giovedì 30 giugno 2011

La mia pagina di twitter.

 Ebbene si! Lo confesso ho ceduto al lato oscuro della forza e sono passato a twitter, per chi di voi fosse interessato ecco la mia pagina:

La mia pagina twitter.

mercoledì 29 giugno 2011

relazione d'anatomia.

Salvea tutti, oggi, rimettondo un pò d'ordine nei millemila file presenti nel mio  hard Disk ormai giunto al limite dell'esplosione, ho ritrovato un mio scritto  quasi risalente al periodo giurassico,  quando ancora ragazzetto frequentavo l'accademia di belle arti, lo scrittto in questione è una relazione d'anatomia che trattava di anatomia appunto e di super eroi, o meglio del rapporto tra essi e l'anatomia.
Mi ha divertito molto rileggere una cosa così vecchia, un pò strana e a tratti quasi pretenziosa, cos' ho deciso di postarla qui sul blog.
Potrebbe forse essere utile a qualcuno per farsi un'idea sulla matodologia di lavoro di un'autore di comics, anche se devo precisare che essa non deve  essere assolutamente letta come una lezione di nessun tipo, semplicemente perchè non mi sento in grado di dare lezioni a nessuno, al massimo potrebbe essere un'utile fonte di informazioni per qualcuno ai primissimi inizi come disegnatore, si insomma: tanto per farsi un'idea.
Comunque sia, eccola, buona lettura:

Ps: E scusate lo stile decisamente ampolloso, ma in fondo era una relazione scolastica. ;)

RELAZIONE DI ANATOMIA:



L’importanza della costruzione anatomica della figura umana nel fumetto super eroistico:



PREMESSA.




Al momento di scegliere l’argomento per questo mio testo, ho voluto trattare un branca peculiare del vasto mondo dei comics, ho scelto di parlare della produzione super eroistica, perché credo che tale branca del fumetto sia poco conosciuta e anche un poco snobbata nel nostro paese, anche dal mondo del fumetto italiano.
Io credo, ma badate è un’opinione puramente personale, che tale atteggiamento sia da considerarsi un poco ingiusto, verso una tipologia di fumetto che, nel bene e nel male ha contribuito molto alla diffusione del fenomeno comics nel mondo.
Ecco perciò il motivo della scelta di un argomento tanto peculiare.
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Quando ci si sofferma ad osservare, anche solo superficialmente, un fumetto di stampo super eroistico, la prima cosa che salta agli occhi, sono senza dubbio le forme anatomiche dei protagonisti.
E’ difatti ben difficile non notare le figure in copertina che, in pose iper dinamiche, fanno sfoggio della loro muscolatura perfetta invogliando il lettore ad acquistare l’albo a fumetti.
A prescindere da ogni considerazione di stampo moralistico, è infatti ben difficile misconoscere
l’effetto che questi personaggi riescono a creare nei lettori; un effetto di ammirazione- emulazione, che, soprattutto, nei lettori più giovani, che costituiscono, tra l’altro, la fetta di mercato più consistente per questo genere di comics, costituisce una parte considerevole del successo dei super eroi.
Soffermandosi ad analizzare questo fenomeno mediatico, ci si accorge immediatamente che grande parte del successo editoriale di personaggi come Super man, Batman Wolverine ecc. sia infatti da imputare al modo di realizzare l’anatomia dei personaggi.
Difatti questi personaggi vanno a toccare a mio parere, la parte inconscia presente in ognuno di noi, quella componente fanciullesca che, sopra tutto quando si è ragazzini, ci proietta in un mondo dove noi siamo gli eroi senza paura che sconfiggono il male con un sorriso sulle labbra e la battuta sempre pronta.
Anatomia, è questa la parola magica; immaginiamoci per un attimo Batman che emerge dalle ombre in un oscuro vicolo di Gotham city, davanti a lui, un criminale; potrebbe essere il Joker, come un qualsiasi ladruncolo, il dettaglio saliente è che sia terrorizzato, la pistola che ha in mano trema, mentre la punta verso l’uomo pipistrello. Ora vediamo il cavaliere oscuro farsi avanti, è avvolto nel lungo mantello, poi, con un gesto teatrale il mantello viene scostato e……. scopriamo che Batman ha il fisico dell’impiegato statale medio, pochi ma inconsistenti muscoli e una vistosa pancetta che straborda sulla bat cintura.
Poco credibile, vero? Probabilmente a questo punto della scena il Joker o il ladruncolo che sia, stramazzerebbe al suolo dalle risate, ( il Joker sicuramente. ) e sarebbe la fine della gloriosa carriera del giustiziere di Gotham.
A parte questa piccola licenza umoristico – grottesca, il concetto che voglio esprimere, è, come la fisicità inumana, passatemi questo piccolo paradosso, di questi personaggi a fumetti sia necessaria, quasi fondamentale, per la buona riuscita di quella strana miscela alchemica che mantiene personaggi come Super man e Batman, se pur con molti alti e bassi, sulla cresta dell’onda da sessanta anni a questa parte.
Dicendo questo, sia chiaro, non voglio in alcun modo sminuire il grande, anzi grandissimo apporto della figura dello scrittore, difatti se la componente anatomica è fondamentale in questo genere di comics, altrettanto lo è la parte scritta, di ideazione, in un connubio imprescindibile che da vita a quella che Hugo Pratt definiva letteratura disegnata.
Fatta questa breve ma doverosa precisazione, torniamo in argomento; Fino ad adesso ho cercato ( e spero di esserci riuscito ) di spiegare come la componente anatomica sia fondamentale nei comics che trattano super eroi, ora vorrei passare ad analizzare il fautore di questa anatomia, ovvero l’autore grafico, o disegnatore, come viene chiamato qui in Italia.
Difatti la maggioranza dei fruitori di comics è erroneamente portata a pensare che, tutto sommato, disegnare dei tizi in calzamaglia che svolazzano tra i palazzi non sia poi così difficile, questione di allenamento.
La realtà invece è ben altra, imparare a disegnare l’anatomia in modo professionale, richiede anni di paziente apprendistato.
Innanzi tutto bisogna partire dalle basi, e studiare in modo approfondito l’anatomia classica.
Il primo passo è senza dubbio studiare lo scheletro umano e imparare le sue proporzioni, il secondo passo è studiare e mandare a memoria la forma anatomica di ogni singolo muscolo visibile e impararne i movimenti, difatti nel fumetto, l’anatomia non è mai statica, in quanto anche quando i personaggi sono immobili, si tratta comunque di posizioni rilassate che richiedono un attento studio per non rischiare di cadere in posizioni forzate e rigide, ovvero innaturali, da qui, l’importanza di conoscere le varie forme anatomiche e le variazioni che i movimenti comportano sulle suddette forme anatomiche.
Quando si è cominciato a padroneggiare le proporzioni e le forme anatomiche si dovrebbe passare alla fase successiva, ovvero lo studio della figura in movimento.
Difatti come ci insegna il grande Burne Hoggarth, ( i cui libri sono imprescindibili per chiunque voglia disegnare comics ) Lo studio anatomico nei fumetti, di qualunque tipo, deve essere affrontato sapendo che la figura umana dovrà interagire dinamicamente con lo spazio circostante.
Quindi, quando si passa a questa fase dello studio, non basterà più conoscere le variazioni che i movimenti comportano sulle singole forme anatomiche, ma imparare a muovere la figura nel suo insieme in modo armonico, allenandosi al contempo ai vari, possibili e pressoché infiniti movimenti di camera, si dovranno perciò imparare le riprese sia dal basso che dall’alto, e non finisce qui, visto che sarà necessario imparare a far interagire la figura con l’ambiente circostante.
Questa fase è particolarmente difficile in quanto ci si dovrebbe abituare a disegnare la figura nelle posizioni più imprevedibili che la mente di uno sceneggiatore possa concepire.
Provate ad immaginare di dover realizzare una sequenza narrativa dove Spider man è accovacciato sul tetto di un palazzo, lo sceneggiatore vi ha indicato che il simpatico arrampica muri è ripreso di spalle dall’alto, sullo sfondo si vede una strada di New York, con tanto di macchine che sfrecciano.
Difficile? Questo è niente, il fruitore medio di comics non ha la più pallida idea di quanto possa essere diabolico uno sceneggiatore, (e so di cosa sto parlando essendo anche uno sceneggiatore) propinando al povero disegnatore di turno riprese ultra complesse.
Il passo seguente è lo studio delle espressioni umane, questo studio è fondamentale per la recitazione dei personaggi, difatti l’espressione dona anima e carattere ai personaggi ed è fondamentale per comunicare i vari stati d’animo.
Terminata questa difficilissima fase, si passa subito a quella immediatamente successiva, non sarà più infatti sufficiente la conoscenza dell’anatomia classica, arrivato a questo punto, l’aspirante fumettaro dovrà imparare a trascendere la normale anatomia umana per passare ad una super umana.
In fondo stiamo parlando di super eroi, credo quindi che sia facile comprendere la differenza che passa tra una normale anatomia umana, per quanto sviluppata essa possa essere, e quelle degli eroi dei comics.
Difatti, l’anatomia super eroistica per essere tale, deve andare oltre il normale, per raggiungere l’ideale, difatti la figura del super eroe ha una così grande presa sul pubblico proprio per la sua esteriorità esagerata, il super eroe è in conclusione quello che il lettore vorrebbe essere ma non può.
Tradotto nella pratica, il disegnatore deve imparare a rendere le forme anatomiche esasperate al massimo, tenendo presente che il tipo di cartuning, termine questo, usato per indicare appunto l’anatomia esasperata dei comics, può variare molto a seconda dei personaggi che si illustrano.
Questo perché i super eroi devono trasmettere con la loro esteriorità anche carattere e tratti salienti del personaggio.
Spider man, per esempio, ha un tipo di anatomia molto esasperata ma che al contempo deve essere longilinea, deve insomma trasmettere un senso di agilità e di velocità, al contrario l’anatomia di un personaggio come Hulk deve trasmettere sin dal primo colpo d’occhio un’idea di possanza fisica immensa.
Imparare dai grandi maestri è sempre cosa buona e giusta, ma in questa fase diventa a mio parere addirittura fondamentale.
Non bisogna aver paura di “copiare” i grandi maestri, perché solo copiando, si possono arrivare a comprendere i segreti di questa arte e giungere alla fine ad un proprio peculiare stile di disegno.
Bisogna perciò superare quell’arroganza comune purtroppo a molti, che spinge tanti principianti a considerarsi degli autori completi appena riescono a realizzare una anatomia umana appena decente.
Il mestiere di autore grafico di comics richiede, una forte dose di fiducia in se stessi e nelle proprie possibilità ma anche ed in egual misura, una grandissima dose di umiltà.
E’ almeno a mio parere perciò, sbagliato credere di poter raggiungere un proprio personale stile di disegno in poco tempo, tralasciando la parte di apprendimento necessaria che comporta il “guardarsi” gli altri autori.
Apprende dai maestri i “trucchi del mestiere” è inoltre utile per raggiungere il necessario livello di professionalità che comporta questo, come altri mestieri.
Chi infatti crede che fare il fumettaro sia un lavoro che richieda poco impegno sarà ben presto smentito dalla dura realtà; riuscire a diventare dei professionisti, comporta molte ore di duro lavoro ogni giorno, e la necessita di impadronirsi di diverse discipline come la prospettiva , la regia, la composizione e cosa importantissima la comprensione della sequenzialità.
Ma ora sto forse andando un poco fuori tema, per tornare al nocciolo della questione, passerò ora a esporre le varie scuole di pensiero della costruzione anatomica nei comics super eroistici.



