venerdì 5 agosto 2011

Evviva le bancharelle di libri. Carlo Jacono

Avete presente le bancarelle che vendono libri? Qualche giorno addietro me ne stavo andando tranquillamente al mare, quando in mezzo alla moltitudine di bancharelle presenti sul lungomare che vendono di tutto un pò, ecco che l'occhio mi cade su una in particolare; strapiena di libri, fumetti e vecchi giornali. Non ho potuto resistere, mi sono avvicinato e ho cominciato a sbirciare, sfogliare, guardare e fare domande. Ora, vi risparmio tutta la trafila, vi basti sapere che me ne sono andato carico come un mulo di libri e fumetti, nel mucchio parecchi numeri di Lancio Story e Skorpio, un Ken Parker Magazine che cercavo dall'alba dei tempi e altra roba ancora, tutti i fumetti erano in ottime condizioni e tutti belli imbustati a dovere. Per il libri invece ho fatto il pieno degli economici da 1000 lire che si trovavano in edicola quando ero un ragazzino, (bei tempi quando con mille lire ti potevi leggere un romanzo di gente con i controcazzi) ne ho acquistati  di tutti i generi, fantascienza, horror, fantasy, tra cui un libro di Tanith Lee che cercavo da parecchio, ma sopratutto e qui veniemo al motivo del post, sono riuscito a scovare in mezzo ad una pila di gialli e noir, due libri della serie "Segretissimo"  editi nel lontano 1968 dall'Arnoldo Mondadori Editore, copertina nera con illustrazione di Carlo Jacono. Ma quanto cazzo era bravo questo illustratore? E come sono fighi questi vecchi libri che possono sfoggiare copertine dipinte da professionisti con i controcazzi?
Ora vorrei parlarvi dettagliatamente di questo grande professionista, ma purtroppo non lo conosco abbastanza per descrivervelo in modo esauriente, quindi mi limito a segnalarvelo e a postarvi un link al suo sito ufficiale, dove potrete ammirare i suoi lavori.
Ecco il link: http://www.carlojacono.com/index.shtml

sabato 23 luglio 2011

Arturo Pérez Reverte: Quattro chiacchere in libertà.

Arturo Pérez Reverte, ho già avuto il piacere qui nel Covo di Snorri  di parlarvi di questo scrittore spagnolo, che a me personalmente piace parecchio e parecchio tanto se ci tenete a saperlo. Ha un modo molto personale di scrivere e di raccontare i vari periodi storici in cui ambienta i suoi libri.
Nel periodo napoleonico per esempio ha ambientato uno dei suoi libri migliori; L'Ussaro di cui vi ho già parlato in uno dei miei Consigli non richiesti, ed è riuscito a trasmettere tutto il cupo e il tragico di quella particolare fase della storia della Spagna invasa dalle truppe di Napoleone, un libro che gronda quasi sangue e merda da tanto è cattivo, senza però uscire dal contesto.  Tra l'altro Reverte ambienta sempre e ribadisco sempre, le sue storie in Spagna e accidenti a lui (invidia massima) riesce sempre a beccare con precisione l'anima del periodo storico alla perfezione, primo 8oo per L'Ussaro e rende benissimo, poi passa al tardo 800 con "Il maestro di scherma" e di nuovo riesce a cogliere il bersaglio, scrive "Il club Dumas" e becca pure il periodo moderno,  fa quasi incazzare da tanto è bravo.
E poi c'è il suo personaggio forse più famoso, Diego Alatriste Y Tenorio, meglio conosciuto come Il Capitano Alatriste, questa volta siamo nella Spagna (ma va...) del XVII secolo, in una Madrid contradditoria, bella e spietata, potente a decadente, ricca e miserabile, e anche stà volta il buon Reverte ci becca in pieno, periodo storico, personaggi (alla grande) e tutto il resto, con il vantaggio che di libri sul buon Capitano Alatriste ne sfrona parecchi, uno via l'altro, tanto che c'hanno fatto pure un film, "Il destino di un guerriero" (con il buon Viggo Mortessen con tanto di baffoni  nei panni del Capitano) che vabbè, non è sia stò gran capolavoro, ma comunque rende bene il metro di quanto il personaggio sia famoso, in Spagna è famosissimo da noi, come al solito, visto che è bravo, molto meno.
Tra l'altro è già il secondo di film tratto dai libri di Reverte, il primo è "La nona porta" con Johnny Depp perfetto nella parte di Corso, film  trato da Il Club Dumas,  carino, a me è piaciuto abbastanza anche se hanno tralasciato tutta la parte più bella del libro, cioè quella che nel titolo fa riferimento a Dumas.

