, Tracia. E' il 73 A.C. Siamo al tempo della repubblica romana, prima di Giulio Cesare, di Augusto e dell'impero e come detto la storia parte dalla lontana Tracia, dove un guerriero, Spartacus appunto, viene fatto prigioniero e condotto a Capua per essersi ribellato al potere di Roma, a Capua il guerriero trace diventa un gladiatore sotto il pugno di ferro di Quinto Lentulo Batiato, padrone della scuola di gladiatori della sopracitata Capua.
Nell'arena di questa città romana assistiamo quindi alle vicende di Spartacus, alle prese con la dura vita ( e morte) del gladiatore romano, tra violenza (molta), sesso (molto anche questo) e sentimenti (il giusto).
Questa in soldoni la trama della serie televisiva “Spartacus, Blood and sand”, ovviamente c'è di più, anzi, molto di più, in questa notevole serie Tv che brilla come un raro gioiellino color rosso sangue, nella pletora di soporifere serie tutte sentimenti e buonismo dell'odierno panorama televisivo.
Partiamo innanzitutto a parlare della trama, ovviamente come da titolo si parla del leggendario Spartacus e qui fatemi fare un a piccola divagazione: Oggettivamente ci voleva una buona dose di coraggio con anche qualche grammo di sana follia, a riprendere, o meglio, a resuscitare un personaggio direttamente dagli albori della cinematografia hollywoodiana dei tempi che furono, coraggio e molto, molto mestiere, per prendere l'antidiluviano gladiatore e farne una serie di successo, un bravi, bravissimi da parte mia, agli sceneggiatori ed ai produttori.
Terminata la divagazione, torniamo alla trama, niente di sconvolgente o particolarmente intricato a livello di plot narrativo in questa serie, ed è proprio questa la sua forza; la semplicità, niente trame complicatissime alla Lost, con mille flashback e divagazioni. In Spartacus bood and sand, c'è un protagonista, Spartacus appunto, che viene catturato dai romani e messo a fare il gladiatore, lui da prima non ci sta, poi Batiato, il padrone della scuola di gladiatori riesce a convincerlo con la possibilità di riabbracciare la donna amata, venduta anch'essa come schiava e dispersa nelle infinite maglie della repubblica romana, Batiato fa quindi una proposta a Spartacus; tu combatti per me, e lo fai al meglio delle tue possibilità facendomi guadagnare soldi e prestigio e io in cambio ti ritrovo la donna che ami alla follia. Qui in pratica inizia la vera trama del telefilm e il telespettatore viene catapultato nel mondo dei giochi gladiatori dell'antica Roma, tra scontri all'ultimo sangue, intrighi e scene di sesso infuocato. Semplice, chiaro e con tutti gli elementi giusti al posto giusto, sesso, sangue e sentimento, le tre esse canoniche del buon sceneggiatore di successo


Ora passiamo ad analizzare la fotografia e gli effetti speciali, nonché la metodologia narrativa di questa serie, un punto di forza di questo telefilm sono infatti gli scontri nell'arena, che sono chiaramente ispirati alle trasposizioni cinematografiche delle opere di Frank Miller, (Sin city, e Trecento.) stesso modo di narrare la violenza, scene rallentate, schizzi di sangue verso la telecamera, movimenti coreografati al punto giusto per rendere le scene più eclatanti (come ad esempio il colpo finale in uno scontro) al meglio come impatto visivo. Tutti questi elementi ripresi come già detto dalle opere di Frank Miller, sono resi al meglio per rendere questa serie estremamente godibile dal punto di visto visivo.
Una menzione è d'obbligo per i personaggi principali di Spartacus, ora nell'insieme della serie tutti o quasi i personaggi sono ben riusciti a caratterizzati, ma due spiccano un palmo sopra tutti gli altri, Batiato, il padrone della scuola di gladiatori e la di lui moglie Lucretia, interpretati rispettivamente dai bravissimi John hannah e Lucy Lawless, personaggi eccezionali, degni della coppia Macbeth e consorte, cattivissimi, contorti, a tratti estremamente crudeli, ma mai e ribadisco mai, scontati o macchiettistici, in una parola: Perfetti!!!