Innanzi tutto è doverosa una piccola premessa; La produzione di comics che trattano di super eroi , è diffusa quasi esclusivamente negli Stati Uniti d’America, anche se, tale produzione è esportata, con alterne fortune, in quasi tutto il mondo.
Quindi la disamina delle varie scuole o stili, di disegno tratterà solo ed esclusivamente la produzione americana, ovviamente nel mondo sono presenti molte altre scuole, ugualmente importanti per la comprensione del fenomeno fumetto nella sua globalità.
Tuttavia, visto la specificità dell’argomento in discussione, tali scuole non verranno qui trattate.
Rimando il lettore che fosse interessato a tale argomento a testi ben più competenti di quello che tenete tra le mani.
Tengo inoltre a precisare che la disamina che seguirà, sarà incentrata solo ed esclusivamente sul fumetto super eroistico, quindi, anche all’interno della produzione americana si tratterà solo ed unicamente di una branca specifica di tale enorme ed affascinante scuola.




  1. La scuola iper realistica:


Questa tipologia di disegno nasce con il maestro Burne Hogart, è difatti dagli insegnamenti di quest’artista che si sviluppano una serie di disegnatori che fanno dell’esasperazione anatomica il loro cavallo di battaglia.
In questo stile, la muscolatura assume dimensioni e forme anatomiche esasperate anche rispetto alla produzione media super eroistica, i super eroi diventano ancora più super del “normale,” la muscolatura è qui portata all’eccesso.
Tipici di questa corrente sono anche i virtuosismi che sfuggono alle esigenze narrative, per assumere connotati quasi illustrativi e diciamolo pure, anche un poco auto celebrativi.
Anche i movimenti e le inquadrature sono tese a mettere in risalto le doti virtuosistiche del disegnatore, facendo assumere ai personaggi delle e vere proprie “pose.”
Massimo esponente di questa scuola è senza alcun dubbio Claudio Castellini, che ha raggiunto il massimo livello nell’esasperazione, sia a livello di forme anatomiche sia di inquadrature e movimenti, fino ad essere considerato a sua volta la scelta migliore per l’apprendimento delle forme anatomiche e delle inquadrature esasperate.



  1. La scuola dinamica:



Il capostipite di questa corrente è Jim Lee, autore di origini coreane, questo artista ha saputo importare con grande successo elementi tipici dei comics giapponesi e coreani negli stati uniti, fondendoli con il peculiare modello anatomico americano, riscuotendo agli inizi degli anni ottanta un successo enorme, e dando inizio ad una scuola di disegno che continua a furoreggiare anche ai giorni nostri.
L’elemento peculiare che questo intraprendente cartonist ha importato in America è la dinamicità esasperata in cui i giapponesi sono maestri.
I personaggi di questa corrente “bucano” il foglio, con pose tese a dare l’idea di un movimento portato all’eccesso. Tipico di questa scuola è anche l’uso delle linee cinetiche, atte ad sottolineare ancora di più il senso di movimento.



  1. La scuola classica:



La scuola classica non ha un capostipite vero e proprio in quanto è andata maturando nel corso degli anni, avvalendosi dell’apporto di svariate generazioni di disegnatori.
Fin dagli albori dei super eroi si è andata infatti formando una tipologia di disegno che lentamente ha preso connotati quasi iconici.
Questa corrente non ha tratti peculiari degni di nota, in quanto rappresenta il sub strato “classico” su cui si sono poi appoggiate le altre scuole.
I tratti fondamentali vanno perciò andati a cercare fuori dal mondo super eroistico, a quella generazione di pionieri antecedenti a Super Man, primo super eroe propriamente detto, a quella generazione, dicevamo, che veniva dal disegno o dall’illustrazione classici, un nome su tutti;
Alex Raymanond, il padre di quel Flash Gordon , personaggio questo, che conteneva molti di quegli elementi che avrebbero poi caratterizzato i super eroi.
Da ricordare tra i maestri “classici” Bob Kane, il padre di Batman e il grandissimo John Buscema, i cui disegni hanno ispirato ben più di qualche generazione di autori.