martedì 19 luglio 2011

Eduardo Risso (Comics: segnalazione autori mostruosamente bravi)



Ok, Continuando con la segnalazione di autori che ho iniziato con il post precedente ecco a voi un  maestro assoluto del bianco e nero, autore grafico di capolavori come 100 Bullets (ai testi l'altrettanto grande Brian Azzarello) e Chicanos ( per i testi del compianto Carlos trillo), Borderline (sempre di Trillo) e tanti tanti altri gran fumetti, ecco a voi in tutto lo splendore del bianco e nero: Eduardo Risso.

Argentino, Eduardo Risso nasce a Leones nel 1961, "cominciò la sua carriera di disegnatore nel 1981 collaborando con il quotidiano La Nacion e con le riviste Erotiocon and Satiricon tutti pubblicati dalla Editorial Columba." (fonte wikipedia)
Da quel momento la carriera dell'autore argentino non si ferma più e inizia un susseguirsi di collaborazioni sempre più prestigiose, dai gia citati Chicanos e Borderline a 100 Bullets con la DC/Vertigo comics.
Dal punto stilistico di Risso si può senza dubbio affermare che sia uno dei maestri indiscussi dello stile grafico, il suo modo di disegnare ed inchiostrare unito alle riprese complicate e di stampo cinematografico, oltre che alla recitazione che riesce ad infondere ai suoi personaggi hanno fatto di lui, oltre che un autore grafico seguitissimo e apprezzatissimo, anche un riferimento tecnico per molti giovani autori di comics (tra cui chi vi scrive).
Riassumendo il concetto in due parole: Maestro assoluto!!!!

lunedì 18 luglio 2011

Qualche segnalazione in ordine sparso. (Sergio Toppi Claire Wendling)

Come da titolo quache segnalazione in ordine sparso di autori veramente eccezzionali, quindi per questo post non vi ammorberò con le mie recensioni, solo qualche nome di gente che merita di essere conosciuta.


Cominciamo con un maestro assoluto, Sergio Toppi, ora, se non conoscete questo illustratore fumettista, vi consiglio vivamente di porre rimedio a questa lacuna fiondandovi nella fumetteria/libreria più vicina e fare mambassa dei suoi libri di illustazione. Per informazione il maestro Toppi ha realizzato anche parecchi fumetti, no. fumetti è riduttivo, meglio dire opere a fumetti. Ma di quest'ultime mi riservo il piacere di parlare più diffusamente in un secondo momento.
Nel frettempo eccovi qualcuna delle sue illustrazioni, tanto per farvi un'idea della sua mostruosa bravura.




Seconda segnalazione; Claire Wendling.
Rimaniamo nel campo dell'illustrazione con questa autrice incredibilmente brava. Questa donna deve avere una facilità di disegno che rasenta il sovrannaturale, per tacere poi dell'incredibile naturalezza sia dei movimenti sia delle espressioni. Allucinantemente brava, non mi viene altro terminie per descriverla.
Anche di lei, come per Toppi, mi riservo di parlarne in un post più lungo, dove poter analizzare meglio le sue doti tecnico/stilistiche.
Per il momento vi consiglio, quando andrete in fumetteria per il maestro Toppi, di riservarvi qualche Euro per le sue opere, ne vale la pena.
Ecco qualche immagine, tanto per farvi gola.



sabato 16 luglio 2011

Amici. (racconto.)