Interpreti principali:
Lucy Lawless: Lucretia.
John hannah: Quinto Lentulo Batiato
Andy Whitfield: Spartacus.
Peter Mensah: Dottore
Craig Parker: Gaio Claudio Glabro

Casa di produzione: Starz Media, Starz Productions.

martedì 7 giugno 2011

Consigli non richiesti: 100 Bullets.


100 Bullets, serie a fumetti scritta da Brian Azzarello e disegnata da Eduardo Risso, copertine di Dave Johnson, edito dalla Vertigo comics.
Non è facile parlare di 100 bullets nel ristretto spazio di una recensione, per rendere giustizia alla complessità di questa serie bisognerebbe infatti scrivere minimo minimo una tesi universitaria, non potendo dilungarmi in cotale maniera cercherò di riassumere il possibile.
Da dove cominciare? Dal nome; 100 Bullets, da subito l'idea del genere, noir, ed infatti la storia tessuta dalla tastiera di Brian Azzarello e resa graficamente dall'impareggiabile china di Eduardo Risso è noir alla massima potenza, gli ingredienti del genere ci sono tutti; sparatorie, sesso, criminalità, violenza e un'atmosfera che più oscura non si potrebbe.

Il primo volume, della serie, “Primo colpo” ci catapulta subito nella complessa trama principale,
Vediamo la protagonista dell'episodio, Isabelle “Dizzy” Cordova, una ragazza appena uscita dal carcere dove era stata messa per omicidio, Dizzy un ex gang-staaaa è lacerata dal rimorso per la fine violenta del marito e del figlioletto, fine che crede sia avvenuta per colpa del suo passato, è sul treno che dal carcere la sta riportando nel ghetto che chiama casa, quando ecco entrare in scena l'agente Graves, quest'uomo, anziano, vestito completamente di nero e con uno sguardo che farebbe rannicchiare dalla paura persino i duri più duri, apre la valigetta che porta con se e mostra a Dizzy una foto, sulla foto i due uomini responsabili dell'omicidio della sua famiglia, sono due “sbirri” corrotti che hanno compiuto il massacro dei suoi famigliari per una questione di soldi, la ragazza è sbalordita, ma ecco che l'agente Graves rincara la dose, apre la valigetta davanti a lei e le mostra il contenuto, una pistola e una scatola con cento proiettili, oltre la pistola dentro ci sono anche tutte le prove che dimostrano che i due sbirri corrotti hanno ucciso la sua famiglia, poi ecco la proposta; Grave dice a Dizzy che la pistola e i proiettili non sono rintracciabili, ogni indagine che dovesse imbattersi in loro verrebbe immediatamente “dimenticata” e la persona a esse collegata rilasciata immediatamente, di fatto una licenza d'uccidere con tutti i crismi. Graves Dice anche alla ragazza che la valigetta ed il suo contenuto sono suoi, da usare come e più gli piace, senza regole, senza conseguenze se non quelle di rischiare la propria pelle in caso decidesse di farsi giustizia da sola.
Ecco uno dei plot narrativi principali di 100 bullets, l'agente Graves che si presenta a da la possibilità ad una persona vittima di qualche ingiustizia di scegliere, affidarsi alla legge o farsi giustizia da soli? Ma non finisce qui, questa è solo la punte dell'iceberg della trama, Graves non è un angelo vendicatore buono e puro, è un personaggio estremamente complesso che si va ad inserire in un intreccio narrativo quanto mai complesso ed avvincente, che si dipana lungo tutta la storia gettando il lettore in un mondo di intrighi, violenza, sesso, potere e singole vicende personali dei vari protagonisti della serie, che sono molti e tutti tratteggiati con una maestria insuperabile dallo sceneggiatore.
Una menzione a parte va fatta per il disegnatore della serie, Eduardo Risso, un maestro assoluto del bianco e nero, i suoi personaggi sono espressivi, reali, e il suo strory telling (il modo di narrare la storia) è insuperabile, perfetto per una storia noir, Eduardo Risso è senza dubbio uno dei maestri del bianco e nero.
Da leggere assolutamente.