Terminata questa escursione nelle principali scuole di disegno vorrei passare a spiegare brevemente le varie fasi con cui viene realizzato un super eroe.



  1. IMPOSTAZIONE:



Tenendo presente che i super eroi che si andranno a disegnare rientrano in quel meccanismo sequenziale che sono i comics, e che quindi i suddetti personaggi saranno inseriti in un contesto specifico in cui dovranno interagire con l’ambiente circostante in modo dinamico, si incomincia ad abbozzare lo spazio o ingombro, che la figura andrà ad occupare all’interno della vignetta o della pagina, tenendo presente anche il tipo di movimento che il super eroe dovrà compiere, dopo di che si abbozzano gli ingombri degli altri elementi presenti.
E’ essenziale in questo primo stadio, accertarsi che i pesi siano distribuiti bene all’interno della vignetta o della pagina, tenendo presente le indicazioni dello sceneggiatore, e il tipo di effetto o impressione che vogliamo suscitare nel lettore.
Non dimentichiamo che in questa prima fase il disegnatore dovrà tenere conto anche degli spazi occupati dal lettering e dalle possibili onomatopee.




  1. DISEGNO:


Si passa ora a impostare nel dettaglio, in primis il movimento del super eroe, prestando attenzione che il suddetto movimento, qualunque esso sia, risulti fluido e coerente con le esigenze narrative.
Terminata l’impostazione del movimento del personaggio si passa a definire l’ambiente circostante ed eventuali altre figure dinamiche.



  1. DEFINIZIONE:


In questa fase si comincia a lavorare la figura del nostro personaggio nel dettaglio; le forme anatomiche vengono definite con cura, il viso viene dotato di espressione, e i vari elementi circostanti vengono anch’essi definiti.
E’ fondamentale tenere a mente come si vorrà poi inchiostrare la figura e l’ambiente, in modo da aver già chiaro in testa con una buona approssimazione i pesi che l’inchiostrazione andrà a occupare ed abbozzarli di conseguenza, importante ricordarsi che in un fumetto una data vignetta deve essere sempre sequenziale alla vignetta precedente e a quella successiva, andranno quindi tenuti presenti gli equilibri di bianco e nero dell’intera tavola, se si sta disegnando una singola vignetta, o delle pagine precedenti e successive in caso si stia realizzando una splash page, ovvero quando si realizza un’intera tavola come se fosse un’enorme singola vignetta.




  1. PARTICOLARI:


Si passerà ora alla definizione dei vari particolari presenti nel disegno, questi particolari vanno dai dettagli più minuti sia del personaggio, come le pieghe del mantello o i particolari della cintura o della maschera, a l’espressione del super eroe e delle varie eventuali altre figure, i capelli e l’ambiente circostante.





  1. IMPOSTAZIONE DELL’INCHIOSTRAZIONE:


Arrivati a questo punto si comincerà a impostare, sempre a matita, le masse di nero che
verranno occupate dall’inchiostrazione.
Qui è fondamentale tenere a mente che l’inchiostrazione gioca un ruolo fondamentale, per tutti i tipi di comics, ma nel genere super eroistico può essere ancora più determinante.
Infatti con l’inchiostrazione si dovrà implementare la muscolatura del personaggio, si dovrà cioè realizzare un tipo di inchiostrazione che metta in risalto la muscolatura, ricordandosi anche di un altro elemento peculiare dei super eroi; il costume, l’inchiostrazione deve infatti giocare con i vari tipi di costume, mettendone in evidenza le particolarità.
Da tenere in considerazione che, per talune tipologie di personaggi questo fattore raggiunge dimensioni essenziali, pensiamo ad esempio a Batman; In questo personaggio il costume gioca un ruolo talmente importante da divenire parte integrante della psicologia del personaggio.
L’uomo pipistrello infatti rende il meglio di se, da un punto di vista di fascinazione grafica, quando l’autore riesce a giocare con il buio della notte, ( quasi sempre presente nelle sue storie )
Facendo immergere ed emergere il personaggio nell’oscurità e giocando appunto con i dettagli del costume, come il mantello, la maschera ecc..


  1. RIPASSO:


Siamo giunti alla conclusione di questo piccolo excursus nel modus operandi di questa tipologia particolare di comics.
Rimane ora solo il ripasso, ultima ma non meno importante fase.
Al contrario di quanto si potrebbe pensare, il ripasso non è solamente un vuoto esercizio di precisione, ma una fase fondamentale essa stessa, fase questa dove vengono ripassate le line esterne in modo da conferire spessore al disegno a matita, e realizzati i riempimenti.



Con questo ho terminato il mio piccolo viaggio in questa branca dei comics, a volte bizzarra ma sempre affascinante, che sono i super eroi.
Ho cercato di esprimere con questo mio testo, innanzi tutto, il mio personale punto di vista su un fenomeno che ha trasceso ormai da tempo i confini del mondo cartaceo dei comics per innalzarsi a vero e proprio fenomeno mediatico, pensiamo solamente a film, alcuni veri e propri capolavori di “genere”( i due Batman di Tim Barton, sopra gli altri ) o ai video giochi, i cartoni animati ecc.
In secondo luogo, ho cercato di comunicare le mie conoscenze sulle varie metodologie con cui si realizzano questi fumetti, lungi da me l’intento di insegnare qualcosa a chi che sia, per questo vi sono testi ben più qualificati del mio, ho solamente e puramente cercato di gettare un pò di luce su un dietro le quinte che rimane spesso e volentieri sconosciuto ai più.
Ho, insomma cercato di far comprendere al lettore quanto, interessante, complesso e difficile sia
Il lavoro di chi illustra questo tipo di comics.

Wonder woman work in progress definitivo.

wonder woman
Ecco a voi tutti i passaggi che ho realizzato per questa pin-up di wonder woman dall'inizio, dalla tavola a matita originale fino al risultato finale, passando per ogni fase della colorazione.
Per chi fosse interessato a maggiori dettagli tecnici passaggio per passaggio, consiglio di sbirciare qualche post indietro, dove per ogni passaggio ho dato, se non una spiegazione virtuisistica di tecnica, (non era questo l'intento) almeno un racconto dei vari passaggi.

martedì 28 giugno 2011

Consigli non richiesti: il tredicesimo guerriero.

<<Ecco là io vedo mio padre, ecco là io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli, ecco là io vedo tutti i miei parenti defunti, dal principio alla fine. Ecco, ora chiamano me, mi invitano a prendere posto in mezzo a loro nella sala del Valhalla, dove l'impavido può vivere per sempre. >>