Ecco un'altro mio raccontino senza troppe pretese, che ho scritto qualche anno orsono, come l'ultimio mio scritto postato su questi lidi, anche "Amici" è ambientato nel mondo Warhammer, gioco da tavolo di battaglie fantasy con miniature, che, detto per inciso, ha un'ottimo beckground narrativo.
vabbuò, comunque, buona lettura.


AMICI:


Rugge il leone nell’aria bruna,
Ulula il lupo, verso la luna.

La sera incombeva sulla città di Luccini come un cappa di tristezza, sul ponte di Lucano l’umidità si posava sul selciato contribuendo a dare al luogo un’atmosfera grigia.
All’estremità del ponte una ragazza stava appoggiata alla sponda fissando lo sguardo arrossato dal pianto sulle acque del fiume che poco più avanti sfociava nel mare.
“Così prenderai freddo, ragazza mia.”
Disse una voce alle sue spalle.
Trasalendo dallo spavento la ragazza si girò e vide una figura avvolta strettamente in un lungo mantello nero, il viso nascosto da un lungo cappuccio dello stesso colore.
Un sacerdote di Morr, pensò.
“Mi scusi padre, non l’avevo vista arrivare.”
Disse la giovane, rivolgendosi alla figura di fronte a lei.
“Non ti preoccupare, figliola, sono abitato a fare questo effetto alle persone. Ma vedo che hai pianto, dimmi quali problemi hanno fatto piangere quei bei occhi?”
“E’ una storia triste, padre e non vorrei angustiarla con i miei problemi.”
Un sorriso amaro fece capolino dalle pieghe del cappuccio, della nera figura.
“Ascoltare storie tristi fa parte della mia vocazione, Hanna.”
“Certo è ovvio, sono una sciocca…. Ma mi conoscete?”
“Quel colore di capelli non è molto comune in Tilea,” disse l’uomo indicando i lunghi capelli di un rosso acceso della giovane. “Che io sappia, solo la figlia del leone ha di questi capelli a Luccini.”
Un sorriso amaro spuntò sulle labbra della ragazza.
“Avete ragione padre, mi chiamo Hanna e sono proprio la figlia del leone.”
“In questo caso, temo di indovinare il motivo della vostra angoscia.
Si tratta di vostro padre.”
Le lacrime ripresero a scorrere copiose sulle guance di Hanna.
“Coraggio ragazza mia, per quanto sia doloroso, tutti prima o dopo dobbiamo presentarci al cospetto di Morr.”
A quelle parole la ragazza, rimase come pietrificata per qualche secondo, poi improvvisamente scoppio in una risata isterica.
“Voi credete che pianga per la morte di mio padre?” Disse tornando seria “Mio padre non è ancora morto, e vedete, è proprio questo il problema.”
L’uomo di fronte a lei rimase in silenzio, se era rimasto sorpreso o scandalizzato dalla risposta della ragazza non lo dava a vedere.
“Non mi fraintenda la prego, voglio molto bene a mio padre, ma vede… come faccio a spiegarle… ecco, forse lei è a conoscenza del fatto che mio padre non è nativo della Tilea.”
L’uomo fece un cenno del capo, come a indicare che era perfettamente a conoscenza del fatto.
“Sì, mio padre non è nato qui in Tilea ma su al nord, a Norsca.
E vede, buon padre, le usanze dei Norsmanni sono diverse dalle nostre per molti aspetti, uno di questi riguarda il modo di affrontare la morte.
Per un norsmanno la morte non è un evento così tragico come invece può esserlo per le genti del sud.
Tra le tribù del nord, la morte è vista come una cosa naturale, e pur essendo vissuta come un momento doloroso, è anche vista come il passaggio verso il Valhalla, il paradiso in cui credono i Nors,” spiegò la ragazza. “dove un guerriero dimorerà in eterno in compagnia dei propri dei, guerreggiando e festeggiando in eterno accanto a loro.
Per un uomo del nord, ha più importanza come si affronta la morte che la morte stessa. Per i nors il momento del funerale è un modo di ricordare la vita dello scomparso, onorandone le imprese compiute in vita e ricordandone le gesta di coraggio e onore, così che, quando si presenterà al cospetto degli dei, il defunto li posa guardare dritto negli occhi, reclamando il proprio posto accanto a loro.”