Questa una delle frasi di maggior impatto epico del film, viene detta durante la scena.....
Ma non anticipiamo i tempi, andiamo con ordine. Il tredicesimo guerriero, film uscito nelle sale nell'ormai remoto 1999 per la regia di John McTiernan con Antonio Banderas come protagonista, questo film storico dalle forti connotazzioni epiche è stato tratto dal libro “Mangiatori di morti” di Michael Crichton.
Andiamo ora a parlare un poco dell'ambientazione, la vicenda si svolge principalmete in scandinavia, o almeno questa è l'impressione anche se il luogo geografico non viene detto chiaramente, comunque, ovunque sia ambientata la vicenda di preciso si tratta di un regno di “grande re del nord” il re in questione è un vichingo e vichinghi, o meglio “normanni” sono anche i protagonisti (anche se in realtà non hanno niente della popolazione vichingo/francese storicamente identificabile con i normanni ma sono dei vichinghi a tutti gli effetti).
Quindi la storia si svolge tra foreste, caverne e mari dell'estremo nord, terre di nebbie e leggende, grandi avventure dal sapore epico e violenza a tutto spiano.
La storia è narrayta attraverso il personaggio di Antonio Banderas, Aḥmad ibn Faḍlān cronachista, poeta e arabo, mandato dal sultano nelle lontane terre del nord, qui avviene il suo incontro con i “normanni” come vengono chiamati i vichinghi in questo film, l'incontro avviene in prossimità del funerale del capo dei normanni, qui Ahmad otterrà il primissimo assaggio delle usanze normanne, che troverà strane, arcaiche ma affascinanti, finito il funerale, la mattina dopo avviene la svolta nel film; Wulfgard “il figlio di un grande re del nord” il giovane principe è arrivato all'accampamento per implorare l'aiuto di Buliwyf (il re dei normanni) la sua terra è minacciata da un'antica maledizione, solo dei grandi guerrieri posso portare aiuto.
A questo punto fa la sua comparsa in scena “l'angelo della morte” una vecchia indovina, che attraverso la divinazione tramite l'antica magia delle rune, svelerà il modo giusto per aiutare la gente del re del nord.
L'indovina consulta gli dei e dice che tredici guerrieri devono andare, inizia una delle scene più evocative del film, nella grande sala comune, in mezzo alle acclamazioni dei normanni, la vecchia estrae tredici rune, ad ogni runa è abbinato un guerriero che dovrà partire per questa grande avventura, le rune si susseguono una dietro l'altra, ad ognuna di esse, un guerriero risponde fiero alla chiamata, il primo ad alzarsi è il re, Buliwyf, poi seguono altri undici uomini, fino all'ultima chiamata, la vecchia dice che il tredicesimo guerriero non dev'essere normanno, nella sala comune cala il silenzio, tutti i visi sono rivolti verso Ahmad, che chiede stupito al suo amico Melchisidek “cosa vorresti dire? “ l'amico lo guardo fisso negli occhi e risponde: “il tredicesimo guerriero sei tu!”
Inizia così l'avventura di Ahmad ibn Fadan, conivolto suo malgrado nell'antica faida tra i normanni e il leggendario popolo di uomini bestia, i Wendol.
Questo film, trasuda epicità da tutti i fotogrammi della pellicola e si si passa sopra alle decise incongruenze di carattere storico, ( uno dei tredici guerrieri sfoggia un'armatura d aconquistadores spagnolo del millequattrocento) ci si trova di fronte ad un grande film, bellissima trama, grande fotografia e personaggi fantastici, ottimi, e non era facile, anche i dialoghi, epici ma senza diventare ampollosi.
Insomma un ottimo film sotto quasi tutti gli aspetti, come ho giò detto ci sono delle piccole incongruenze di carattere storico, ma credetemi ci si passa sopra con grande facilità, conquistati come si è dalla vicenda epica, tra l'altro il tredicesimo guerriero può, a mio parere sfoggiare uno dei finali più epici di tutta la filmografia epico/fantasy che mi sia capitato di vedere, da brividi dietro la schiena credetemi.
Da vedere con grande piacere.

Interpreti principali.

Ahmad ibn Fadan: Antonio banderas.
Buliwyf : Vladimir Kulich.
Skeld: Richard Bremmer.

Regia:
John McTiernan.

lunedì 27 giugno 2011

Mostra permanente dedicata a Bonvi.

Leggo oggi sul fatto quotidiano della mostra permanente organizzata al Parco Amendola di Modena, città che ha dato i natali al grande fumettista Franco Bonvicini meglio conosciuto con il suo nome d'arte, quel Bonvi che appariva come firma sulle strisce del mitico Sturmtruppen che lo ha giustamente reso famoso in tutta Italia e oltre.
Apprendo la notizia dell'inaugurazione del Bonvi Parken, con piacere, è difatto cosa rara che in Italia sia degna considerazione e memoria agli artisti della nona arte.



domenica 26 giugno 2011

black window commission.

black window


Ciao a tutti, ecco la versione finita di una commissione, il personaggio è quello della vedova nera, della Marvel comics, come potete vedere, dalla versione precendente a  matita che avevo postato qui ul blog, sono cambiate un paio di cosette, la testa innanzitutto, mani più grosse e altre cose.

venerdì 24 giugno 2011

Consigli non richiesti: NCIS unità anticrimine.

“NCIS, centra qualcosa con CSI?”
“Solo se sei dislessico!”

Questa risposta geniale viene dall'agente Antony DiNozzo, durante una delle primissime puntate della prima serie di questo telefilm che vi vado con mio sommo gaudio or ora a recensire.
Andiamo con ordine, NCIS è un acronimo che sta per: Naval Criminal Investigative Service, della marina degli Stai Uniti d'America, in parole povere, un servizio federale che si occupa di tutti quei crimini che riguardano la marina militare statunitense. Nata come spin-off dalla serie JAG avvocati in divisa, con cui condivide lo stesso produttore, questa serie televisiva sin dalla prima serie si sgancia dalla serie madre, che in effetti non è che sia stà gran cosa e brilla d'un subito di luce propria, tanto che negli anni è arrivata a superare negli ascolti serie di “peso” come Dottor House.
Come descrivervela nelle poche parole di una recensione? Diciamo che il bello di questa serie è di non avere nulla ma proprio nulla di nuovo o d'innovativo al suo interno. Esatto, avete letto bene, sto glorificando il fatto che questo telefilm non abbia prodotto nessuna nuova trovata geniale, niente, nulla, nix!
Strano? Bizzarro? Per nulla signori e signore, non sono impazzito, il fatto è che tra una miriade di serie che si sforzano a tutti i costi di mettere sempre nuove trovate innovative sul fuoco degli ascolti, NCIS si basa sulle vecchie, solide, basiche tematiche dei vecchi telefilm dei tempi che furono; sceneggiatura ottima, personaggi caratterizzati da Dio, colpi di scena al momento giusto e senza esagerare (tipo Lost per fare un esempio, dove ogni puntata c'era un colpo di scena che capovolgeva tutta la trama) una buona dose di ironia e la non-continuity, ovvero, NCIS non ha una trama che si dilunga nel tempo ma è seriale, una puntata via l'altra, come ogni buona serie poliziesca che si rispetti.
Uno semplicemente si vede un paio di puntate a settimana e stop, senza starsi a domandare se il protagonista sopravviverà all'attacco dei licaoni mannari provenienti da lato oscuro dalla luna, (trama liberamente tratta da Lost) ogni puntata finisce e fine, se ne riparla alla settimana ventura.
Insomma, semplice, ben fatto, con personaggi fighi e molta sana ironia, questi gli elementi che contraddistinguono NCIS unità anticrimine.
A questo punto di solito inizio a parlare della trama, ma essendo, come detto qualche riga sopra, una serie a puntate senza una trama particolare, non saprei proprio cosa descrivervi, è un telefilm poliziesco, quindi ovviamente il punto focale sono le indagini, l'unica cosa di particolare rispetto ad altre serie crime è l'ambientazione, ovviamente trattando di crimini inerenti alla marina militare americana, moltissime scene si svolgono su navi, porti e luoghi consimili, altre cose paricolari non ce ne sono, la vera forza di questa serie, oltre tutto quello che ho già scritto è la squadra, dal capo Leroy Jethro Gibbs, burbero ma brillante ex marine, a Anthony "Tony" DiNozzo donnaiolo a apparentemente infatile braccio di destro di Gibs, e gli altri personaggi che non sto a descrivervi per non rovinarvi il piacere di scoprirli da soli.
Insomma una serie molto ben fatta.
Da vedere con piacere.
Come ultima cosa, vi segnalo che su rai due stanno dando le repliche della prima serie, il venerdi sera alla 21:00, tra l'altro la prima serie è amio parere una della più belle in assoluto.
Da vedere.

Attori principali:

Mark Thomas Harmon: Leroy Jethro Gibbs.
Michael Weatherly: Anthony "Tony" DiNozzo.
Sean Murray: Timothy "Tim" McGee
Cote de Pablo: Ziva David
Sasha Alexander: Caitlin "Kate" Todd

Black window

Ecco lo schizzo preliminare che ho fatto per una commissione che stò realizzando.
Il personaggio è quello di Black window, che, per chi non la conoscesse, è un della marvel comics, una ex-spia russa ora passata coi buoni.

giovedì 23 giugno 2011

Consigli non richiesti: Alcune cosette interessanti.

Bè che dire, niente recensioni vere e proprie a questo giro, ma come da titolo vi segnalo alcune cose che ho trovato interessanti.
Per il primo suggerimento ecco qua una cosetta divertente che ho trovato, del tutto casualmente  su youtube, quando l'ho visto, mi sono disastrato dalle risate, ecco a voi:Epic rap battles of history


Da notare la catena da repper al collo di Darth Vader, tra l'altro, come potrete vedere il video che vi ho proposto non è il solo della serie, ci sono anche gli scontri tra altri personaggi storici e un po meno storici, si va da Beethoven VS Justin Bieber a Genghis Khan Vs Easter bunny e tanti altri.
Se vi volete fare due risate vedeteli, ne vale sicuramente la pena se non altro per l'idea geniale al limite della follia degli ideatori.

Passiamo a qualcosa di completamente diverso, diverso ma simile per quanto riguarda le risate.
Dall'inesauribile genio di corrando Guzzanti (rullo di tamburi) Aniene.
Che dire: Nulla guzzanti si presenta da solo, un uomo, un genio, Punto!
Purtroppo Aniene lo potrete vedere solo su Ski, managgia  a quei fetentoni che non fanno lavorare questo genio su le reti della tv pubblica, che il fulmine di Aniene li incenerisca tutti.


 


mercoledì 22 giugno 2011

Batman color.

batman
Ed ecco il batman che vi ho fatto vedere il post precedente a colori, come vedete qui, al contrario di quanto fatto per Wonder Woman ho usato una colorazione molto semplice, elementare, un colore di base per ogni componente (mantello/maschera/guanti e la casacca) e un colore più chiaro per la luce.

martedì 21 giugno 2011

lunedì 20 giugno 2011

Wondi in progress 4, 5 e fine.



Ciao a tutti.
Ecco qui la quinta e ultima fase della nostra amazzone preferita, come potete vedere in questa fase del lavoro ho scurito il segno a matita sotto il colore, portandolo al nero, più netto e preciso secondo me meglio in questa maniera.
Ho anche fatto qualche ritocco sparso su tutto il mio lavoro, pelle, oro e altri dettagli.
Per il momento credo di avere finito con questa pin-up di wonder woman, anche se forse dovrei metterci uno sfondo dietro, mi ci metterò appena trovo un attimo di tempo tra un lavoro e l'altro,in attesa di questo direi che abbiamo finito.
Ciao.

Hello everyone.
Here is the fifth and final phase of our favorite Amazon, as you can see at this stage of the work I have darkened in color pencil mark, bringing it to black, clear and more precise in my opinion, better that way.
I also did some tweaking scattered all over my work, leather, gold and other details.
For now I think I have finished with this pin-up wonder woman, though perhaps I should put a background behind, I will do this as soon as I find a moment of time between a job and the other, waiting for this I would say that we finished .
Hello.

domenica 19 giugno 2011

Consigli non richiesti: Game of throne.


Lo confesso; sono un appassionato di fantasy, dal signore degli anelli al mondo del gioco da tavolo Warhammer non mi sono mai perso niente che avesse il pur vago sentore di genere fantasy, c'è anche da dire che la mia passione per questo genere è direttamente proporzionale al mio tasso di critica, insomma sono un vero “rompi” sempre pronto alla critica quando mi metto a guardare od a leggere una nuova opera che tratta di spade, elfi e consimili.
E' quindi con la mia barriera critica alzata alla massima potenza che mi sono messo a vedere questa serie, pronto, anzi prontissimo a farla a brani alla prima occasione e invece mi sono ritrovato a guardare un prodotto con i controfiocchi, Game of throne spacca e spacca di brutto.
Partiamo da una doverosa premessa, questa serie è tratta dal ciclo di romanzi “Cronache del ghiaccio e del fuoco” ( A Song of Ice and Fire ) dello scrittore George R.R. Martin e questa prima stagione si basa sul primo libro “Game of throne”.
Terminata la premessa, passiamo alla recensione vera e propria; Il telefilm inizia a Grande inverno la fortezza posta a guardia del confine nord dove, al comando delle genti del nord c'è Lord Eddard Stark, capofamiglia della casata Stark, storica famiglia che ha il compito di proteggere il regno dalle tribù dei bruti, un popolo nordico di selvaggi che dimorano oltre la barriera che separa le terre civilizzate da fredda desolazione del gelido nord, oltre i bruti Gli Stark devono vigilare anche sulla ricomparsa dei leggendari “estranei” popolo di guerrieri non umani che infestano le fiabe e leggende delle popolazioni nordiche, sempre timorose di un loro ritorno.

A sud, regna invece il re sul trono di spade, Robert Baratheon, grande amico e antico compagno d'armi di Lord Stark che un bel giorno si presenta a grande inverno per chiedere aiuto al vecchio amico. Il titolo di primo cavaliere del regno è vagante, causa prematura dipartita del precedente titolare, nell'aria aleggia il perfido odore del tradimento.
Inizia così la serie televisiva Game of throne, inizia bene e continua meglio, in questa serie c'è tutto quello che un appassionato di fantasy può legittimamente aspettarsi da una serie Tv, tradimenti, sesso, sangue, sentimento, paura, in Game of throne tutti questi elementi sono presenti e in gran quantità.
Fantastici i personaggi che girano intorno al leggendario trono di spade, tutti intenti alla conquista del potere, che in effetti, come da titolo, è la chiave di volta della trama, giochi del trono, rende benissimo l'idea del caleidoscopio di trame, tradimenti, complotti, incesti e sangue intessuti dai personaggi per la conquista del potere.

Ora passiamo un attimo a gli attori, fantastico Shaun Bean nel ruolo di Lord Stark, maestoso, mesto e rabbioso quando serve, era decisamente ora che questo attore, famoso per il ruolo di Boromir nel film del signore degli anelli, recitasse in un ruolo da protagonista, migliore scelta per questo personaggio non avrebbero davvero potuto fare.
Bravissimo anche Mark Addy nel ruolo del Re Baratheon, bravissimi anche i due Lannister Lena Headey nel ruolo della regina e Nikolaj Coster-Waldau nel ruolo di fratello della regina, da notare il fatto che finalmente i cattivi non sono dei bruttoni dall'aspetto perfido, che sembrano usciti da un film della Disney ma sono invece esteriormente dei belloni che sfoggiano sorrisi accattivanti e buone maniere, vero sopratutto per il ruolo del fratello gemello della regina.
Bravissimi in generale gli attori di questa serie, per cui non mi starò a dilungare oltre nel magnificarne le interpretazioni, anche se devo fare un'eccezione per Peter Dinklage nella parte del “folletto” terzo gemello della nobile famiglia Lannister e dunque fratello della regina, il suo è forse il personaggio più interessante della serie, anzi togliamo il forse, il suo è il personaggio più interessante della serie, punto.
Grande attore e lo dico senza alcuna stupida ironia riguardo alla sua statura, vermente una grande prova d'attore per un gran personaggio.
Insomma, se vi paicciono gli intrighi, le scene di sangue e di sesso e amate il fantasy, questo è la vostra serie televisiva.
Da guardare assolutamente.