La ragazza fece una pausa per guardare l’uomo ammanto di nero di fronte a lei, che restava in silenzio aspettando, perfettamente immobile, quasi che il racconto lo avesse pietrificato.
“Per questo motivo il momento del funerale riveste un’importanza assoluta della cultura nors,”
riprese a raccontare Hanna lo sguardo perso, lontano nell’immensità del mare di fronte a lei.
“difatti si crede che senza questo rituale che proclami le imprese di un guerriero di fronte agli dei, un uomo non potrà guardarli negli occhi senza vergognarsi e gli dei lo scacceranno dal Valhalla ridendo di lui.”
Hanna fece un’altra lunga pausa, lo sguardo fisso davanti a se, come persa nei propri pensieri.
All’improvviso un corvo passo gracchiando,volteggiava in circolo sopra di loro. Il rumore scosse la ragazza, fissava il corvo che volteggiava in ampi cerchi sbattendo di tanto in tanto le ali.
“Un messaggero di Morr:” Disse all’improvviso l’uomo vestito di nero. “Salute a te piccolo fratello.” Continuò facendo uno strano gesto, simile ad un saluto all’indirizzo del corvo, che gracchio di nuovo, e alla ragazza parve quasi che esso rispondesse al saluto.
Hanna rimase ancora qualche attimo ad osservare il volatile, poi si accorse che l’uomo era tornato a fissarla, aspettava pazientemente che lei riprendesse a parlare.
“Per un Nors, reverendo padre, il rito di passaggio dalla vita alla morte è fondamentale, senza di esso,si crede che lo spirito del defunto verrà scacciato dagli dei,. Durante il rituale funebre gli amici, i compagni, ed i parenti del defunto, lo onorano recitando le litanie del passaggio, dopodiché depongono il corpo in una nave mettendo offerte ai suoi piedi, poi la nave viene incendiata e spinta al largo con le vele spiegate, mentre gli astanti bevono vino innalzando lodi al defunto.
“Ed è proprio qui il problema, reverendo padre.” Continuò la giovane ragazza, lo sguardo perso nel vuoto.
“Questo rito, non verrà celebrato per mio padre. E il suo spirito sarà condannato a vagare per l’eternità.”
Concluse Hanna mentre gli occhi gli si inumidivano di amare lacrime.
All’improvviso l’uomo le si avvicino e con una mano gli asciugò una lacrima, la ragazza trasalì a quel contatto, la mano dell’uomo era molto fredda.
“Tuo padre, Hanna, é un uomo molto potente ed influente qui a Luccini.” Disse. “Per anni, lui e la sua ciurma hanno suscitato paura e rispetto nei nemici di Luccini. La barca di tuo padre; La figlia di nessuno, è temuta sia dai corsari arabi come dai pirati di Sartosa e anche qui in città tuo padre è molto potente, innumerevoli, sono i nemici schiacciati sotto il tallone di tuo padre, fuori e dentro le mura di Luccini.
Molti sono quelli che gli devono favori o che sono indebitati con lui, Per che, quindi dici che non si potrà tenere la cerimonia funebre? Forse che tuo padre non ha abbastanza amici o servitori?”
Concluse l’uomo.
“Servitori e amici, “ Il viso di Hanna si accese d’una rabbia subitanea.
Forse che, un leone può vantare degli amici?
Corvi e sciacalli! Questo solo.
Finchè il leone rugge potente, con servile cipiglio si disputano i resti della preda, ma quando il leone giace morente, d’un subito si gettano su di lui per contendersi il corpo ancor caldo.
No padre; Ne amici, ne servitori. “
Hanna rimase qualche momento a fissare l’uomo, il cui nero cappuccio nascondeva la parte superiore del viso, solo un triste sorriso, appena accennato veniva messo in evidenza dai pallidi raggi lunari, parve allora alla ragazza, che quel sorriso gli rammentasse qualcosa di molto lontano nel tempo; un sorriso triste, incorniciato dalla bianca luce della luna, un sorriso, lo scintillio dell’argento e il vago sussurrare di una obliata musica.
Il sorriso sparì improvvisamente. La luna era stata coperta da una nube, e tutto piombò nell’oscurità,
Hanna si ritrovò a fissare la buia notte, consapevole della presenza dell’uomo di fronte a lei, seppur questo fosse adesso invisibile ai suoi occhi.