Attori principali:

Shaun Bean: Lord Stark.
Peter Dinklage: Tyrion Lannister.
Mark Addy: Re Baratheon.
Lena Headey: Cersei Lannister. (regina)
Nikolaj Coster-Waldau: Jaime Lannister.

Casa di produzione: HBO.
Rete televisiva: HBO.


Tratto dai romanzi: “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” di George R.R. Martin.


sabato 18 giugno 2011

Batman

Ecco uno schizzo a matita di batman, da sempre uno dei miei personaggi preferiti nel mondo dei supereroi, forse proprio per il suo non essere super l'ho sempre trovato superiore agli altri eroi.
E poi bè, è batman se cercate uno eroe noir, tetro, violento e ossesivo, lui è la vostra scelta obbligata.

venerdì 17 giugno 2011

Consigli non richiesti: Santoro “Signori entra il lavoro. Tutti in piedi”

Questa sera andrà in onda in stremaing dal sito del fatto quotidiano, di Repubblica e altri siti ancora lo spettacolo condotto da Michele Santoro sull'anniversario dei 110 anni della Fiom.
Lo spettacolo parlerà, stante quanto detto sul sito del "Fatto quotidiano" di lavoro, e altre tematiche, saranno presenti alla trasmissione, oltre il già citato conduttore Michele Santoro, Marco Travaglio, Vauro, Serena Dandini, Maurizio Crozza e altri.
L'evento che si terrà a Bologna nel parco di Villa Angeletti sarà come già detto trasmesso in streaming e andrà in onda anche su Tv regionali e locali,  “Signori entra il lavoro. Tutti in piedi” riprenderà il polt dell'evento "Rai per una notte" andato in onda, o meglio in rete, all'incirca un anno fa, e gia ci si aspetta un boom di pubblico.
Bene, staremo a vedere, personalmente ho trovato rai per una notte un evento molto interessante, memento di cosa potrebbe essere il servizio pubblico senza tante tagliole poste sul cammino di chi il servizio pubblico vorrebbe farlo al meglio delle sue possibilità.
Per chi fosse interessato metto il link al sito del fatto del quotidiano dove potrete trovare maggiori informazioni.
Link “Signori entra il lavoro. Tutti in piedi”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/15/signori-entra-il-lavoro-tutti-in-piedi-finanzia-linformazione-libera/118236/

giovedì 16 giugno 2011

Wonder woman work in progress 3

wonder woman, Francesco Sturlese,

Eccoci alla fase del tre del mio Wonder in progress, come potete vedere alla fine ho deciso di scurire il segno a matita e cominciare a lavorarci sopra,, l'idea sarebbe di ottenere un effetto simile a quello della pittura ad olio, obiettivo oggettivamente difficile ma  le sperimentazioni si fanno appunto per osare cose nuove. Ritornando in argomento, per il momento, come vedete ho realizzato la parte destra (di chi guarda) quando sarò soddisfatto del risultato passerò alla parte sinistra.
Per il resto, ho lavorato un pò la pelle, smorzando un poco i toni, o meglio; ho uniformato le varie tonalità con un effetto sfumatura, ottenuto passando il pennello con un'opacità molto bassa sugli stacchi di colore, uniformando in questo modo lo stacco tra una tonalità e l'altra.
Ho ritoccato in parte anche  l'oro della cintura che prima era decisamente troppo semplicistico.
Per il momento, questo è quanto, alla prossima fase.

martedì 14 giugno 2011

Wonder woman work in progress 2

Wonder woman colore fase 1
Come promesso continua il work in progress sulla nostra amazzone preferita, ecco a voi la prima fase della colorazione al computer, come vedete il disegno "sotto" al colore è rimasto a matita, per il momento non ho ancora deciso se portarlo al nero, come se fosse a china, o lasciralo a matita e lavorarci sopra, o ancora se "dipingere" sopra.
Per il resto: Al momento ho reaizzato il grosso della pelle con le zone chiare e scure delineate, rimane da fare il grosso del lavoro a livello di sfumatura e della scelata cromatica, passabile questa di modifiche in corso d'opera visto e considerato che decisamente non sono ancora soddisfatto.
Gli altri dettagli mi piacciono di più, l'oro del pettorale e del diadema penso vadanoo quasi bene così, magari qualche piccolo aggiustamento e direi che ci siamo, anche l'argento dei bracciali mi piace, sopratutto quello in primo piano.
Resta ancora da lavorare "da zero" sul laccio, che devo rendere di un oro brillante con qualche effetto di luce.
Ecco, per il momento questo  è quanto, alla prosssima fase.

lunedì 13 giugno 2011

Consigli non richiesti: Master and commander (sfida ai confini del mare)








Il film inizia con una didascalia stile star wars, la scritta ci spiega che siamo nel 1805 e Napoleone Bonaparte è sul punto di invadere l'Inghilterra con il suo esercito, la battaglia per evitare questa sconfitta, le forze inglesi la combattono sui mari di tutto il mondo con la Royal Navy.
Dopo questa doverosa premessa esplicativa del contesto storico in cui si muove la narrazione, vediamo apparire la Surprise, una fregata della sunnominata Royal Navy al comando del capitano Jack Aubrey detto il “jack il fortunato”, scorrono alcuni minuti della normale vita di una nave da guerra di sua maestà poi ecco fare la sua comparsa in scena una nave nemica, è la Acheron, naturalmente è francese e colta la Surprise di sorpresa quasi la affonda, ma sotto il comando di “jack” la nave inglese riesce a rifugiarsi in un banco di nebbia, dopo le riparazioni comincerà la lunga caccia della Surprise a vascello nemico.

Inizia così Master and commander film tratto dai bellissimi romanzi di Patrick O'brian, scrittore di origine irlandese poi naturalizzato inglese, che dopo una vita travagliata e assai interessante ( è stato un agente del controspionaggio inglese durante la seconda guerra mondiale), ci ha regalato una serie di romanzi che narrano le avventure di Jack Aubrey capitano della Royal navy e Stephen Maturin dottore di bordo, naturalista e agente segreto inglese, questi romanzi vantano una foltissima schiera di appassionati in tutto il mondo (tra cui chi vi scrive) e questo film riesce nel non facile intento di cogliere e convertire in pellicola i punti di forza delle opere letterarie di O'Brian.
C'è tutto, da la narrazione della vita di bordo di una fregata inglese, colta benissimo dal film, alla descrizione particolareggiata ma mai noiosa delle manovre della Surprise durante al navigazione, ma il vero punto di forza del film, come d'altronde dei romanzi sono le figure di jack e Stephen, entrambi eccelsi nei rispetti ruoli, marinaio e dottore/scienziato quanto incasinati nel resto, è proprio questo il punto di forza della coppia, entrambi sono infatti tutt'altro che perfetti ma insieme, come tutte le grandi coppie dei film/libri si completano alla perfezione.
Molto bravi Russell Crowe nei panni di jack, ruolo perfetto per lui che assomiglia un po al personaggio anche nella vita reale, e Paul Bettany nei panni di Stephen Maturin, ruolo non facile che riesce a rendere alla perfezione.





Altro punto di forza del film, anche questo ben presente nei libri è la musica, classica in questo caso, entrambi i protagonisti sono appassionati musicisti dilettanti (nei libri si sono conosciuti ad un concerto) e tutto il film e scandito da temi musicali bellissimi, da Boccherini a Mozart a Vivaldi, il violino e il violoncello dei due ci accompagnano per tutto il film, dando tra l'altro a questo film una delle colonne sonore più belle degli ultimi anni.
Che altro rimane da dire? La fotografia è eccezionale, la regia di Peter Weir è ottima, narra bene la trama e riesce a cogliere le pause della vita di mare senza renderle tempi morti.
Insomma, non volendo rovinarvi la trama spiattelandovela qui, vi dico solamente che se siete appassionati di film sul mare, bé questo non dovete assolutamente perdervelo.
Da vedere Assolutamente.


Protagonisti:

Russell Crowe: Jack Aubrey.
Paul Bettany: Stephen Maturin.
James D'Arcy: Tom Pullings.

Regista: Peter Weir.
Fotografia: Russell Boyd.

Referendum: L'Italia s'è desta?

A quanto pare e facendo tutt i dovuti scongiuri del caso, ce l'abbiamo fatta, il forum sembra essere stato raggiunto e superato, stando infatti al sito del fatto quotidiano ad adesso la percentuale di affluenza alle unre supera iil 56% per tutti e quattro i quesiti referendari.
Sempre sul sumenzionato sito del quotidiano di Padellaro e Travaglio si leggono le prime spassossime reazioni dei politici di centro destra, Sacconi minimizza e dice: "Non è un segale per il premier." gli fa da contr'altare il ministro La Russa: "Non cambia niente per il governo.", avete notato che queste frasi iniziano tutte con Non? Il non nell'analisi grammaticale  è un avverbio di negazione semplice, negazione di cosa? Negazione della tranvata, che nonostante tutte le notizie farlocche, nonostante la disinformazione, nonostante tutti i mezzucci, hanno preso in piena faccia quelli del centrodestra.
Perchè possono cianciare quanto vogliono ma questo a mio parere è un chiaro segnale politico, la stragrande maggioranza degli esponenti del centro destra si era schierata per l'astensione e invece, gurda un pò, il quorum c'è, quindi hanno fallito, punto!
E ora possiamo dirlo, è stata una grande vittoria venuta dalla base, dalla rete e da tutti quellli che hanno fatto passaparola per spingere ad andare al voto.
Faccio notare anche che è la seconda volta,   leggasi vittoria alle comunali di Milano e Napoli che  la gente ha determinato una vittoria partendo da un movimento dal basso, che come nel nostro inno l'Italia s'è desta?

domenica 12 giugno 2011

Wonder Woman work in progres.

Come da titolo; Ecco una mia Wonder Woman, è a matita e purtroppo, causa mio scanner scrauso, è venuta tagliata di un bel pezzetto di gomito, in attesa di fare una scansione decente intanto posto questa.
Per la cronaca, il work in progres è riferito al fatto che intendo portarla avanti e colorarla, ui sul blog postero le varie fasi, così a titolo informativo per chi fosse interessao alle varie fasi di lavorazione.


Referendum: Missione esuguita.

Ecco fatto, stamattina sono andato a votare, verso le dieci meno qualcosa mi sono recato al seggio e ho schiaffato quattro bei si sulle relative schede, avevo intenzione di andarmene al mare dopo, alla faccaizza di quei politici che invitavano ad andare al mare per evitare il voto, ma il tempo è grigio e promette pioggia imminente, vabbuò meglio così, pioggia a catinelle, seggi pieni (si spera), faccio notare così di sfuggita che il berlusca ultimamanete porta una iella che manco un gatto nero che ti attraversa la strada mentre passi sotto una scala di venerdi tredici durante una congiunzione particolarmente nefasta di pianeti; lo eleggono, crisi finanziaria mondiale, annuccia la costruzione del ponte di Messina e viene un terremoto, vuole mettere le centrali nucleari, disatro nucleare in giappone, invita ad andare al mare e piove in tutta Italia, portasse pure sfiga?
Vabbè ritornando in argomento, stamani quando sono andato a votare ai seggi non c'era praticamente nessuno, vero è che era abbastazna presto e che quindi molti sarabbano stati ancora tra le braccia di Morfeo, ma, bè come inizio non era molto incoraggiante, vebbuò,  speriamo bene.

sabato 11 giugno 2011

Qualche mia tavola a matita.

Ecco un paio di tavolozze che avevo realizzato qualche tempo fa per delle prove per la marvel comics, sono tavole della serie "Guardian of the galaxy".
Per la cronaca, no è andata molto bene, ma mi sono comunque divertito un sacco a disegnare questi personaggi, in special modo Rocket Racoon, il procione spaziale!!!
Rivendole adesso ci becco una sacco di ingenuità che al tempo mi erano sfuggite, ma bè sbagliando si impara, non si dice sempre così?






venerdì 10 giugno 2011

L'ultimo ruggito di Santoro.

Ebbene, alla fine, almeno apparentemente ce l'hanno fatta, anno zero, il famoso e seguitissimo programma di Michele Santoro ha chiuso, fine, stop, chiuso.
Dopo anni e anni di manfrine, divieti, sentenze, multe, reprimede, ecc. ecc. Santoro ha deciso di gettare la spugna, difficile dargli torto, va bene resistere, resistere, resistere, ma a tutto c'è un limite, anche alla sopportazione umana e così ieri è andata in onda sui rai due l'ultima puntata di anno zero e come prevedibile è sato bum di ascolti, otto milioni di telespettatori erano infatti ieri sera incollati alle poltrone ad assistere all'ultimo show di Santoro.
E che show ragazzi, a partire dall'anticipazione per finire con le vignette di Vauro è stato un vero e proprio spettacolo televisivo di gran lievello, con Santoro che si è tolto parecchi fastidiosi, sassolini dalle scarpe, e che dire del resto della puntata? Fantastica, dall'editoriale di Travaglio, pungente e cattivo come al solito, ai servizi, puntuali e sul pezzo come non mai, eccezionale poi il momento in cui Santoro ha replicato alle parole diel ministro Castelli, che affermava che finalmente (secondo lui) ora Santoro avrebbe fatto trasmissioni non pagate del canone, Santoro a quel punto è letteralmente espolso ed ha snoccialoto tutti i dati riferiti alle entrate che il suo programma ha fatto guadagnare alla rai, e dal pubblico è partita un'ovazione che neanche al derby di Milano si era sentita, il conduttore ha poi continuato tirando in ballo i programmi flop imposti dal governo, quelli si pagati dal canone, insomma se non avete visto la puntata ve la consiglio caldamente, è da vedere, un trasmissione elevata a memento di cosa potrebbe essere il servizio pubblico di qualità senza la politica in mezzo alle balle.

giovedì 9 giugno 2011

Consigli non richiesti: Razor (Battlestar Galactica)

Attenzione, questa recensione si occupa di elementi legati alla serie Battlestar Galactica, chi non conoscesse la serie può leggerne la mia recensione qui:

Consigli non richiesti: battlestar Galactica


Ora forse vi starete chiedendo: Ancora a parlare di Battlestar Galactica?
Risposta: Si! Ancora Battlestar Galactica, per la precisione in questa mia piccola recensione mi occuperò di un film per la Tv nato dalla sopracitata serie, Razor appunto.
Razor, che come detto, è un film tratto dalla serie sopracitata, si va a collocare cronologicamente in mezzo alla seconda serie di Battlestar Galactica, durante il primo periodo come comandante della Pegasus di Apollo, nome in codice di Lee Adama, (il figlio del comandante Adama, capitano del Galactica) La Pegasus, per chi non avesse visto la serie è una battlesar che i nostri profughi spaziali incontrano all'inizio della seconda serie.
Questa nave spaziale era originariamente comandata dall'ammiraglio Helena Cain, spregiudicata e alquanto crudele comandante della moderna nave da battaglia, che preso il comando della flotta coloniale in virtù del grado superiore, non tarda, per causa dei suoi metodi crudeli, a mettersi in fortissimo attrito col comandante Adama, questo attrito sfocerà ben presto in uno scontro aperto che porterà dopo varie vicende alla morte dell'ammiraglio per mano di una cylon “umana” precedentemente prigioniera sulla Pegasus. Alla morte di Helena Caine il comando della flotta passerà per via gerarchica ad Adama, che nominerà in successione ben tre comandanti della Pegasus, i primi due vengono levati di mezzo dagli sceneggiatori abbastanza velocemente per fare spazio appunto a Lee Adama Apollo.
Qui finisce il riassuntino della serie e comincia il film vero e proprio.