Nero come la notte, gelido come la luna.

La ragazza sorprese le proprie mani a giocare nervosamente con il ciondolo che portava in seno.
Scotendosi, riprese a parlare, non avrebbe saputo dire, se a se stessa o al suo interlocutore.
“Ne amici, ne servitori.” Ripete con rabbia. “Chi prima mendicava i favori di mio padre con sorrisi servili, ora è intento a disputarsi le sue ricchezze, il sangue degli sciacalli e già stato versato in strada, in una lotta per disputarsi fino all’ultimo brano di carne.
Questi sono gli amici e i servitori di mio padre.”
Un sorriso di rabbioso scherno distorse le belle labbra in una smorfia crudele.
“E i nemici…..” La frase rimase a mezzo, mentre il sorriso si tramutava in un espressione d’odio.
“I cani che prima tremavano al solo nominarne il nome, questa notte stessa si preparano a trar una vigliacca vendetta.
“Ecco per quale motivo mi trovo qui e non al capezzale di mio padre morente. Esso stesso, mi ha allontanato per salvare la vita e l’onore della propria figlia.

giovedì 14 luglio 2011

Consigli non richiesti: Preacher. (comics, Garth Ennis)




Piccolo quiz, dove potete trovare riuniti insieme in un unico fumetto un vampiro irlandese alcolizzato, una sventola bionda dal brutto carattere e il grilletto facile e un ex predicatore che ha nientepopodimeno che il potere del verbo dalla sua parte?
Risposta: In Preacher naturalmente.
Nata nel 1994 e conclusasi nel 2000, la serie a fumetti di Preacher edita dalla DC sotto l'etichetta Vertigo comics nasce dalla dissacrante mente di Garth Ennis ed è realizzata graficamente dall'arte del disegnatore Steve Dillon, le fantastiche copertine sono invece opera di Glenn Fabry.
Questo fumetto parla.... bè un attimo, ragioniamo, di cosa parla esattamente Preacher?
Se dovessi fare una sinossi di questa serie dovrei dire che parla di un'entità di nome Genesis che, nata dall'unione clandestina tra un angelo del signore (masculo) e un demone (femmina) è scappata dal paradiso per andarsi ad unire all'anima del reverendo Jesse Custer, ora questa entità fuggiasca al momento della loro unione ha dato al reverendo Custer il potere del “verbo” ovvero il potere di comandare a qualunque essere mortale o meno attraverso l'uso delle parole, che tradotto in parole povere sta a significare che se Jesse da un qualsiasi ordine a chicchessia, quello deve eseguirlo, letteralmente! Quindi, ricapitolando; se Jesse usando il verbo ti ordina di metterti a testa in giù e abbaiare alla luna, tu, volente o nolente, ti metti a testa in giù e abbai alla luna, punto.
Ritornando alla sinossi; dov'ero rimasto? Ah si! Al verbo, insomma Jesse Custer si ritrova addosso tutto quel potere divino e decisamente nei casini, visto e considerato che quando il simpatico essere chiamato genesis si è unito a lui, ha raso al suolo l'intera città in cui il nostro protagonista faceva il predicatore, a questo punto entrano in scena Tulip e Cassidy, la prima è la ex di Jesse e sta scappando da una sparatoria (che ha cominciato lei) a bordo di un furbone scoperto alla cui guida sta Cassidy, che, oltre ad essere il proprietario del suddetto furgone è anche un vampiro, si avete capito bene un vampiro, per altro irlandese e come se non bastasse un po (tanto) alcolizzato.
 