Razor è un film basato su due trame parallele e composto con forti dosi di flashback, i due filoni narrativi parlano uno della missione della Pagasus che dovrà trovare e distruggere un astrobase Cylon molto particolare, questa base stellare infatti è della vecchia generazione di cylon e ospita al suo interno uno dei primi “ibridi” umano-cyloni. Questi ibridi furono tra le cause della misteriosa ritirata dei robot senzienti nella prima guerra Cylon-umani.
In questo filone narrativo vedremo anche un breve squarcio del passato del comandante Adama, durante le ultime fasi della prima guerra.
Il secondo plot narrativo è invece incentrato sull'approfondimento della figura dell'ammiraglio Helena Caine, che nella serie era parso, per quanto ottimamente recitato un po troppo “stronza” per essere vera, bene, in questo film vedremo la storia della Pagasus dal principio dell'attacco Cylon alle colonie sino alla morte della donna e scopriremo i motivi che hanno reso l'ammiraglio così dura e spietata, questi flashback rendono agli occhi dello spettatore il personaggio di Helena estremamente interessante dando un'ottima idea di cosa possano fare la guerra e i traumi alla personalità umana.
Per questo approfondimento viene usato come pretesto il personaggio del tenente Kendra Shaw, ufficiale molto legata all'ammiraglio, che attraverso lei conosceremo meglio.
Film a mio parere assai interessante degna appendice della serie da cui prende tutti gli elementi di forza, fantastica l'interpretazione data da Michelle Forbes all'ammiraglio Caine, questa attrice sembra nata per il ruolo di cattive cattivissime ma con un senso compiuto. Brava!



Attori principali:

Regista:Félix Enríquez Alcalá
Sceneggiatore: Michael Taylor.

Michelle Forbes : Ammiraglio Helena Caine.
Stephanie Chaves-Jacobsen: Tenente Kendra Shaw.
Kathryn Ann "Katee" Sackhoff: Kara "Starbuck" Thrace.
Jamie Bamber : Lee "Apollo" Adama (comandante della Pegasus)
Tricia Helfer: Modello numero sei.

mercoledì 8 giugno 2011

La mia pagina su deviant art.

A chi di voi fosse interessato, da qualche tempo ho rispolverato la mia vecchia pagina su Deviantart, praticamente mai usata e ho cominciato a postarci un po di roba, alcune cose le trovate anche qui sul blog, altre sono inedite, sto cercando di rendere il blog e la pagina su deviant uniformi quanto a miei lavori postati, comunque, deviant permettere di mettere i file di immagine a dimensioni assolutamente impensabili su di un blog, quindi se siete interessati a vedere i miei lavori ad una risoluzione ottimale fateci un salto.
A breve mettero un link fossi qui sul blog, per l'intanto eccovi il link.

Link deviantart: http://superskrul.deviantart.com/

Consigli non richiesti: Spartacus blood and sand.








La storia inizia nella lontana sia per tempo che per spazio, Tracia. E' il 73 A.C. Siamo al tempo della repubblica romana, prima di Giulio Cesare, di Augusto e dell'impero e come detto la storia parte dalla lontana Tracia, dove un guerriero, Spartacus appunto, viene fatto prigioniero e condotto a Capua per essersi ribellato al potere di Roma, a Capua il guerriero trace diventa un gladiatore sotto il pugno di ferro di Quinto Lentulo Batiato, padrone della scuola di gladiatori della sopracitata Capua.
Nell'arena di questa città romana assistiamo quindi alle vicende di Spartacus, alle prese con la dura vita ( e morte) del gladiatore romano, tra violenza (molta), sesso (molto anche questo) e sentimenti (il giusto).
Questa in soldoni la trama della serie televisiva “Spartacus, Blood and sand”, ovviamente c'è di più, anzi, molto di più, in questa notevole serie Tv che brilla come un raro gioiellino color rosso sangue, nella pletora di soporifere serie tutte sentimenti e buonismo dell'odierno panorama televisivo.
Partiamo innanzitutto a parlare della trama, ovviamente come da titolo si parla del leggendario Spartacus e qui fatemi fare un a piccola divagazione: Oggettivamente ci voleva una buona dose di coraggio con anche qualche grammo di sana follia, a riprendere, o meglio, a resuscitare un personaggio direttamente dagli albori della cinematografia hollywoodiana dei tempi che furono, coraggio e molto, molto mestiere, per prendere l'antidiluviano gladiatore e farne una serie di successo, un bravi, bravissimi da parte mia, agli sceneggiatori ed ai produttori.
Terminata la divagazione, torniamo alla trama, niente di sconvolgente o particolarmente intricato a livello di plot narrativo in questa serie, ed è proprio questa la sua forza; la semplicità, niente trame complicatissime alla Lost, con mille flashback e divagazioni. In Spartacus bood and sand, c'è un protagonista, Spartacus appunto, che viene catturato dai romani e messo a fare il gladiatore, lui da prima non ci sta, poi Batiato, il padrone della scuola di gladiatori riesce a convincerlo con la possibilità di riabbracciare la donna amata, venduta anch'essa come schiava e dispersa nelle infinite maglie della repubblica romana, Batiato fa quindi una proposta a Spartacus; tu combatti per me, e lo fai al meglio delle tue possibilità facendomi guadagnare soldi e prestigio e io in cambio ti ritrovo la donna che ami alla follia. Qui in pratica inizia la vera trama del telefilm e il telespettatore viene catapultato nel mondo dei giochi gladiatori dell'antica Roma, tra scontri all'ultimo sangue, intrighi e scene di sesso infuocato. Semplice, chiaro e con tutti gli elementi giusti al posto giusto, sesso, sangue e sentimento, le tre esse canoniche del buon sceneggiatore di successo


Ora passiamo ad analizzare la fotografia e gli effetti speciali, nonché la metodologia narrativa di questa serie, un punto di forza di questo telefilm sono infatti gli scontri nell'arena, che sono chiaramente ispirati alle trasposizioni cinematografiche delle opere di Frank Miller, (Sin city, e Trecento.) stesso modo di narrare la violenza, scene rallentate, schizzi di sangue verso la telecamera, movimenti coreografati al punto giusto per rendere le scene più eclatanti (come ad esempio il colpo finale in uno scontro) al meglio come impatto visivo. Tutti questi elementi ripresi come già detto dalle opere di Frank Miller, sono resi al meglio per rendere questa serie estremamente godibile dal punto di visto visivo.
Una menzione è d'obbligo per i personaggi principali di Spartacus, ora nell'insieme della serie tutti o quasi i personaggi sono ben riusciti a caratterizzati, ma due spiccano un palmo sopra tutti gli altri, Batiato, il padrone della scuola di gladiatori e la di lui moglie Lucretia, interpretati rispettivamente dai bravissimi John hannah e Lucy Lawless, personaggi eccezionali, degni della coppia Macbeth e consorte, cattivissimi, contorti, a tratti estremamente crudeli, ma mai e ribadisco mai, scontati o macchiettistici, in una parola: Perfetti!!!


Interpreti principali:
Lucy Lawless: Lucretia.
John hannah: Quinto Lentulo Batiato
Andy Whitfield: Spartacus.
Peter Mensah: Dottore
Craig Parker: Gaio Claudio Glabro

Casa di produzione: Starz Media, Starz Productions.