A questo punto accadono un bel po di cose, ma non essendo io particolarmente sadico, mi astengo dal rivelarvi il resto della trama, vi basti sapere che nel primo albo cartonato della versione italiana ci sono anche, nell'ordine: Qualche angelo, uno sceriffo molto molto particolare ( tra le altre cose, ha una sua personalissima teoria sugli ufo ) faccia da culo, no, non mi sto riferendo allo sceriffo, è proprio un personaggio che si chiama così, un serial killer chiamato il predatore-maciullatore, una stranissima coppia di sbirri e....ah si dimenticavo! Ci sarebbe anche il santo degli assassini.



Conclusa la sinossi di Preacher vediamo di parlare un pochino più diffusamente dei punti di forza di questa serie.
Quel geniaccio di un irlandese che risponde al nome di Garth Ennis con questa serie mette sul tavolo tutta la sua bravura e tutto il suo estro grottesco; cattivo, salace, dissacrante oltre i limiti dell'umana immaginazione, Preacher è tutto questo e molto, molto di più.
All'interno di una trama decisamente grottesca e volutamente irrealistica, Ennis riesce a spiazzare lo spettatore con un'alternanza di scene che vanno dal grottesco/comico al drammatico, e con dei personaggi la cui caratterizzazione rivela un'abilità incredibile, se è vero infatti che Preacher è una serie prevalentemente grottesca non mancano in essa ne i momenti di introspezione, ne, come già detto, i momenti realmente drammatici, di quelli che, per usare una terminologia di solito legata al cinema, ti tengono incollato alla poltrona.
Ricapitolando, leggendo Preacher vi farete un sacco di risate, ma passerete anche qualche momento di reale suggestione drammatica.
Credetemi quando vi dico che nella vita di ogni vero lettore di fumetti c'è un prima e un dopo Preacher, leggere questa serie, significa spalancare le porte ad un nuovo modo di concepire il fumetto.
Non ci credete? Pensate che stia esagerando? Quando un mio amico mi consigliava questo fumetto, magnificandolo oltre ogni credibilità ero al pari di voi decisamente scettico, mi dicevo: <<Eh! Che sarà mai sto Preacher? Possibile che sia così allucinante-mente incredibile?>> Poi cedendo all'insistenza del mio amico ( è un tipo molto insistente ) ho provato ed alla fine mi è toccato ringraziarlo, (Ciao Mik) Preacher era veramente allucinante-mente incredibile.
Concludendo: CAPOLAVORO!!!

Concluso di magnificare lo sceneggiatore non posso esimermi dal parlare almeno un poco del disegnatore e del copertinista di questo fumetto.
Ai disegni troviamo l'ottimo Steve Dillon, parlando di lui posso dire che cercando in tutto il globo terraqueo non si sarebbe potutto trovare un altro disegnatore migliore di lui per questa specifica serie. Dillon riesce a rendere come nessun altro le espressioni dei vari personaggi, grottesche in una maniera del tutto particolare, anche solo vedere i volti dei vari Tulip , Jesse, Cassidy e gli altri in dati momenti, riesce a provocare nel lettore un attacco inarrestabile di risate. Grandissimo.
Altra menzione di merito per il copertinista Glenn Fabry  di cui ho già parlato nella recensione dedicata a Slaine, è un illustratore eccezionale, basta guardarsi una delle sue copertine dipinte ad acrilico per rendersi conto della sua bravura.


Soggeto e sceneggiatura: Garth Ennis.
Disegni: Steve Dillon.
Copertine: Glenn Fabry.
Case editrice: DC Vertigo.

mercoledì 13 luglio 2011

Svelata la nuova riforma fiscale di Tremonti.



Come al solito direi che Corrado Guzzanti si è dimostrato, se non proprio profetico, quasi.
Non so a voi, ma a me riguardare questo pezzo fa venire in mente quanto il genio di Guzzanti si fosse dimostrato ficcante nel capire, comprendere, svelare e mettere in satira la nostra politica ed i suoi interpreti.
Ho postato questo video perchè temo putroppo che questa riforma che si sta varando in questi giorni in parlamento sia molto, molto simile al "cuneo contributivo" di Guzzanti/Tremonti e che il cetriolo  globale sia decisamente in arrivo.

RIDATECI GUZZANTI IN RAI!!!!!!!!!!